Innamorarsi del cimitero Monumentale di Milano: l’arte dove non te l’aspetti

In ARTE by Monica ValentiniLeave a Comment

 “Per un giorno non studiare, non chattare, ma piuttosto stringi forte chi ti ama tra le mute tombe del Monumentale”. Provate a seguire il consiglio dei Baustelle e andate nella piazza del Monumentale, lo storico cimitero di Milano. Inaugurato il 1 Gennaio 1864 e costruito dall’architetto Carlo Maciachini, è stato ideato per essere un luogo di identificazione patriottica di tutti i milanesi. Ottenere un’ubicazione lì è un vero “onore”: per esservi sepolti bisogna infatti aver dato lustro alla città di Milano, non importa sotto quale confessione religiosa. Con i suoi 250 000 metri quadrati sembra proprio essere un museo della Milanesità a cielo aperto.

I camposanti non hanno rimpianti,
sei tu che li covi, li rendi fantasmi,
li canti per sentirne meno la mancanza,
come non bastasse l’esistenza e l’eco che fa.

Monumentale, Baustelle

Si arriva davanti al piazzale del Monumentale e si rimane senza fiato: una immensa chiesa, il Famedio, sovrasta il panorama circostante con il suo inconfondibile stile neo-romanico. L’accostamento del marmo virgineo e dei mattoni scuri creano un effetto cromatico che colpisce subito all’occhio. La chiesa è da entrambi i lati seguita da una serie di volte dello stesso stile.

Sotto il Famedio c’è una cripta che si rivela essere un vero viaggio all’interno dei personaggi che hanno fatto la storia italiana. Si entra nell’atrio freddo ma allo stesso tempo accogliente, con le lanterne che emanano una luce rossastra, e seguo la via tracciata dalle tombe. Ogni tanto se ci si gira verso una tomba e con stupore si trova il nome di un personaggio noto: Francesco Hayez, il famosissimo autore de “Il bacio”, Dario Fo in compagnia della sua amata Franca Rame, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci. Dirli tutti sarebbe lunga. Personaggi che si è sempre stati abituati a vederli nei libri di scuola, a sentirli nelle canzoni, a vederli in televisione, sono tutti lì, vicino a te. E’ come se ti riavvicinassi di colpo a tutte le cose che hanno creato le tue passioni, che hanno creato un po’ quello che sei.

Superata la cripta si può salire direttamente sul Famedio. E’ proprio questa l’area più “ambita” del Monumentale, quella dove sono sepolti gli uomini più illustri. Al suo interno si possono trovare Carlo Cattaneo, Salvatore Quasimodo, Luca Beltrami, Bruno Munari e, in un sarcofago proprio al centro del Famedio, Alessandro Manzoni.

Ma la vera meraviglia del Monumentale la si trova superato il Famedio, nel cimitero vero e proprio, tra le innumerevoli tombe-sculture. Il silenzio assordante del cimitero ti isola completamente dal caos milanese e ti porta in una dimensione dove il tempo si è fermato. Ogni tomba è diversa dall’altra e bellissima a suo modo. Ci sono sculture che raffigurano il defunto, o gli animali amati dallo stesso, o i suoi familiari. Ci sono personaggi mitologici (colpisce molto la tomba dove vi è scolpita sopra Medusa), ci sono nature morte. Ci sono addirittura una copia in miniatura della colonna traiana e una raffigurazione dell’Ultima cena. Insomma, ci si trova davvero di fronte a un museo. Le tombe sono opere degli artisti più influenti nell’ambiente italiano e internazionale, come Lucio Fontana, Medardo Rosso, Adolfo Wildt, Giannino Castiglioni.

 

Andate al Monumentale, innamoratevene, gustate il piacere di perdervi nell’immensità del suo silenzio, andate a conoscere le vite dei suoi eterni abitanti. Poi avviatevi verso l’uscita, andatevene, e ritornate alla “normalità” della vita.