Quando anche Banksy rischia di sparire

Benito Dell'Aquila

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La street art è ormai considerata una vera e propria forma d’arte e tra le personalità che hanno contribuito ad elevare questo genere c’è sicuramente Banksy. Nel mondo sono comparse, avvolte nel mistero, centinaia di opere ed ogni volta il risultato è sorprendente.

L’arte di Banksy trova spazio nella dimensione urbana con graffiti che raccontano la condizione umana. Le tematiche preferite dall’artista sono le contraddizioni dell’occidente, le atrocità della guerra, l’inquinamento, la repressione, il maltrattamento degli animali e le assurdità della società.

La satira sociale e politica delle sue creazioni continuano ad aumentare la notorietà dell’artista sul quale si cela il più grande interrogativo, la sua identità. Chi si nasconde sotto lo pseudonimo di Banksy? In tanti hanno provato a scoprire il vero volto dell’artista e nessun risultato ha ottenuto esito positivo. Grosse inchieste hanno tentato di svelare la vera natura di Banksy. Il Mail on Sunday, nel 2008, ha ristretto il campo sull’artista britannico Robin Gunningham, dato confermato dagli studiosi della Queen Mary University.

Negli ultimi anni il musicista Goldie, parlando proprio di Banksy, ha accennato ad un Robert, musicista e graffitista. Le sue affermazioni hanno fatto spostare l’attenzione su Robert Del Naja dei Massive Attack. Malgrado tutto, la reale identità dell’artista di Bristol continua a restare un mistero, mandando all’aria i risultati delle inchieste degli studiosi, che addirittura, si sono avvalsi dell’ausilio delle tecnologie che la polizia utilizza per ricercare i criminali. Tra le ultime teorie si è speculato che Banksy possa essere una donna o una cerchia di sette artisti riuniti sotto un unico pseudonimo.

Anche il nostro Bel Paese è stato marchiato dalle opere di Banksy, più precisamente parliamo di Napoli. La città partenopea possiede le uniche opere dell’artista inglese. Il primo stencil realizzato è stato l’estasi della beata Ludovica Albertoni del Bernini, con in mano delle patatine e un panino. Il riferimento al consumismo era chiaro.

L’estasi di Banksy è stata però cancellata da un writer, un tale Hes che coprì il lavoro di Banksy con un suo murales. Un’opera che al tempo fu valutata intorno ai 100 mila dollari, coperta e depredata. L’unica opera ancora in mostra è “Madonna con la pistola”, nei pressi di piazza Gerolamini. Questa è l’unica traccia di Banksy in italia, una Madonna che al posto dell’aureola presenta una pistola. Di fianco allo stencil vi è un tabernacolo votivo, con la Madonna che guarda perplessa lo stencil.

Il rischio che anche quest’ultima potesse andare perduta ha lasciato spazio all’iniziativa privata, che ha incastonato in un tabernacolo l’opera inglese. Nonostante Napoli sia sede dell’Anci, l’associazione dei comuni italiani per la valorizzazione dei graffiti e proprio a Napoli abbia sede Inward, l’osservatorio internazionale della street art, nulla è fatto per valorizzare e proteggere il capolavoro Banskiano.