Perché “L’atlante delle donne” di Joni Seager è la nuova mimosa

Ed anche quest’anno siamo quasi arrivati all’8 marzo, la festa della donna.
Più andiamo avanti e più questa celebrazione assume un significato più profondo rispetto all’anno precedente. Se una volta si festeggiava la donna come mamma, moglie, grandissima cuoca ed ottima padrona di casa, oggi l’otto marzo rappresenta un cambiamento di identità per questa.
Non vengono più considerate tanto le qualità esteriori, la bellezza e la lunghezza dei capelli, né la maniera di non bruciare un brasato per la cena con il capo del marito.

 


Da qualche anno a questa parte, difatti, l’otto marzo apre uno sbaraglio molto più ampio: si parla di violenza sulle donne, disparità salariali, donne che non desiderano essere madri e donne in carriera.

C’era un spot che girava qualche anno fa “Io l’otto ogni giorno”, a significare come la vita di una donna e tutti i valori che porta con sé non possa essere riconducibile ad una sola giornata.

A come una donna, proprio come l’amore a San Valentino, vada celebrata ogni giorno. Non perché abbiamo bisogno di un incoraggiamento, ma perché tutte le mattine ci svegliamo ed usciamo di casa a testa alta, pronte a vivere una vita che si porta ancora dietro pregiudizi, che ci considera ancora mamme/mogli e che, ineluttabilmente, è più difficile di quella di un uomo. Ma ciò non ci scoraggia, anzi, probabilmente ci da la carica necessaria per lottare, per tirar fuori “gli attributi” che non abbiamo e dimostrare quanto valiamo.Per ricordare alla mamma, alla fidanzata, all’amica il nostro rispetto, è abitudine ormai consolidata regalarle della mimosa. Ogni anno alberi vengono deturpati da piccole forbici amatoriali, ma ancora peggio, c’è persino chi rincorre in quella finta, di plastica, la rappresentazione di tristezza più cheap dopo la carta stagnola per tener chiusa quella vera.
Ovviamente si scherza, tutti l’abbiamo fatto ed alla fine è il pensiero che conta.


Quest’anno però, se volessimo essere non solo più creativi, ma anche avanguardisti, al passo con i tempi che corrono, potremmo buttarci su un pensiero diverso.
Sto parlando de “L’atlante delle donne” di Joni Seager. Una mappa illustrata sulla situazione femminile in tutto il mondo.


Non vengono tanto citati gli interessi delle donne, come ad esempio il film preferito, né viene celebrata una visione femminista del mondo. Al suo interno non troveremo storie di grandi eroine che hanno cambiato la storia, no. Si tratta di un manuale scientifico.
È composto da dati e tabelle, diagrammi a torta, mappe e percentuali.


Sfogliandolo, ci si immerge dentro alle condizioni umane del mondo femminile, supportate da numeri e fatti reali. Troviamo, per esempio, il numero di donne con cancro al seno, i dati sullo stupro, i paesi che inviano concorrenti per Miss Mondo, l’età al primo parto, l’uso dei contraccettivi, la percentuale di donne ai vertici delle aziende più quotate e così via.


Decine e decine di temi che toccano gli argomenti più disparati, che ci incuriosiscono per la loro particolarità ma anche per lo stile delle pagine. Un design fresco, con colori che catturano l’attenzione, disegni che semplificano la comprensione, caratteri simpatici e anche quel tipo di carta più robusta che rende un manuale “ricco” e degno della libreria di uno studio.



« L’atlante delle donne » incuriosisce, ci porta a studiare dettagliatamente ogni numero che troviamo, ci porta a fare paragoni ma soprattutto a pensare. A noi donne occidentali, sicuramente farà sentire un po’ più fortunate, ma mai arrivate. C’è ancora tanto lavoro da fare e i dati lo dimostrano.

Quest’anno, alla tua compagna, alla tua migliore amica ma anche a tua figlia, fai un regalo diverso per la festa della donna. Portale una prova di come l’universo femminile sia speciale e forte. Regale una prova di quanto la rispetti, ma quello poi fallo anche per i restanti 364 giorni.



Azzurra Candelari