Chieti, la città che il pelide Achille dedicò alla madre

In ARTE by Alessandra Nepa Comments

Prendete una cartina d’Italia e puntate lo sguardo verso una città che vi incuriosisce e di cui sapete poco. Se per volere del caso, questa fosse Chieti, #CuriositàItaliane vi porta alla scoperta di questa città… “poco” famosa!

Dal finestrino di un aereo, osservando le colline abruzzesi, noterete una costellazione di casette intorno ad un campanile, a metà strada tra il mare e le montagne. Chieti è una città che si guarda di fretta durante un viaggio in autostrada, che appare lontana, piccola ed è quasi impossibile immaginarci la vita. Invece, la storia di questa città ha radici molto profonde che si intrecciano tra realtà e mito. Infatti, tuttora, Chieti conserva il nome Teate proprio perché, sulle ali della leggenda, Achille, l’eroe greco, ancora raffigurato nello stemma cittadino, fondò Chieti nel 1181 avanti Cristo, battezzandola come Teate in onore di sua madre, la ninfa Teti.

Le vicissitudini storiche lasciamole ad altri, mentre noi ci immergeremo sempre più tra strade e vicoletti levigati dal tempo, per raccontare quella bellezza e quell’arte che possono diventare i punti luce di un piccolo mondo.

#1 Il Teatro Marrucino

Tra i siti imperdibili di questa città, c’è il Teatro Marruccino. Edificato agli inizi dell’Ottocento, può vantare il riconoscimento di Teatro Lirico d’Abruzzo e di Teatro di Tradizione, qualifica conquistata grazie alla raffinatezza artistica della produzione lirica. Importanti maschere del teatro hanno avuto il piacere di condividere una parte della loro carriera artistica con la città di Chieti, tra tutti spiccano Eleonora Duse, Cesco Baseggio e Nanda Primavera.

Chieti Teatro Marruccio

#2 Il Museo Archeologico Nazionale “La Civitella”

Ciò che cattura l’attenzione di questo museo è la caratteristica di accogliere l’antichità all’interno di una struttura moderna. Infatti, lo spazio adiacente al museo diventa, a volte, una discoteca e l’anfiteatro viene utilizzato come tappa di concerti dai più famosi artisti dell’ambito musicale.
Situato nella parte più alta della cittadina, “La Civitella” è stato inaugurato nel 2000, dopo che, attraverso un attento lavoro di ricerca e di scavi, sono venuti alla luce i resti di un santuario, formato da tre templi e risalente al II sec. a.C., e la parte inferiore di un anfiteatro.

Chieti – Anfiteatro

Meraviglioso è il panorama di cui si può godere salendo nella zona alta di quest’area. Il profilo sognante della Majella, soprannominata la “bella addormentata” per le sue curve montuose che ricalcano il volto di una ragazza distesa, si incontra, all’orizzonte, con la linea sottile del mare.

La Majella definita la Bella Addormentata

#3 Il Guerriero di Capestrano

Altro simbolo della città di Chieti è il guerriero di Capestrano. In giro si sente spesso dire: “abruzzesi forti e gentili” e il guerriero di Capestrano è diventato il simbolo di questo detto.
Scopriamo il perché: capolavoro dell’arte italica, la statua venne ritrovata nel terreno da un contadino abruzzese, nel 1934. Saltano all’occhio le proporzioni inusuali di questo Re guerriero e la cura nei dettagli, caratteristiche che rendono quest’opera diversa rispetto a quelle risalenti allo stesso periodo.

Alcuni storici sostengono che il Guerriero di Capestrano presenti forme più femminili che maschili: i fianchi larghi, la vita stretta, le gambe formose, le dita affusolate e il fondo schiena rotondo. Molto probabilmente, l’intento dell’artefice di quest’opera era quello di esaltare le imprese di un’intera popolazione, uomini e donne, il guerriero doveva essere il punto d’unione tra forza maschile e gentilezza femminile. La statua è conservata presso il Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo, con sede a Villa Frigerij a Chieti.

Guerriero di Capestrano

#4 La Camomilla d’Oro

Se siete alla ricerca di un posto unico per la qualità dell’ambiente e la purezza della natura, Chieti è il posto giusto dove andare.
Quest’anno, il Consorzio Abitare Oggi, ha scelto Chieti come vincitrice del premio “La Camomilla d’Oro”. Infatti, per questo, un’ opera verrà realizzata dagli allievi del liceo artistico. I pregi che hanno portato la città alla vittoria sono la qualità dell’ambiente e la serenità che si respira tra le viuzze. Respirate a pieni polmoni e avvertirete il profumo che si diffonde lungo le strade del centro storico.

#5 La Villa Comunale

Di elegante stampo ottocentesco, la Villa Comunale nasce dall’unione di alcuni giardini nobiliari. Questo “piccolo polmone verde” è formato da piazzali collegati da vialetti. Da qui si diramano un terrazzo panoramico vicino al quale si staglia il Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo, preziose fontane artistiche, tra cui, la principale acquistata alla Fiera di Parigi nel 1890, ed esemplari di piante esotiche e rare. Il tutto è arricchito dal laghetto con la statua di Nettuno, divinità che veglia giorno e notte sulla Villa, un posto magico che sembra quasi restituire al presente il tempo delle dame e dei cavalieri.

Chieti, angolo della villa comunale

#6 Viale IV Novembre

Sarà capitato a tutti, specialmente ai più distratti, di sentirsi dire “guarda dove cammini!” e, percorrendo, il viale IV Novembre non ve lo farete ripetere due volte. Infatti, molto probabilmente, è possibile accorgesi che la pavimentazione è formata da lastre con anelli concentrici, simboleggianti il DNA umano. Inoltre sulle lastre di ghisa sono incisi i versi di sonetti settecenteschi di Valignani e di Toppi.

Chieti, Viale IV Novembre

#7 La Piazza dei Templi Romani

Passeggiando tra le strade della città è possibile che vi troviate davanti ad un’area archeologica. Ebbene, qui vi sono situati tre piccoli templi, dedicati al culto di Giove, Giunone e Minerva. Si tratta del luogo di culto più antico di Chieti, risalente al V secolo a.C.

Quando sarete in viaggio e vedrete quei grumi di casette arroccate che costeggiano in lontananza la strada, provate ad immaginare tutta la vita che ci scorre dentro. Insomma, Chieti non ha nulla da invidiare a chi la supera per estensione o per notorietà. Se ci pensate è un po’ come quelle canzoni che non passano spesso in radio, ma che una volta ascoltate, non si scordano più.

Eccoci giunti al termine di questa tappa di  #CuriositàItaliane, la rubrica che, ogni settimana, vi porterà a visitare gli scorci e i paesaggi italiani da non perdere. Utilizzate il nostro hashtag e…al prossimo viaggio! Scriveteci a [email protected] per dirci la vostra e perché no, per invitarci a scoprire le bellezze della vostra città italiana del cuore.

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