Curiosità Italiane resta in Sicilia, destinazione Messina

Benito Dell'Aquila

In ARTE / Benito Dell'Aquila / Comments

Lasciare la Sicilia è davvero difficile, poiché questa regione riempie l’animo di belle sensazioni, di luoghi da visitare e squisitezze da assaggiare e per questo motivo #CurisoitàItaliane fa tappa a Messina.

Per coloro che giungono dallo stretto, Messina può essere considerata il biglietto da visita della Sicilia, la città funge come una porta d’ingresso all’isola. Per Messina sono passate fiumane di genti e con esse, merci e pensieri che si sono poi diffusi per l’intera isola.

Messina è stata la prima colonia greca dell’isola, battezzata con nome di Zancle. Nel corso dei secoli la città raggiunse momenti di splendore e durante il Medioevo contendeva il ruolo di capitale siciliana a Palermo. Purtroppo ci sono stati anche epiloghi drammatici che hanno più volte messo a rischio la sopravvivenza della città. La rivolta antispagnola dell’600 fu disastrosa e ugualmente dannoso fu il terremoto del 1783. La città fu assediata nel 1848 quando si oppose a Ferdinando II di Borbone e non si fece in tempo a ripristinare il tutto che un tremendo terremoto distrusse quasi mezza città e portò alla morte migliaia di persone. Ancora, durante la seconda Guerra Mondiale, Messina è stata tra le città che maggiormente patirono i bombardamenti alleati. Per tale motivo, oggi, Messina appare ai suoi visitatori moderna secondo i canoni urbanistici del Novecento.
Nonostante tutti i patimenti, Messina è sicuramente tra le città della Sicilia più ricche di storia e visitarla ne vale la pena.

Per chi attraversa lo stretto di Messina sarà inevitabile non incrociare la statua della Madonna della Lettera, ormai simbolo della città. Il colonnato, su cui è poggiata, si fonda su una struttura medievale che fungeva da fortificazione, su cui è possibile leggere una frase in latino Vos et ipsam civitatem benedicimus, “Benediciamo voi la città vostra”. Una simpatica curiosità sulla statua risale alle prime giornate di inaugurazione, quando Guglielmo Marconi provò a illuminarla attraverso un meccanismo elettromagnetico, che fu azionato da Papa Pio XI da Roma.

Imperdibile è il Campanile del Duomo di Messina. Costruito nel XVI secolo è stato oggetto di numerose calamità. Nel 1908, l’Acivescovo Angelo Paino commissionò la sua ricostruzione, affinché fosse simile al vecchio campanile e il progetto venne affidato a Francesco Valenti. L’orologio nasce per rappresentare in sette scene la storia di Messina. La torre originaria contiene un orologio astronomico considerato il più complesso del mondo. La facciata, che da sulla piazza, presenta al primo piano le quattro fasi della vita, l’infanzia, la giovinezza, la maturità e la vecchiaia. Le statua che rappresentano ciò ripercorrono queste fasi ogni quarto d’ora e tra esse si nasconde la morte. I giorni della settimana sono, invece, raffigurati da sette divinità greche alla guida di un carro trainato da animali. Al secondo piano sono presenti le fasi più salienti della vita di Cristo, la Nascita, la Pasqua e la Pentecoste. Al terzo piano si erge un gallo ruspante, simbolo di rinascita della città stessa, con due donne messinesi, Dina e Clarenza, che si distinsero durante i vespri Siciliani e contro gli Angioini. Al quarto piano il Leone, che stringe la bandiera di Messina che sventola tre volte al giorno e infine sulla vetta, il grande orologio.

Non vi è tour senza rintracciare le testimonianze architettoniche in cui sono vissute le genti di una città. Tra i palazzi più belli vi sono Palazzo Calapaj-D’alcontres e Palazzo Zanca. Il primo è l’unico esempio rimasto a Messina di dimora signorile. Situato poco distante da Piazza Duomo, ancora oggi, mantiene le strutture e le decorazioni del Settecento. Palazzo Zanca è, invece, sede del Municipio di Messina. Il suo stile rispecchia i motivi neoclassici e sulla facciata troviamo personaggi simbolo della città, tra cui due bassorilievi di Dina e Clarenza.  Gli interni conservano opere di rilievo come un busto bronzeo di Antonello da Messina e affreschi di Adolfo Romano e Daniele Schmeidt. Nella sala della giunta è presenta anche un’Ultima Cena dell’artista Alonso Rodriguez.

Un momento molto atteso in città è la festa dell’Annunciazione, che ravviva Messina per diverse giornate d’agosto. Durante una processione vengono portati in giro due Giganti, due statue che rappresentano il moro Grifone e la la dama Mata. Le leggenda narra che il guerriero saraceno si fosse innamorato di Mata al punto da convertirsi al cristianesimo pur di sposarla. Altro momento importante è l’allestimento della Vara, un carro allegorico che simboleggia il tema di maria e dell’ascesa al cielo. Anche la Vara viene portata in processione dai fedeli fino alla Cattedrale.
Oltre alle tradizioni folkloristiche, Messina è nota anche per la sua cucina, soprattutto per i piatti a base di pesce. Come buona città marittima, la specialità di Messina, pare essere lo Stocco alla ghiotta, un pesce essiccato e farcito con patate, olive e capperi. Nonostante ciò, a primeggiare è il pesce spada, che viene preparato in tantissimi modi diversi.

#CuriositàItaliane, la rubrica che, ogni settimana, vi porterà a visitare gli scorci e i paesaggi italiani da non perdere. Utilizzate il nostro hashtag e… al prossimo viaggio! Scriveteci a [email protected] per dirci la vostra e perché no, per invitarci a scoprire le bellezze della vostra città italiana del cuore.

Vuoi scoprirne di più? Scopri i nostri tour specialmente ti consigliamo:
Napoli
Bologna
Bergamo
Salerno
Chieti
Venezia
Milano
Catania
Benevento
Cuneo
Ferrara
Lucca
Ravenna
Genova
Perugia
Siracusa
Agrigento