Arriva La Primavera di Jovanotti ma che nostalgia del passato

Ormai si sa, quando Jovanotti attiva la sua creatività, non lo si può più fermare. A solo un mese dall’annuncio del Jova beach party due e dall’uscita del singolo Il Boom, Lorenzo fa ai suoi ascoltatori un regalo di Natale. Cinque nuove tracce a comporre il Disco del sole, un oggetto volante non identificato che si completerà di tutti i brani che usciranno da qui all’inizio del nuovo tour. Nei mesi che ci separano dai concerti sulla spiaggia e a contatto con la natura, Jovanotti pubblicherà molta musica nuova, più di venti pezzi nuovi che usciranno a flusso continuo. Noi di volta in volta seguiremo attentamente i passi di questo cavaliere errante della musica italiana per capire cosa si è inventato.

La Primavera

Queste prime cinque tracce sono inscritte sotto il segno de La Primavera, titolo di un nuovo brano che dà il nome all’album e stagione che segna per antonomasia la rinascita e il riscatto dopo il gelo invernale. E Jovanotti regala la primavera proprio in uno dei periodi più freddi dell’anno. Con questo brano diametralmente opposto al clima che c’è fuori, l’artista indaga la natura selvatica, carica di tensione che si riprende i suoi spazi. La descrizione di una forza sovrannaturale e che, come ha dichiarato Lorenzo, ogni volta stupisce tutti quanti con la sua esplosione di colore.

Di questo singolo è disponibile anche il videoclip, etichettabile come un vero e proprio corto cinematografico psichedelico. Ambientato nel Teatro Grande di Brescia e diretto da Tommaso Ottomano, è un progetto che Lorenzo ha così commentato:

Ho notato Tommaso Ottomano per un video di Lucio Corsi che è un cantautore che seguo e che mi piace moltissimo. Abbiamo chiacchierato un po’ ed è nata l’idea del video dalla nostra immaginazione incrociata e dai riferimenti reciproci più disparati. Alcuni riferimenti stilistici precisi: le immagini di Terry Gilliam, lo splendido ottantunenne tra i più grandi registi di tutti i tempi e la sua assurda avventura del Barone di Münchhausen. La commedia dell’arte, vera intramontabile radiografia dell’Italia.  Giganti come Dante Ferretti e Francesca lo Schiavo, la grande costumeria italiana, il rococò, i viaggi nel tempo, i video dei primi anni 90 prima che questo formato si trasformasse in occasione per product placement e poco più.

L’album è completato dalle tracce I love you baby, Un amore come il nostro, Tra me e te e Border Jam.

Un album pieno di contrasti

Per i fan accaniti, questa nuova proposta musicale del Jova lascia un po’ attoniti. O meglio, l’album è necessariamente da ascoltare più volte per poter essere compreso fino in fondo. Moltissimi i giochi di parole e il richiamo a immagini concrete che permettono di sognare panorami fantastici in cui si muovono i protagonisti delle canzoni. La vena romantica tipica di Lorenzo di brani come A te, la si ritrova nel brano Un amore come il nostro. In quello che è il brano più romantico di questa Primavera, colpisce per esempio l’immagine che un amore come il nostro cambia la fisica del cosmo. La stessa tematica è affrontata nel brano Tra me e te, dove l’autore indaga il sentimento amoroso e lo esalta, scegliendo però immagini ripetitive e forse un po’ banali.

Dal sound diametralmente opposto invece i brani Border Jam e I love you. Si tratta di due canzoni che si sposano bene con il clima di festa che caratterizzerà il Jova Beach Party, ma che dal punto di vista del testo lasciano un po’ desiderare. Un esempio? In Border Jam canta Come dei gatti al Colosseo Sulle rovine faremo un corteo Come Duchessa, come Romeo, Miao, miao, miao, miao, miao, miao. E il miagolio si ripropone come una sorta di ritornello in questo brano adatto a scatenarsi ma con un testo per niente degno di nota.

Ma Jovanotti che fine ha fatto?

È vero che tutto si evolve e che un artista se rimanesse sempre uguale a sé stesso, sarebbe noioso. Però anche nell’evoluzione la qualità deve essere sempre mantenuta. E non ci sentiamo di poter dire così rispetto ai brani di Jovanotti degli ultimi anni. Quando si ascoltavano brani storici come Il più grande spettacolo dopo il big bang, Ti porto via con me, Ora o Gli immortali, si pensava subito che artisticamente parlando siano davvero validi. Canzoni dense di pathos, con ritmi diversi, ma che lasciavano trasparire l’animo e la sensibilità di questo artista. Non si può di certo dire lo stesso invece degli ultimi pezzi realizzati da Jovanotti. È da qualche anno a questa parte che nei suoi album bisogna un po’ fare la caccia al tesoro per cercare canzoni che valga davvero la pena aggiungere alla playlist del cuore.

Con questo non vogliamo dire che tutto quello che abbia fatto Jovanotti negli ultimi quattro anni sia inascoltabile, anzi tutt’altro, resta però musica che passa e se ne va. Non siamo sicuri che tra dieci anni canteremo e ricorderemo il testo de La Primavera come invece ancora oggi ricordiamo a memoria Un raggio di sole uscita ormai nel lontano 1999. Se l’intento di Jovanotti è far ballare i suoi spettatori, allora questa è la strada più che giusta. Se invece voleva fare breccia nel cuore dei suoi fan con strofe accattivanti e uniche, forse questa volta ha mancato il bersaglio. Staremo a vedere cosa ci riserverà il futuro. Del resto, Lorenzo ha sempre un asso nella manica da tirar fuori quando meno ce lo si aspetta.



Eleonora Corso