Spagna, un tasso “archeologo” porta alla luce 209 monete romane

Anche il 2021 è stato un anno di scoperte archeologiche, in tutto il mondo. Dalla nave romana piena di afore ritrovata nei mari della Grecia alle ricche domus romane di Nîmes in Francia, dalla testa di statua stele ritrovata in Lunigiana in provincia di Massa e Carrara, al monastero cristiano più antico d’Egitto trovato nell’oasi di Bahariya. Insomma, nonostante le difficoltà legate alla diffusione del Covid-19, anche quest’anno il mondo dell’archeologia ha saputo regalarci ancora più luce sul passato dell’umanità. Tuttavia, la scoperta più sensazionale arriva dalla penisola iberica. Un ritrovamento eccezionale per il suo valore storico, ma sorpattutto per l’autore che ne ha permesso la scoperta. Nel Nord della Spagna, infatti, un tasso affamato ha portato alla luce la più grande collezione di monete romane mai scoperta nella zona.

TUTTO MERITO DEL TASSO ESPLORATORE

Può sembrare uno scherzo, ma è esattamente quello che è successo. Scavando qua e là alla ricerca di cibo, invece di bacche o vermi questo archeologo con coda e quattro zampe ha trovato una preziosissima e antichissima collezione di monete romane, ritenuta la più grande mai scoperta nel nord della Spagna. Il prezioso ritrovamento è avvenuto nei pressi della tana del mammifero, nella municipalità di Grado, nelle Asturie. Sono stati due archeologi, dopo aver gatto visita alla grotta di La Cuesta accompagnati da un residente locale, ad autenticare la scoperta. Nelle vicinanze della sua tana erano accumulate ben 209 monete datate tra il terzo e il quinto secolo d.C., coniate probabilmente tra le città di Costantinopoli (oggi Istanbul, in Turchia) e di Salonicco, Grecia. Due centri all’epoca fondamentali, anche se molto distanti tra loro, e che per questo rendono le monete ancora più sensazionali e interessanti.

ASTURIA: TERRA DI TESORI

A dare notizia della scoperta, una relazione archeologica pubblicata su una rivista specializzata e rilanciata dai media spagnoli. In base alla ricostruzione dei fatti, il ritrovamento risalirebbe a gennaio 2021, quando la tempesta “Filomena” si è abbattuta sulla Spagna e pesanti nevicate hanno colpito le Asturie. Non è la prima volta che in quest’area naturale sia il teatro di scoperte archeologiche. Già in passato altri tesori erano stati rinvenuti nei fitti boschi di Grado, come le 14 monete d’oro risalenti al regno di Costantino I, scoperte negli anni Trenta. Ma le ricerche ancora non sono finite. Dopo quest’ultima importante scoperta “casuale”, infatti, il dipartimento di cultura delle Asturie intraprenderà nuovi progetti di ricerca archeologica con la speranza di scovare altri reperti. Insomma, la caccia al tesoro è appena cominiciata!



Catiuscia Polzella