Noi siamo luce di Laura Brioschi: il manifesto sulla Body Positivity

Oggi ci sentiamo tutti in dovere di fare paragoni o dare giudizi gratuiti verso chi conosciamo o semplici sconosciuti. È accaduto a tutti di ricevere il c.d. “body shaming” ovvero di essere derisi per qualche chilo di troppo, per dei brufoli, per delle cicatrici o semplicemente per il modo di vestire.

Nell’era digitale in cui viviamo poi, i social sono la culla di questo fenomeno. Instagram ad esempio è diventata la piattaforma fotografica per confrontarci con star e influencer. Diventano in automatico il nostro metro di paragone e se non siamo come loro, allora siamo ingiuste.

Esiste una soluzione?

Laura Brioschi, modella curvy, influencer e imprenditrice, é l’anima della pagina con oltre mezzo milione di follower “love curvy” e di recente, autrice del libro “Noi siamo luce”. Si racconta. Narra la sua storia e rivolge il suo messaggio a tutte le donne, ma anche agli uomini. Diffonde, in maniera semplice e chiara, la c.d. “body positivity” ovvero la liberalizzazione, normalizzazione e l’essere positivi verso il corpo. Anche e soprattutto se non rientra nello standard che la collettività ci impone.

L’autrice racconta che il primo passo verso l’accettazione é avvenuto a fine estate 2008. Era stanca di sentirsi dire “bel viso ma devi dimagrire” e cominciò a metabolizzare che se il suo peso naturale doveva essere curvy, doveva esserlo “con orgoglio e rispetto”. Grazie ad un ragazzo del settore scoprì l’esistenza delle modelle oversize, scattò qualche foto con un vecchio Nokia, e dritta al casting.

È arrivata così la prima Milano Fashion Week.

Un trampolino di lancio si, verso la bulimia.

L’incessante richiesta di perdere chili fa crescere un desiderio incolmabile di liberarti dal cibo che hai mangiato e si alternano così abbuffate insane a privazioni estreme. A lungo andare diventa una sicurezza perché si crede di meritare quella sofferenza, quella punizione.

Durante quel periodo Laura racconta di aver imparato l’importanza di mettere nero su bianco quello che si sente e si prova. Fu così che nell’estate 2014 un amico le suggerì di tenere un diario online. Era del tutto incompetente in ambito tecnologico, ma l’idea le piaceva e si convinse a farsi aiutare da un tecnico, dando alla luce “lovecurly.com”: la sua dichiarazione, la sua filosofia di vita.

Scriveva, si raccontava eppure non c’era giorno in cui non malediceva quei chili di troppo, quella cellulite, quelle gambe tutt’altro che longilinee. Provava ad amarsi, a piacersi, e nonostante il sito le aveva permesso di conoscere persone che vivevano la sua stessa situazione, non ci riusciva.

Durante uno dei tanti pomeriggi primaverili, mentre sorseggiavano un caffè e un succo di frutta, la Mamy, la sua migliore amica, le accennò ad una psicologa del posto: Chiara Lena. Il tassello mancante per ritrovare completamente l’equilibrio e l’armonia con sé stessi. E oggi, insieme, hanno dato vita ad una community dal nome “Mindful eating”. É una piattaforma online dove é possibile trovare dei video corsi che pongono la soluzione alla fame nervosa. Quella provocata dall’incapacità di gestire le emozioni sfogandosi sul cibo. Ha scoperto così il senso di sazietà.
E non solo. Laura ha imparato che spesso occorre cambiare punto di vista, vedere le cose da una prospettiva diversa. Ha sempre visto lo sport come una punizione, un obbligo, un modo per perdere calorie e centimetri. Poi ha imparato che il benessere fisico e mentale che porta é unico se vissuto come un gioco, come divertimento. Dal 2015 pubblica su YouTube video di #curvyfitness, in cui si allena e invita a farlo insieme.
E toglietevi dalla mente una fighissima istruttrice sorridente e pettinata, immaginatene una con il fiatone e fradicia da capo e piedi.

Gli anni precedenti sono stati per Laura ricchi di esperienze e traguardi. Aveva visto la foto di Khrystyana, modella newyorkese di origini russe che se ne stava insieme ad un gruppetto di ragazze a Times Square in mutande e reggiseno, e pensò di fare lo stesso. In Italia, nella piazza centrale di Milano, un gruppo di trenta ragazze si sono spogliate con un unico scopo: liberarsi dai pregiudizi.

L’autrice si rivolge ai suoi lettori/lettrici con il simpatico soprannome di Ciapini/Ciapine e nel raccontare la sua storia crea un percorso. Per niente lineare, anzi, pieno di ostacoli, curve e salite faticose, ma alla fine una luce.

Quella luce che é in ognuno di noi, a prescindere dalla pelle perfetta, dalla cellulite, e da un corpo longilineo.

Una lettura piacevole al termine della quale inevitabilmente amerete un po’ in più quei difetti tanto odiati, ma che vi rendono ciò che siete. Niente più, niente meno.

Grazie Laura, perché con la tua storia, proviamo ad amarci tutti un po’ di più.



Rachele Pezzella