Ghali e il marketing vincente della Trap italiana

Claudia Ruiz

In WEB / Claudia Ruiz / Comments

“Lunga vita a Sto”, una frase che se hai più di 30 anni suona come una cosa senza senso, se ne hai 15 la storia cambia e si trasforma in un simbolo.

É in atto una rivoluzione musicale, di stile, di simboli portata avanti da un gruppo di ventenni della periferia milanese; un fenomeno che è nato per non assecondare nessun trend, per essere libero dai pregiudizi e andare oltre i canoni dettati dal mondo del rap, ma che alla fine è diventato un canto virale.

É il fenomeno Ghali. Chi è? É l’artista che ha rivoluzionato la scena trap italiana non senza polemiche, non senza una scia di invidia. Classe ’93 vive a Milano da genitori di origine tunisine, durante l’adolescenza si è trasferito con la sua famiglia nel quartiere di Baggio. Lasciata alle spalle l’avventura con il gruppo Troupe d’Elite e salutata l’etichetta Tanta Roba, Ghali si è messo in proprio deciso come non mai a prendersi la propria rivincita. Nasce quindi la label indipendente Sto Records, un progetto fortunato, il primo piccolo tassello di una carriera che sembra in sola ascesa. L’arena è YouTube il canale privilegiato dagli adolescenti, ed è tra loro che nasce e si alimenta la sua fama. I pezzi caricati sul social network hanno una cadenza studiata nei minimi termini. Ma si sa, il grande pubblico arriva se le radio passano la tua musica, se la gente ti vede in tv. Ed ecco che in Italia il trap dilaga come un’epidemia e tutti beneficiano del successo di Ghali. 

Arrivano le radio. Radio Deejay per prima con Albertino che va completamente fuori di testa per lui e inizia a passargli i pezzi nel pomeriggio. Con il tempo arriva anche il grande pubblico e la televisione: Nicola Savino non se lo lascia sfuggire e lo invita a Quelli che il calcio.

La curiosità è alle stelle. Intanto qualche brano sbarcato su Spotify, come “Ninna Nanna” e “Pizza Kebab“, raggiunge le prime posizioni delle classifiche, lascia tutti davvero senza fiato. Ecco i primi riconoscimenti. Non se ne può fare a meno, le poche canzoni su YouTube non bastano più, è necessario un disco. Il 26 Maggio è la data X. 

Ghali diventa un’icona lo stesso Saviano ne parla: “Ghali è un dono che nasce quando il paese ne ha più bisogno. E’ un fenomeno incredibile, quando canta nelle periferie, i ragazzini, magari figli di leghisti, saltano dicendo Salam aleikum. E’ un ragazzo italiano, di origine tunisina, che mescola nelle sue canzoni l’arabo, il francese e l’italiano, parlando al cuore. Tutta Italia ha cantato le sue canzoni, nessuno si è posto il problema dei suoi documenti, di dove è nato, da chi è nato”.

I ritmi continuano a crescere lo sa bene chi c’è dietro a questo progetto, un disco però non vive autonomamente, allora serve una strategia marketing di successo. Il rapper punta alla moda, uno stile che va fuori da ogni schema predefinito e cambia le regole del gioco, sfila per Damir Doma alla Settimana della moda Milanese. Nel 2015 crea Sto Clothing una propria linea di abbigliamento e accessori: felpe, t-shirt e cappellini con visiera a becco monocromatici e dal logo, la “manina bianca” ben visibile e assolutamente riconoscibile.

“La mia mano è Jimmy, no non sono le corna. Sto“. Chi è Sto? Il gesto che Ghali compie in ogni sua foto, nelle copertine dei singoli, in ogni post su Instagram, lo stesso logo della sua etichetta e della sua linea di abbigliamento. Si chiama Jimmy ed è il suo amico d’infanzia, la cui ombra sul muro gli faceva compagnia la sera prima di andare a dormire. Sto!

Ecco che Sto diventa un marchio, il simbolo di una generazione! Ma non si ferma qua, recentemente ha prestato il suo volto per Dondup. Il marchio ha deciso di lanciare Iconic, una collezione ispirata all’heritage del brand rivista secondo approccio nuovo, che unisce cultura street e stile casual. Un totale di 20 capi pensati per rappresentare il DNA del brand, senza perdere l’appeal contemporaneo, grazie all’utilizzo di materiali nuovi.

“L’incontro con Dondup è stato casuale, ho scoperto una bella realtà. Collaborare per il progetto è stato interessante, la collezione è essenziale ma riesce a raccontare la mia personalità, coerente con il mio stato d’animo: a volte intellettuale, a volte alternativo, a volte, come dite voi della moda… stylish”, ha spiegato l’artista.

Il genere Trap arriva in italia con qualche anno di ritardo, ma nell’ultimo biennio il movimento sta gradualmente prendendo forma. La crescita esponenziale di questo genere musicale, colloca la Trap in una categoria distinta dal Rap, cosa che fino a poco tempo fa sembrava un’utopia. Ma chi c’è dietro a tutto questo? Un ventenne Producer classe ‘94, l’ormai affermatissimo Charlie Charles, il Re Mida della Trap italiana. Uno forte, uno da oltre 32 milioni di clic.

Questo ragazzo milanese in pochi anni è diventato il beatmaker di riferimento della Trap, offrendo un concept sconosciuto alle orecchie del pubblico italiano. Il lavoro con Ghali inizia nel 2015 ma non è solo musica, per lo meno non in modo esclusivo, il lavoro di Charlie Charles è una vera e propria strategia di marketing completa. Profili Instagram curati nei dettagli, video che tutto sembrano tranne che amatoriali, look fuori dallo stereotipo del rapper, un sound che riconduce ai soli artisti da lui prodotti.

Il rap e il mondo della musica in generale sono una giungla spesso difficile da gestire, ma la squadra di Charlie, che oltre a Ghali vanta Maruego e Sfera Ebbasta, è sicura del percorso e delle sue potenzialità. Chi è quindi infine Charlie Charles? Un produttore che non ama fare giri di parole, in un’intervista rilasciata al Rolling Stone ha spiegato che questo è il momento giusto perché i giovani facciano rap. Le rockstar non vanno più di moda e i rapper sono le nuove guide di questa generazione. Bisogna accettare questa realtà e andare avanti per questa strada fatta di beat giusti e di video su Youtube che devono contenere reali messaggi. I numeri parlano chiaro,  sembra proprio che abbia colto nel segno!

Siamo dei curiosi spettatori di questo fenomeno, continueremo a guardare dal buco della serratura questo gruppo di ragazzi, intanto ascoltiamo “Cara Italia” di Ghali (#1 sui trend di YouTube e 4.2 milioni di visualizzazioni  in 24 ore) e come sempre Lunga vita a Sto!