Tessuti anti-Covid: nuova realtà o un’altra stranezza della moda?

Che questa pandemia abbia cambiato il nostro rapporto con la moda ormai è assodato. Abbiamo studiato questo tema in mille articoli, da tutti i punti di vista e abbiamo fornito tutte le possibili opinioni, ma il risultato è sempre quello: la moda è cambiata. È cambiato il nostro modo di vestire, di rapportarci agli abiti ed è cambiato il consumo. C’è forse un unico argomento sul quale non ci eravamo ancora soffermati: i tessuti. Il Covid cambierà i tessuti? Ma soprattutto cambierà le tecnologie con le quali questi si producono?

In principio vi fu la seta. Circolava voce infatti che questo materiale così prezioso avesse delle proprietà antibatteriche, ma ora per fortuna ci si sta rivolgendo alla materia con un approccio più scientifico. Si stanno studiando dei tessuti anti-virali.

@albini1876

In Europa siamo tristemente noti per essere stati il Paese con il già alto numero di contagi. Questo è sicuramente vero. Come però è innegabile il muoversi velocemente delle nostre aziende manifatturiere nel produrre mascherine, camici e tutto il necessario per fronteggiare al meglio questa situazione difficile.

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A questo proposito è stata proprio l’Albini Group, un’azienda fondata nel lontano 1876, a sperimentare nella produzione di tessuti anti Covid. Hanno lavorato incessantemente per tutto questo periodo con un unico scopo: lavorare su nuove soluzioni e nuovi prodotti. Sono così arrivati alla creazione dei tessuti ViroFormula che assicurano una protezione attiva contro virus e batteri.

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Il principio dietro ai tessuti ViroFormula in realtà è molto semplice. Il materiale è creato unendo elementi chimico-tessili che bloccano e distruggono il virus in pochi minuti. In realtà questa però è solo un’operazione di finissaggio. Dura infatti al massimo 30 lavaggi. Meglio di nulla no?



Rebecca Bertolasi