Gelosia retroattiva: cos’è e come superarla #cuoriciniezozzerie

In EXPERIENCE, LIFESTYLE by Noemi D'AlessandroLeave a Comment

Innanzitutto, scrivo questo articolo colma di frustrazione: ero convinta di aver coniato io l’espressione “gelosia retroattiva”, invece googlando ho trovato una cosa come millemila risultati e quindi ora sono triste.

Detto ciò, per le due-tre persone che non sanno cosa sia la gelosia retroattiva, ecco una breve spiegazione: avete presente quando siete fuori a cena col vostro partner, lo state guardando nelle palle degli occhi mentre lui vi accarezza una mano e vi guarda trasognante, poi arriva il cameriere e vi chiede cosa prendete e tu ordini un’insalatina leggera anche se hai una fame della madonna e vorresti tanto ordinare l’otaria flambé ma non vuoi fare la parte dell’obesa (tanto poi c’hai un pacchetto di M&M’s in borsa, assieme a un rollè di quaglia che mangerai avidamente quando andrai in bagno a incipriarti il naso) e lui ti dice “Oh, hai preso l’insalatina leggeresse di primavèr! Anche [inserire nome zoccola a caso] la prendeva sempre! Sai, venivamo spesso in questo ristorante, quando stavamo assieme…”. Ecco. Quel momento (immediatamente successivo a quello in cui il vostro uomo pronuncia il nome della zoccola) in cui avverti la sintomatologia completa dell’embolia, quel momento lì, è una tipica manifestazione di gelosia retroattiva.

Tu e il tuo machoman vi vedete da qualche settimana ormai. Avete passato con successo le prime fasi del corteggiamento, la prima copula, le prime uscite ufficiali eccetera. Tu non vuoi fare la parte di quella che subito vuole farsi i cavoli suoi ma proprio non riesci a non porti domande sul suo passato sentimental/sessuale. E allora così, ostentando una nonchalance che manco una fata dei boschi, facendo del tuo meglio per far passare la cosa come un pensiero estemporaneo e non come una domanda premeditata da tempo immemorabile e costruita con tutti i crismi semantici per passare come innocente curiosità, gliela butti lì:

Senti maaa, con quante ragazze sei stato? Io personalmente ho vissuto questo momento sempre con grande tensione, perché non sai mai se il numero che ti verrà sparato in faccia rientrerà nell’ordine delle decine, delle centinaia o ti faranno guardare al tuo uomo come a un ricettacolo di malattie sessualmente trasmissibili e a te stessa come un maiale in uno stabilimento San Daniele, col numero identificativo tatuato a fuoco su una coscia e il destino segnato.

Durante la mia splendida vita, ho potuto sperimentare vari tipi di gelosia retroattiva. E siccome ho deciso di donare il mio corpo alla scienza, ecco a voi un elenco coi tipi di gelosia retroattiva da me sperimentati in prima persona, con tanto di sintomatologia, prevenzione e cure. Roba che ci faranno una pagina su WebMD.

  • Quella con la quale ancora si sente ma stai tranquilla ora siamo amicissimi del cuore e della vita forever:

Lui ha questa migliore amica. Ti rassicura sulla natura del loro rapporto, che ormai è passato un sacco di tempo da quando stavano assiemeCOSA? STAVATE ASSIEME?!

Sì, per sei anni, ma è passata una vita! Ora siamo amici e basta! Beh, ora ti lascio, io e [inserire nome zoccola] andiamo a vedere un film a cinema, poi andiamo a cena fuori, poi cornettino e poi tutti a casa!

Non fai nemmeno in tempo a metabolizzare la cosa che ti ritrovi impegnata nella ricostruzione della loro lovestory sfociata in amicizia tramite il controllo incrociato dei loro profili Facebook, Instagram, Twitter e qualsiasi altra cosa reperibile nell’etere.

Sintomatologia: per quanto lui possa rassicurarti, non sarai mai del tutto tranquilla. Ogni battuta, ogni sguardo, ogni uscita tra i due ti puzzerà di adulterio non meno di una pomiciata al chiaro di luna. Però è amica sua, ce devi sta.

Prevenzione: Non chiedere ulteriori dettagli. Non fare la stalker. Non odiarla a prescindere. Non fare l’ossessiva con lui, rischi solo di renderti antipatica. Soprattutto all’inizio, avrai meno peso e importanza nella sua vita rispetto ai suoi amici. E’ normale, non si può vincere tutto all’inizio.

Cura: Cerca di fidarti (ma non troppo, non si sa mai) di lui, magari prova a diventare anche amica di lei. Non è raro confondere un’amicizia sincera con l’amore, capita spessissimo di mischiare le cose e ritrovarci in una relazione infelice con una persona che, invece, come semplice amico/a ci va benissimo.

  • La fidanzata storica

Il boss finale. Quella la cui presenza è talmente opprimente da darti l’impressione di vivere una relazione a tre. Lui conserva ancora le foto della gita a Trepuzzi, i biglietti dei cinema e dei concerti vari, nonché una simpatica serie di aneddoti che ti snocciola con disinvoltura alla prima occasione utile (“come ti sta bene quel vestito a fiori! Sai, [nome zoccola] ne aveva uno simile e le stava veramente bene! Poi lei è un po’ più alta di te, quindi quel vestito la slanciava parecchio!”).

Sintomatologia: ansia da prestazione. Tu lo sai che qualsiasi cosa farai, sia lui che i suoi amici e (in caso di relazione particolarmente seria) i suoi genitori ti paragoneranno inevitabilmente a lei. Sai che ogni tua cenetta romantica, ogni tua magliettina sexy, ogni tuo tentativo di sembrare figa e simpatica ha un precedente storico in un’altra persona. E ti viene l’ansia. Perché quel pezzo di manzo di fidanzato che ti sei lavorata e conquistata a fatica non vuoi perderlo e ai suoi occhi vorresti sempre sembrare una piccola divinità cazzuta.

Prevenzione: non chiedere. Non indagare. Non frugare nei cassetti, non scorrere la Timeline di Facebook del tuo ragazzo per vedere cosa si scrivevano, quante foto hanno fatto insieme e cercare significati nascosti nelle canzoni che pubblicava quando si sono mollati. Non farti del male inutilmente.

Cura: Sii te stessa. Ora sta con te, no? Qualunque sia il motivo per il quale si sono lasciati, che sia stata lei per unirsi (in senso biblico) alla squadra di calcetto rionale, o perché si è scoperta vegetariana e grande estimatrice di patate, o perché lo tradiva o perché boh fate voi, ora lui sta con te. Concentrati sul qui e ora, fai sempre del tuo meglio ma senza stressati troppo perché non devi dimostrare nulla a nessuno.

  • La scopamica

Il grado di pericolosità di questo esemplare è molto variabile. Nella tua testa è una modella ipermaiala, con un fisicazzo che tu, piccolo cotechino ripieno di sentimenti e Oreo, non avrai mai nella vita, un ottimo controllo del riflesso faringeo e un set di mosse da film porno che farebbero impallidire Sasha Grey. Poi magari nella vita vera è una ragazza squallidina con le tette appese e il diastema, ma ormai per te è un’arrizzapeni di professione e devi convivere con sta cosa. Questo tipo umano si suddivide solitamente in due grandi sottogruppi: quelle che effettivamente vogliono scopare e basta (molto rare) e quelle che in realtà erano convinte che il loro condotto vaginale fosse la scorciatoia più adatta a far innamorare il loro bersaglio e che quindi non si rassegnano al fatto che lui le abbia mollate per imbastire una relazione seria con voi, no. Loro non si arrendono e continuano a rispuntare periodicamente con scuse stupide, perché in fondo ancora un po’ ci sperano. Ecco, questo sottogruppo è da nuclearizzare.

Sintomatologia: li vedi scopare OVUNQUE e in qualsiasi momento. T’invita a casa sua? Oh, che carino l’arredamento del tuo monolocale, immagino tu abbia copulato su ogni superficie praticabile con quella zocc…ehm! mi piacciono molto le tendine da doccia con l’Uomo Ragno, per caso ci si aggrappava quella mignott…ehm! E così via, in eterno. E quando ormai hai esaurito le situazioni e le suppellettili sulle quali farli mentalmente accoppiare, ecco che ti partono i film hard amatoriali mentali nei momenti meno opportuni. Cari uomini, se ogni tanto ci vedete incazzate di punto in bianco, senza un’apparente ragione, è che vi stiamo immaginando mentre infiocinate una a caso delle zoccole del vostro harem.

Prevenzione: difficile. E’ molto difficile che un ragazzo non colga l’occasione per vantarsi della sua ars amatoria. Magari lo fa per ostentazione, o per farvi ingelosire un po’ o magari perché è solo un po’ scemo. Unico consiglio che mi sento di darvi, col cuore, è: se lui vi porge il telefono per farvi vedere una o più foto, NON SCORRETE.

Cura: Lui sta con voi, ha scelto voi. Fottiti, zoccola.

  • La fidanzata che l’ha traumatizzato

L’entità e il grado di trauma possono essere differenti. Oscilliamo da un “mi ha spezzato il cuore e quindi ora ho problemi a esternare i miei sentimenti e a fidarmi delle persone” all’atteggiamento da cucciolo spaventato…ti va bene questa cosa che ho fatto? No perché [nome zoccola] mi rimproverava sempre quando lo facevo”. In ogni caso, avete una bella gatta da pelare. D’altro canto, per quelle di noi che hanno l’indole della crocerossina (ed è inutile che lo neghiate, ce l’abbiamo TUTTE) questa è una situazione da sogno: un uomo da amare, accudire, coccolare e CAMBIARE! Perché sì, sarai tu a cambiarlo e a fargli capire che l’amore è bello, che sei diversa dalle altre, che luce e buio possono mischiarsi e creare qualcosa di meraviglioso e blahblahblah scriveteci un romanzo, aspettate che ne facciano un film e fate i miliardi.

Sintomatologia: data l’estrema varietà delle situazioni che vi si possono dipanare davanti, è difficile stilare una sintomatologia univoca. Un generico senso di fastidio che aumenta ad ogni “ho fatto bene? Ti piace questa cosa? Ti ho fatto innervosire?” e che naturalmente varia in base al vostro grado di sopportazione; un senso di inadeguatezza e frustrazione quando, nonostante i vostri sforzi, lui continua ad erigere grandi muraglie emotive perfettamente visibili da Marte.

Prevenzione: Non c’è. Quando ti capita, stacce.

Cura: è vero che, povero cucciolo, ha sofferto e sta male e tutto quello che volete, ma è anche vero che lui non è un bambino e voi non siete la sua balia. Stategli accanto, mostrategli supporto, ma fategli capire che si deve dare una mossa. Voi non siete quella là, quindi dimenticasse i traumi passati e facesse spazio per quelli nuovi, che gli procurerete voi.