Sex symbol, unicorni ed esemplari in via d’estinzione-Le sorprese di Sanremo18

Sandy Sciuto

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Si è visto di tutto sul palco del Festival di Sanremo 2018 e i record di ascolti hanno dato ragione alle scelte artistiche di Claudio Baglioni che per primo ha ceduto all’ironia demolendo la solennità e l’iper-autocelebrazione della kermesse.

Diciamocelo: non sono mancati protagonisti che hanno lasciato il segno e momenti indimenticabili durante la manifestazione italiana più importante per la musica, portando sul palco talento e bellezza.

Per l’occasione, abbiamo pensato a tre categorie – ossia i sex symbol, gli unicorni e gli esemplari in via d’estinzione – che si ricollegano a tre modi di intendere bellezza e talento rendendo l’artista unico ed autentico.

Grazie al Festival di Sanremo abbiamo scoperto che non solo Instagram è produttore autorizzato doc di manzi, ma anche Sanremo ha regalato soddisfazioni a quanti di noi, oltre le canzoni, cercavamo l’intrattenimento di un evento che è anche una trasmissione televisiva.

Uomini belli, col vestito buono della festa senza dimenticare mai di mostrare personalità e stile si sono avvicendati sul palco lasciandoci con quel lieve senso di stupore e di languorino come quando si ha una visione celestiale.

Letteralmente in visibilio per Pierfrancesco Favino, la vera e sicura rivelazione sexy di questo festival. Favino è l’alfa e l’omega, è il sole e la luna, è l’uomo che balla Despacito con Michelle e che per farsi “perdonare” dalla moglie le porta fiori e panino. Favino è l’uomo da incontrare quando vuoi vivere per sempre felice e contenta. Ha il garbo di chi è umile, la costanza di chi ha passione per il lavoro e la bellezza di chi si sveglia al mattino e non fa nulla per essere altro rispetto a ciò che è. Fortunata la moglie e pure noi che abbiam potuto godercelo per tutte queste sere.

Il picco di attenzione si è decisamente alzato quando Fabrizio Moro con la sua voce forte e graffiata puntava l’obiettivo della camera – guardandoci quindi – e intonava “Non ci avete fatto niente”. Siamo sinceri, Fabrizio è come il parmigiano, la grappa, la sette veli e le lasagne di nonna tutti insieme. È un turbinio di emozioni, di elettricità, di magnetismo e solo sentirlo cantare ci si perde a ridefinire sogni erotici.

Per non parlare di Tommaso Paradiso! È stato l’unico ospite mai annunciato che grazie al “padrino” Gianni Morandi ha solcato il palco per cantare una canzone d’amore – una delle sue migliori scritte in quest’ultimo periodo – con il suo fare “vorrei e posso pure”, col fascino di chi sa di piacersi, di piacere e attrae, caspita se attrae. Ah, se il Paradiso fosse così, metteremmo la firma per poterci passare i weekend!

Ma la scoperta è stata lo sguardo ceruleo e il capello selvaggio di Stash, il front man dei The Kolors col mega tamburo che urlando a ripetizione: “Mai, mai, mai” ha risvegliato in noi pulsioni e voglia di rispondergli: “E invece sempre, sempre, sempre!” Potenza e bellezza non possono lasciare indifferenti!

Il Festival si è arricchito anche di presenze che oramai sono una certezza in termini di bravura, talento e bellezza. Stiamo parlando di Biagio Antonacci e Claudio Santamaria. Quando Biagio è apparso sul palco dell’Ariston e ha ricordato con il suo modo garbato quasi da guru l’importanza del contatto umano, del cercarsi e dell’amarsi di presenza e non per tramite di un telefono, ci siamo innamorati ancora una volta del poeta fascinoso e della sua capacità di comunicare sentimento. Verso la mezzanotte un Santamaria non si nega a nessuno, soprattutto se si chiama Claudio Santamaria. Semplicemente bello in modo devastante; ad ogni visione di Claudio si rimane tramortite. Non gli frega nulla di sapersi piacente e piaciuto e ciò lo rende una calamita – o calamità scegliete voi – ancora maggiore. Claudio di suo ha il talento e l’atteggiamento di chi ama ciò che fa e si sa: di fronte ad un uomo con tali requisiti dire no sarebbe solo un peccato.

Spazio c’è stato anche per gli “Unicorni”, la nostra seconda categoria, nella quale annoveriamo quel tipo di bellezza che deriva dal talento, dall’essere considerati nel mondo dello spettacolo unici ed insostituibili e da mancare quando in tv propinano copie di cose già viste.

L’unicorno per eccellenza è Fiorello! Ha dato alla prima serata del Festival slancio, vitalità, ritmo, risate e tutto se stesso. Giocando anche sull’attesa della sua presenza e divertendo nelle gag con Baglioni, Fiorello ci ha ricordato quanto manca nella programmazione della televisione italiana. È un outsider, uno showman completo, una forza della natura. Fiorello è l’esempio di quando il talento è unito all’intelligenza e al carisma.

E come Fiorello, anche Virginia Raffaele è incredibile. È avvenente come poche comiche (sappiamo che è riduttivo darle solo della comica) e brava come nessuna in questo momento. Una volta raggiunto il palco dell’Ariston ha desacralizzato Claudio Baglioni e ha regalato un’interpretazione magistrale di “Canto anche se sono stonata”. La sua presenza è uno dei best moment di questo Sanremo senza dubbio.

A proposito di cantare e di ospiti, l’impareggiabile, l’inimitabile, l’insostituibile Giorgia ha ancora una volta realizzato un miracolo musicale con James Taylor. Ritrovare Giorgia a Sanremo che ha più consapevolezza della sua voce che sa come modularla, quali e quante note toccare è stato a dir poco sensazionale. Da sempre Giorgia paga lo scotto di aver limitato la sua carriera a livello nazionale, però, quando arriva e canta fa la differenza. La maturità d’artista che ha acquistato insieme al dono di una voce immensa la rende speciale e patrimonio della musica italiana di tuti i tempi.

Gli “Esemplari in via d’estinzione” sono coloro che negli anni hanno conquistato pubblico grazie alla loro arte e al modo di saper raccontare la vita fino a diventare parte della storia dello spettacolo italiano. Sul palco di Sanremo si son susseguiti nomi importanti colonne della storia e anche della cultura italiana. A cominciare dal Direttore artistico Claudio Baglioni che si è dimostrato grande ed ineguagliabile per due motivi. Baglioni è un cantautore da sempre ma ha saputo orchestrare al meglio le cinque serate del Festival; inoltre, nonostante il suo ruolo di Direttore artistico si è prestato all’evento completamente, diventando flessibile (in tutti i sensi, oseremo dire): chi se lo sarebbe mai aspettato, infatti, di vedere un Claudio Baglioni che imita Virginia Raffaele che imita Belen?!?!?

A seguire, Gianni Morandi che per amicizia e per diletto è tornato a Sanremo tra la voglia di svecchiarsi e di esserci e Roberto Vecchioni, il professore della musica, che ha confermato l’importanza di quel palco. Gino Paoli e Ornella Vanoni, amanti nella vita, e in comune nel 2018 anche il palco dell’Ariston. Dinanzi ad artisti del genere – i c.d. mostri sacri della musica italiana – tante parole diventano insignificanti. Basterebbe solo ascoltare la loro discografia. E poi, infine, Midge Ure, ospite dei Decibel, che con la sua chitarra ha dato prova che il talento va anche oltre la vecchiaia e ci ha riportato agli anni ’90 quando la sua “Breathe” aveva fama mondiale.

Si sa che il Festival di Sanremo unisce e divide ma noi abbiamo un’unica certezza: le sorprese non sono mancate! Buon gnigni a tutti e fatevi sempre travolgere dal talento e dalla bellezza!