#CuriositàItaliane: le 5 cose che devi fare a Napoli

Benito Dell'Aquila

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La rubrica #CuriositàItaliane, ogni settimana, vi porterà in giro per lo stivale tra curiosità e quartieri poco noti, monumenti sconosciuti e ovviamente nei punti dove inebriare il palato con le specialità più buone d’Italia. Segnate il nostro hashtag e seguiteci!

#CuriositàItaliane, oggi fa tappa nella città più chiacchierata d’Italia, la patria della Sirena Partenope, dove il mito si confonde con la realtà, la città che come le fenici sa rinascere dalle sue ceneri, Napoli.

Napoli è una pietra preziosa, un diamante grezzo. Visitare Napoli equivale ad innamorarsi di un concetto astratto dai contorni non definiti che arricchisce e fa bene all’anima.
Ma cos’è che rende questa città così affascinante e sempre più ambita dai turisti? Da dove nasce l’ambiguo motto “Vieni a Napoli e poi muori”?

Per poter rispondere a queste domande, bisogna immergersi a capofitto tra gli intricati quartieri napoletani e confondersi tra la sua gente. Insomma, per un giorno intero bisogna vestire i panni di un napoletano verace, forse così, e soltanto forse, si potrà comprendere questa controversa e viva città, lontana dai classici tour turistici.

La giornata di ogni napoletano che si rispetti inizia con un caffè. Il rituale del caffè è un momento che sfiora la religiosità, è un momento sacro. Non è importante che ore siano o quanto si è in ritardo, il caffè va preso al banco, rigorosamente “già zuccherato” e in tazzina bollente. Diffidate da tutti quei bar che vi offrono varietà di zucchero o caffè speciali. Se c’è tempo e già che ci si trova al bar, fatevi indicare dal barista che di sua iniziativa vi ha zuccherato il caffè, qual è la frolla o la riccia calda-calda. Cos’è una riccia? Perfetto! Recatevi in zona ferrovia e cercate Carraturo o Attanasio, poi mandateci le foto!

Terminato il rito del caffè, si può proseguire alla scoperta di Napoli. In molti vi consiglieranno di utilizzare la metropolitana e di scendere alla fermata di Toledo per lasciarvi incantare da questo gioiello di architettura contemporanea che tanto ricorda il mare. Noi vi consigliamo di passeggiare e di mischiarvi tra la gente, con lo sguardo rivolto verso l’alto, così da ammirare lo stile dei palazzi storici e se potete infilatevi in qualche portone per ammirarne i cortili a giardino. Magari, deviando tra i vicoletti con le corde di panni stesi ad asciugare al sole e le cappelle votive che si trovano ai quadrivi, potrete seguire il richiamo delle voci spensierate e confondetevi tra i mercatini rionali, dove grida veraci e appassionate tenteranno di vendervi anche i sogni e le illusioni.

Napoli è una città religiosa con un altissimo numero di chiese. Molte sono veri e propri capolavori architettonici e i tesori nascosti sono inestimabili. A Napoli c’è, però, una religiosità particolare, fatta di credenze viscerali e tradizioni fuori dal comune. San Gennaro, nel suo maestoso Duomo di stile gotico e barocco, è il patrono della città. I veri napoletani, però sanno bene che un solo patrono non basta ed ecco che nel complesso di San Gregorio Armeno, spunta Santa Patrizia. In un edificio deliziosamente barocco e in una zona ad alto numero di turisti, le giovani napoletane si recano a pregare sulla tomba della santa per chiedere di trovare l’amore. Sì, perché Santa Patrizia e la protettrice delle single e ogni martedì, quasi di dispetto al collega Gennaro, mette in mostra il suo miracolo: la liquefazione del suo sangue.

Se siete in vena di tradizioni occulte e di misteri, il cimitero delle Anime Pezzentelle, nel Rione Sanità, è un’esperienza imperdibile. Le ossa di migliaia di morti sono qui ammassate e fino a pochi anni fa era diffusa l’usanza di adottare un teschio dell’ossario. Il fedele si prende cura del teschio, prega per la sua anima in cambio di “miracoli” o numeri fortunati al lotto da ricevere in sogno. Usanza decaduta o meno, a Napoli resta vivo questo legame con la morte e la superstizione.

Passando da un quartiere all’altro, non potrà sfuggirvi il profumo di pizza, rigorosamente Margherita, che aleggia nell’aria. Napoli è la patria indiscussa della pizza e non c’è luogo migliore di Via Tribunali, uno dei Decumani Maggiori. Cumuli di persone si accalcano fuori le pizzerie disseminate lungo questa strada e l’attesa può sembrare surreale. Armatevi di pazienza, lasciate il vostro nome ad uno degli addetti, impazientitevi e contrattate per il vostro turno, magari ingannando l’attesa con una frittatina di Di Matteo o Dal Presidente e la vista di ciò che rimane di uno dei quartieri più pregni di stratificazioni e testimonianze storiche. Qui in zona, benché poco sponsorizzato, esiste l’unica opera italiana di Banksy, lo street artist più famoso del mondo.

Uno dei luoghi più belli, dove poter ammirare Napoli dall’alto, il golfo e costiera vesuviana è San Martino. Cercate su Instagram e vedrete immagini mozzafiato. San Martino è un luogo versatile, offre scenari magnifici della città sia di giorno che di notte, quando tutto si illumina, un posto romantico per chi è in visita in compagnia. Qui è presente anche la Certosa di San Martino e Castel Sant’Elmo, l’esempio più riuscito di arte barocca in Italia.
Meno frequentato è Ospizio Marino in via Posillipo, anche da qui è possibile godere di una vista spettacolare di Napoli e sicuramente più in tranquillità.

Napoli è una perla rara, secoli di storia si accavallano e si fondono dando vita a un intreccio di cultura e arte imparagonabile. Volutamente sono stati ignorati i siti di attrazione maggiore e le tradizioni più radicate di questa terra, un articolo non gli renderebbe giustizia. Napoli va vissuta, capita e protetta, schiaffeggiata e nuovamente abbracciata. Napoli è uno status mentale che non si può capire. I napoletani possono apparire rumorosi e impiccioni. Probabilmente una vicina di treno o di casa vorrà chiedervi della vostra vita, si intrometterà nelle vostre chiacchiere, ma la stessa vicina vi aiuterà come foste amiche da sempre.

Si conclude così il nostro viaggio a Napoli, in attesa di vostri riscontri e pareri. Utilizzate il nostro #CuriositàItaliane o scrivete alla redazione di Social Up Magazine per dirci la vostra o invitarci a scoprire la vostra città.