ComBEANation, il progetto che combina l’innovazione degli NFT e la tutela dell’ambiente

Spesso quando si immagina il futuro, oltre alle straordinarie macchine volanti a cui si fa riferimento ormai da decenni, in mente arriva l’idea di un mondo sempre più virtuale. La realtà virtuale condivisa tramite internet che prende il nome di Metaverso sta diventando sempre più reale, e non solo frutto di idee fantascientifiche. Sono tanti gli eventi, infatti, che ultimamente si organizzano nel Metaverso. Si ricorda ad esempio, la presentazione del nuovo singolo di Marco Mengoni, “No stress”, con il primo evento collettivo nel Metaverso dedicato ai fan. O ancora, quanti sono stati da un anno a questa parte i concerti organizzati grazie alla realtà aumentata? Più precisamente grazie agli NFT, non-fungible token, che stanno diventando essenziali nel mercato musicale e non solo. A differenza di quanto si possa credere, in effetti, la creazione di realtà alternative e virtuali può avere un impatto notevole anche nel mondo in cui viviamo.

Un esempio di ciò è ComBEANation, la collezione di NFT di GraffitiLab che aiuta l’ambiente.

Quando si parla di NFT si fa riferimento a un tipo speciale di token che rappresenta l’atto di proprietà e il certificato di autenticità scritto su catena di blocchi di un bene unico. Di solito, questi sono quindi degli “oggetti” digitali unici ed irripetibili. Difatti, chi decide di investire in NFT ha la certezza che nessun altro potrà usufruire del medesimo bene.

GraffitiLab ha deciso di fare un passo in avanti, pensando a questi elementi digitali in quanto fisici e soprattutto green.

Il tutto è frutto di uno studio ben pensato da parte di un’agenzia che lavora dal 1996 nell’ambito del digitale. Grazie ad una squadra composta da diverse figure, da sviluppatori specializzati nella creazione di applicativi su blockchain a creativi, ha dato vita ad un progetto che ha lo scopo di sfruttare tutte le potenzialità del Web3. Luca Cattoi, fondatore di Graffiti, ha così spiegato l’iniziativa.

ComBEANation è il primo progetto che abbiamo voluto creare perché crediamo che gli NFT non siano solamente un semplice asset digitale ma anche la possibilità di contribuire a salvaguardare l’ecosistema in cui viviamo. Questi tipi di tecnologie possono avere un grande impatto, considerando che si parla di un mercato che ad oggi vale 1,6 miliardi di dollari e che è solamente agli inizi della sua evoluzione.

In che senso, però, queste tecnologie possono essere utili per l’ambiente?

L’obiettivo di questa collezione di NFT è proprio quello di piantare 15mila alberi per togliere dall’atmosfera circa 1500 tonnellate di CO2 all’anno. Al fine di porre rimedio al fenomeno del disboscamento che come risaputo determina un aumento di CO2 e di conseguenza un acuirsi dell’effetto serra e del riscaldamento globale.

Chi deciderà di comprare un NFT avrà la possibilità di decidere dove piantare gli alberi in Italia grazie ad una startup che si occupa proprio di piantumazione. Tra i vantaggi per l’ambiente, anche l’opportunità di sostenere altri progetti simili grazie al ricavato dei fondi generati dal trading degli NFT nel tempo.

La specialità degli NFT di ComBEANation si evince anche dal nome selezionato per la serie che descrive il carattere combinatorio della collezione. Chi acquista un Bean, così si chiamano i singoli NFT, può generarne altri, attraverso l’algoritmo ereditario. Permettendo di aumentare il valore della collezione, ma anche di creare oggetti tangibili, così come una t-shirt unica e certificata.

Dalla realtà aumentata alla vita di tutti i giorni, questo è il futuro!

La replicabilità dell’NFT lo rende più prezioso e a portata di mano. Tra l’altro, ciò permetterà a lungo andare di realizzare nuove opere a sostegno dell’ambiente. Un asset digitale dotato di un algoritmo ereditario fruibile nel mondo reale con finalità ecosostenibili.

ComBEANation combina davvero l’esigenza di una generazione sempre più interconnessa virtualmente, ma anche eco-ansiosa.

Si tratta, inoltre, di un’iniziativa che unisce davvero l’utile al dilettevole. Non bisogna sottovalutare che il volto degli NFT è quello di alcuni “fagioli spaziali”. Divertente, è vero, ma anche qui la scelta non è casuale. Si tratta di una metafora che rende ancora più chiaro come da un singolo NFT se ne possano produrre degli altri, così come da un singolo fagiolo nasce la pianta di fagioli. La storia più vecchia del mondo del “Ci vuole un fiore” – cantava Sergio Endrigo – conosce un’evoluzione con il possesso di un “bean” digitale.

Non sarà allora difficile immaginare il sorgere di una community attiva attorno al progetto. Continua a proposito Cattoi:

Vivo e lavoro da oltre 26 anni nel mondo del web e questa del Web3 è la più grande rivoluzione ed opportunità che abbia mai visto nel settore. Sempre più player ne faranno uso anche per far nascere e nutrire community intorno al loro brand.

 

 



Giulia Grasso