Freewear Academy: lo streetwear è morto, viva lo streetwear!

Che cos’è la moda? Questa probabilmente è la domanda più difficile che potranno farvi. Tutti sappiamo cos’è la moda, ma nessuno lo sa davvero. Potremmo dire che è un insieme di abbigliamento e accessori che vengono indossati dalla maggior parte delle persone in un determinato periodo storico. E questo è senz’altro vero. La moda però non si ferma a ciò. La moda è suggestione, sogno. È espressione di un’idea, di un sentimento ma anche e soprattutto di noi stessi. E questo la Freewear Academy lo sa perfettamente. Prima di addentrarci in questa avventura però è necessario che sappiate alcune cose. Sono nozioni di base, quindi non preoccupatevi: non c’è niente di noioso in questo articolo.

Gran parte della moda come la conosciamo oggi è stata contaminata dagli streetstyles nati tra gli anni ’60 e ’90. Questo è proprio il caso di dire “in nome omen” perchè sono “stili di strada”. Letteralmente! Un meraviglioso miscuglio di forme, colori, dimensioni e idee che prendevano vita spontaneamente e venivano utilizzati dalle persone per riconoscersi fra di loro. Probabilmente la più alta espressione della moda in quanto tale. Lo streetwear non è altro che una di queste subculture.

Bene, ora che siamo tutti più sul pezzo possiamo procedere.

IG: checkpointcharly_bologna

La Freewear Academy – Design Moda e Culture Urbane di BAUMHAUS e CIOFS FP/ER, in collaborazione con il comune di Bologna, è quindi pioniera in questo contesto, soprattutto se la collochiamo a livello italiano dove lo streetwear non è ancora conosciuto ai più. In cosa consiste? In una collezione ispirata alla Bolognina, il quartiere di riferimento per i ragazzi, ricco di bella energia. Finalmente la multietnicità, la creatività più autentica e il legame per il territorio abbracciano la nostra amata Bologna proprio grazie alla collaborazione di 35 studenti delle scuole superiori.

Ovviamente la collezione sarà di streetwear e potrà essere utilizzata non solo come esperienza lavorativa (ricordate il famoso “fare curriculum”?) ma soprattutto come un modo per sviluppare una coscienza e un pensiero autonomi. Il nome della collezione poi non poteva che essere “B-switch” da “Bolognina”. 

IG: @b__switch

Ma perchè scegliere proprio lo streetwear? Perchè è un modo per tornare alle origini sfruttando il marketing a proprio vantaggio e non solo subirlo. In questo modo poi si possono mettere in mostra tutte le caratteristiche i brand di moda veri e propri non potranno mai avere. E questo lo si può vedere anche nella collezione stessa che, non solo è multietnica, ma ha anche a cuore l’andare in strada, il parlare con gli abiti e il fotografare muri e persone.

I colori sono quelli della Bolognina: il giallo, il rosso, l’arancione, il verde, il viola e il nero. Colori che rimandano a una certa multietnicità ma anche al colorato mondo dei ragazzi.  Ragazzi che non dimenticano la sostenibilità e quindi il loro pianeta. Il merchandising verrà infatti realizzato in collaborazione con il brand indipendente Etik Wear. Loro si definiscono un marchio “for mindful people”. Quindi oltre a tutto quanto abbiamo detto sarà pure all’insegna della sostenibilità! Non so come lo vedete voi ma noi il futuro lo vediamo proprio così.

IG: @b__switch

La cosiddetta generazione z però non è solo sensibile verso la riduzione degli sprechi, ma anche verso l’inclusività. B switch è infatti unisex. È senza confini, come la mente dei giovani. Questi fantastici ragazzi sono tutti studenti dell’ITC Rosa Luxemburg, dell’Istituto Professionale Statale Aldrovandi Rubbiani, dell’ente professionale CNOS e del Liceo Leonardo da Vinci.

È chiaro dunque come lo scopo del progetto sia dimostrare che è possibile avvicinarsi al mondo del lavoro senza perdere la propria autenticità.

IG: @b__switch

Ci sono voluti due anni per portare a termine questo progetto ma finalmente Freewear Academy lancerà la collezione. Il lancio sarà mercoledì 9 settembre grazie ad una campagna di crowdfounding su School Rising, la prima piattaforma in in Italia dedicata esclusivamente alla promozione dei progetti delle scuole. Quindi, come si dice su Instagram, stay tuned! Il 17 ottobre è infine prevista anche una sfilata presso il Parco del Dopolavoro Ferroviario. Défilé convenzionale? Nemmeno per idea! Tant’è vero che è stata organizzata da Bologna Stickers l’affissione live dei poster realizzati sul tema “B” (Bolognina, B-Switch ricordate?)tramite il progetto Call for Artist.

IG: @baumhaus_network

Freewear Academy e le scuole che hanno accompagnato i ragazzi in questo percorso però hanno pensato proprio a tutto. Provate a pensarci: una collezione, gli stilisti, la sfilata … che cosa manca? Un logo! Ed ecco quindi che il logo è servito. Ma non solo! Vi è stata anche una vera e propria strategia di comunicazione completa di video.

Se siamo utopisti a pensare che sia giusto avere questo approccio alla vita e al lavoro siamo felici di esserlo. God save the streetwear!



Rebecca Bertolasi