Medicina estetica, l’Italia è quarta al mondo: l’effetto “summer ready” sposta online la scelta del professionista

Delos Lab: «In un mercato da oltre 1,3 milioni di procedure l’anno, competenza clinica e reputazione digitale devono procedere insieme. Prima ancora di entrare in studio, il paziente ha già osservato contenuti, recensioni e identità del professionista»

L’Italia è il quarto Paese al mondo per numero complessivo di procedure estetiche, dietro soltanto a Stati Uniti, Brasile e Giappone. Secondo l’ultima indagine globale dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery, nel nostro Paese sono state effettuate oltre 1,37 milioni di procedure in un anno, di cui circa 480 mila chirurgiche e più di 891 mila non chirurgiche.

Un mercato ormai maturo e particolarmente competitivo, che torna sotto i riflettori con l’arrivo dell’estate, quando aumenta l’attenzione verso il corpo, il viso e la propria immagine. Ma, mentre cresce il numero di studi, centri e professionisti presenti sul mercato, per i pazienti diventa sempre più complesso orientarsi e distinguere competenze, specializzazioni e approcci differenti.

La prima selezione, sempre più spesso, non avviene durante la visita, ma online.

Prima di richiedere una consulenza, le persone cercano il nome del professionista, visitano il sito dello studio, osservano i profili social, leggono le recensioni e valutano la chiarezza con cui vengono presentati trattamenti, metodo e credenziali.

«La reputazione digitale è diventata una sorta di prima visita, che avviene prima dell’incontro fisico con il medico», afferma Marco Losso, CEO e Co-founder di Delos Lab, agenzia di marketing e comunicazione attiva nei settori healthcare, medicina estetica, luxury e hospitality «Il paziente arriva alla consulenza dopo avere già raccolto numerosi segnali: il modo in cui il professionista comunica, la qualità delle informazioni disponibili, la coerenza della sua immagine e ciò che altre persone raccontano dell’esperienza vissuta».

Il fenomeno non riguarda soltanto la medicina estetica, ma più in generale il rapporto tra pazienti e professionisti sanitari. Una revisione sistematica degli studi dedicati alle recensioni mediche online evidenzia che il 59% degli intervistati le considera importanti nella scelta di un medico.

Le recensioni non sostituiscono naturalmente la valutazione delle qualifiche professionali, della specializzazione e della sicurezza della struttura. Rappresentano però uno dei segnali attraverso cui le persone cercano di ridurre l’incertezza prima di affidarsi a un professionista, soprattutto in un settore fondato sulla fiducia e caratterizzato da risultati fortemente personali.

«In medicina estetica la comunicazione deve essere trattata con una responsabilità ancora maggiore rispetto ad altri comparti», continua Losso «Non può limitarsi a mostrare risultati o seguire i trend del momento. Deve aiutare il paziente a comprendere chi ha davanti, quale sia l’approccio del professionista e su quali basi si fondi la sua autorevolezza».

Anche la produzione dei contenuti assume quindi un ruolo differente. Non si tratta soltanto di pubblicare immagini, ma di rendere comprensibili competenze, metodo, ambiti di specializzazione e filosofia dello studio, evitando promesse eccessive o una rappresentazione standardizzata dei risultati.

La crescita del settore rende sempre più difficile differenziarsi facendo leva esclusivamente sull’elenco dei trattamenti offerti. Tossina botulinica, acido ialuronico, skin tightening e peeling chimici figurano tra le procedure non chirurgiche maggiormente diffuse a livello internazionale, ma la presenza di servizi simili non rende automaticamente intercambiabili i professionisti.

A cambiare sono la preparazione, l’esperienza, l’approccio al paziente e la capacità di valutare quando un trattamento sia realmente indicato. Elementi che, tuttavia, devono emergere con chiarezza anche nella comunicazione.

«La qualità clinica non può essere considerata un messaggio pubblicitario: è il requisito fondamentale», osserva Losso «La comunicazione serve a renderla comprensibile e riconoscibile, senza banalizzarla. Due professionisti possono offrire apparentemente lo stesso trattamento, ma trasmettere livelli molto diversi di autorevolezza, trasparenza e affidabilità».

Per studi e professionisti, il periodo estivo rappresenta quindi non soltanto una fase di maggiore esposizione del settore, ma anche un banco di prova del posizionamento costruito durante l’anno.

Chi arriva alla stagione con un’identità frammentata, poche informazioni disponibili e una reputazione digitale non gestita rischia di competere prevalentemente sul prezzo, sulle promozioni o sulla disponibilità immediata. Chi ha sviluppato nel tempo una presenza coerente può invece essere scelto per il proprio metodo, la specializzazione e la fiducia costruita intorno al nome.

«La reputazione non si attiva quando aumenta la domanda», conclude Losso «Si costruisce prima, attraverso continuità, contenuti utili e coerenza tra ciò che il professionista comunica e l’esperienza che offre realmente. L’estate rende semplicemente più evidente il lavoro svolto nei mesi precedenti».

Chi è Delos Lab

Delos Lab è un’agenzia di marketing e comunicazione fondata a Roma nel 2021 da Marco Losso, CEO e Co-founder, ed Edoardo De Juliis. L’agenzia affianca brand e aziende nella costruzione di strategie di comunicazione chiare, contemporanee e riconoscibili, integrando competenze di video e photo production, digital advertising, graphic design, social media management, web development, PR ed eventi. Opera in settori che includono beauty, sanità, medicina estetica, luxury e hospitality.

Sito web: www.delos-lab.it

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