CuriositàItaliane sbarca a Venezia, così non l’avete vista mai!

Lucrezia Vardanega

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#CuriositàItaliane approda nella città del sogno. Romantica, misteriosa, colorata, storica, potente e decadente…. la più visitata, la più amata, la più dipinta, la più decantata. Venezia, la città su palafitte, dal passato glorioso e dal presente incerto, come non l’avete mai vista. Scommettiamo?

#1 Sveglia all’alba

Chi dorme non piglia pesci! I veneziani lo sanno bene. Passeggiare per Piazza San Marco, Rialto, le Zattere e tutte le zone più frequentate dai turisti quando ancora la città dorme è un’esperienza catartica. I palazzi si riflettono nitidamente sull’acqua beandosi della loro bellezza, i gabbiani si appropriano della città e si chiamano con versi assordanti, spiegando le loro enormi ali mentre agguantano la loro colazione con le grandi zampe. L’atmosfera è sospesa, la città è avvolta da un manto roseo che sa di salsedine e di magia. Infilate un paio di scarpe comode e passeggiate tra le calli e i ponti deserti fino a perdervi nei meandri della città.

Quando ne avrete abbastanza e l’umidità vi sarà penetrata fin dentro le ossa, potrete concedervi una bella colazione in una delle tante storiche e ghiottissime pasticcerie veneziane. Rosa Salva, Didovich, Tonolo, Dal Mas, entrate dove i banconieri sanno già cosa servire ai clienti che vi precedono senza che loro dicano niente. Per un caffè di qualità a soli 90 centesimi, scoprite le torrefazioni storiche come la torrefazione Marchi a Cannaregio. Se capitate nel periodo giusto, potrete gustare una frittella veneziana. Se pensavate di sapere cosa sono le frittelle, non avevate ancora provato una di queste.

#2 Fare la spesa con il carrello alla Giudecca

A Venezia non ci sono le macchine, la spesa si porta a casa a mano. I veneziani la mattina li riconoscerete subito grazie al loro immancabile carrello dove caricare bevande e vettovaglie su e giù per i ponti. Dal 1997 all’interno del carcere femminile della Giudecca di Venezia esiste uno spazio di 6.000 metri quadrati utilizzato come orto dal Convento delle Convertite.

L’orto delle Meraviglie” è curato da una decine di detenute senza l’impiego di macchinari, concimi o prodotti chimici. Le nonnine della zona e non solo, si mettono in fila ogni giovedì mattina tra le 9 e le 10 per aggiudicarsi la loro frutta e verdura bio: gustosa, sana e meno costosa rispetto ad altri mercati.

Qui è possibile acquistare circa una trentina di ortaggi diversi direttamente da un banco di vendita nei pressi del carcere. E sappiatelo, non c’è ne mai abbastanza per tutti, quindi meglio essere puntuali!

Lo sanno in pochi, ma dietro la prigione maschile c’è un giardino dalle innumerevoli dicerie e leggende, chiamato il giardino Eden. No, non ha nulla a che fare con gli angeli e il paradiso, tutt’altro. Il nome lo si deve al primo proprietario Frederic Eden, gentiluomo inglese che nel 1880 acquistò ciò che restava dell’antico orto del convento della Croce e lo trasformò nel suo personale paradiso terrestre. Pini, cipressi, oleandri, limoni, magnolie, melograni, bergamotti, viti, viole, piante dei Tropici, verbene, e tante, tantissime e bellissime rose, per le quali il gentleman aveva una vera passione. Il giardino era frequentato da grandi personalità dell’epoca quali artisti, letterati e dall’aristocrazia locale.

Oggi il giardino è nelle mani della Fondazione Hunderwasser, che si occupa sommariamente della sua manutenzione e purtoppo non lascia più entrare nessuno in questo luogo incantato. Potrete soltanto sbirciare.

#3 Guardala dal basso all’alto
Venezia non ha strade trafficate: le arterie della città sono i suoi innumerevoli canali. Vedere Venezia in kayak è come fondersi con l’essenza stessa della città, confondersi nel tumulto delle attività della città e poter godere di un punto di vista unico e personalissimo della città. Esistono numerosi siti da cui informarsi, adatto per famiglie e inesperti.

Non tutti sanno che a Venezia esiste anche un canale “sotterraneo” di Venezia: parte del Rio del Santissimo e passa sotto il coro della Chiesa di Santo Stefano. Con l’alta marea, fate molta attenzione a tenere giù la testa!

Per i meno avventurosi potete sempre provare l’ebbrezza di salire in gondola… low cost. Le gondole che fanno spola da una sponda all’altra del Canal Grande sono un metodo divertente ed economico: solo 70 centesimi ( o 2 euro se non avete la tessere Venezia Unica) per un giretto poco romantico ma molto autentico.

#4 Una pausa con stile e gusto

Ora vi sarete meritati una leggendaria mozzarella in carrozza nella rosticceria Gislon, a due passi da Rialto. Sconsigliato l’orario di punta, i veneziani non badano al galateo quando hanno fame. Per il caffè, non c’è nulla di meglio che calarsi nei panni di nobildonne e nobiluomini  della gloriosa Serenissima nell’antichissimo Caffè Quadri; qui, tra languide cortigiane e mercanti venuti da lontano, vi sembrerà di essere in un altra epoca. Dimenticavo: al banco il caffè costa meno di un caffè preso alla stazione di servizio in autostrada.

#5 Fondamente Nove….se ci passate

La calle più stretta della città è larga 53 centimetri, non uno di più né uno di meno. Per passarci dovrete mettervi di lato: si chiama Calletta Varisco, nel sestiere di Canareggio, nei pressi delle Fondamenta Nove.

#6 Tutti al cimitero…(!?!)

I più smilzi che riusciranno a raggiungere Fondamente Nove, prenderanno il vaporetto linea 4.1/4.2 , direzione Cimitero.

Avete capito bene, al Cimitero, sì.

Il musicista Luigi Nono,  gli scrittori Carlo e Gasparo Gozzi, l’attore Cesco Baseggio, i pittori Virgilio GuidiEmilio Vedova, il poeta Mario De Luigi, i compositori Ermanno Wolf Ferrari e Igor Stravinskij, , il pittore-collezionista Italico Brass, i poeti Josif A. Brodskij e Ezra L. Pound, lo psichiatra Franco Basaglia, lo scienziato Christian Doppler; queste e molte altre personalità del passato riposano eternamente in questo luogo dimenticato dal mondo.

La storia del Cimitero dell’isola di San Michele è tortuosa e ricca di racconti al confine tra storia e leggenda. Nel 1212 fu ceduta a tre monaci camaldolesi che vi fondarono un monastero rimasto in attività sino al 1810, rinomato centro culturale. Vi soggiornarono, fra gli altri, frate Mauro, autore del primo mappamondo conservato alla Biblioteca Marciana. In seguito l’isola, divenuta reclusorio per prigionieri politici, vide transitare Pellico e Maroncelli.

Nel 1829 il convento divenne residenza dei padri Riformati che ancora oggi gestiscono la chiesa di San Michele annessa al cimitero.

L’approdo del vaporetto, la linea che porta verso Murano e Burano, è posizionato proprio ai piedi della chiesa di San Michele e rappresenta l’attuale accesso all’isola e al suo cimitero mentre fino al 1950 si accedeva al luogo dall’entrata storica fronte Fondamenta Nuove. Al tempo, il primo novembre di ogni anno veniva costruito un ponte di barche che consentiva di attraversare la laguna e collegare Venezia all’isola.

Visitare il cimitero di Venezia è un’esperienza che segnerà indelebilmente il vostro cuore. Appena si arriva in quest’isola, vi sembrara che il tempo si fermi. Un’oasi verde nel bel mezzo della laguna dove poter passeggiare tra alberi secolari, orticelli con piante officinali, roseti accompagnati dal cinguettio dei piccoli volatili che vi dimorano.

Le cappelle familiari sono dei monumenti che si ergono in tutto il loro splendore in varie zone del campo santo, spesso recintate e chiuse da pudici cancelletti.

Se fino ad ora non avevate mai pensato a come vorreste fosse la vostra tomba, qui vi ritroverete a farlo.

Spicca tra tutte la tomba di Sonia Kaliensky, una nobile ventiduenne russa che giunse a Venezia per i festeggiamenti del Carnevale del 1907. In una notte di festa si tolse silenziosamente la vita con una dose letale di laudano a causa di una cocente delusione d’amore. La famiglia decise di seppellirla a Venezia e chiamò il celebre scultore Enrico Butti per realizzare il monumento funebre della figlia. La mano della scultura è lucida a causa delle carezze che, da più di un secolo, lasciano i visitatori, colpiti dalla drammaticità della vicenda e dalla bellezza della scultura.

Se le leggende macabre non vi hanno ancora saziati, è ora di uno spritz e un cicchetto in Corte del Remer, una tipica cicchetteria che gode di un moletto con vista sul Canal Grande a pochi metri dal ponte di Rialto. Si narra che nelle notti di luna piena, quando soffia la tramontana, sia possibile vedere il corpo di Fosco Loredan che tiene in mano la testa della moglie, da lui stesso decapitata per un atto di gelosia…

Se non siete ancora stanchi di Venezia, all’imbrunire avrete ancora tempo per dare una sbirciatina alla più famosa e strampalata libreria di Venezia… Curiosi?

#CuriositàItaliane, la rubrica che, ogni settimana, vi porterà a visitare gli scorci e i paesaggi italiani da non perdere. Utilizzate il nostro hashtag e… al prossimo viaggio! Scriveteci a [email protected] per dirci la vostra e perché no, per invitarci a scoprire le bellezze della vostra città italiana del cuore.

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