Angelo Borrelli della protezione civile ci riprova, torna la diretta delle 18:00

Lo scorso venerdì pomeriggio, quando il Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, dalla sede di Via Vitorchiano, a Roma, ha dichiarato la fine dell’appuntamento giornaliero con la conferenza stampa, per un attimo, il mio cuore si è fermato. Sono certa non solo il mio. Mi è come mancata la terra sotto i piedi.

Quello con Angelo Borrelli è stato l’appuntamento fisso delle 18.00 per la maggior parte degli italiani. Alle 17.50 tutte le attività di panificazione nelle nostre case si fermavano perché arrivava lui. Con il suo pullover blu ha letteralmente “dato i numeri” ogni giorno. Numeri che ci hanno dato speranza, infuso tristezza e fatto spesso arrabbiare. Con estrema calma ogni giorno ha spiegato quello che stava succedendo nel nostro Paese, nei nostri ospedali, nelle RSA. E’ sempre stato presente, e non vederlo, durante questo fine settimana è stato sicuramente una forte mancanza. Credo non solo per me.

Bisogna ammettere che l’appuntamento successivo era per tutti quello con il vicino, con l’amica, con la famiglia. Tutti a fare l’insostituibile commento, come si fa dopo la fine di una partita di calcio. E’ vero. Forse ci sentiamo tutti virologi, tutti medici, tutti in diritto di commentare dati senza sapere, senza conoscere, spesso sbagliando.

 

Sì, perché prendiamo per esempio il numero dei deceduti, che continua certamente ad essere alto, ma è stato commentato venerdì scorso proprio da Borrelli in maniera positiva. Ora, capiamoci bene, non che ci sia qualcosa di positivo nella conta dei morti. Però cercate di ragionare. Il numero di persone decedute ad oggi si sta avvicinando moltissimo a quello precedente l’epidemia. Quindi è un dato positivo. Se vi sembra ancora “tragico” sappiate che prima nessuno vi diceva quante persone erano decedute nel nostro Paese in un giorno e sicuramente nessuno di voi faceva ricerche per conoscere il dato.

Purtroppo, però, la maggior parte dei commenti successivi all’insostituibile appuntamento delle 18.00 si riferisce proprio al numero di morti. Sembra quasi che, in questa “tragedia” nessuno voglia vedere qualcosa di positivo. Forse è per questo che Borrelli ha deciso di abbandonarci. Avevamo stufato anche lui, la sua educazione, il suo modo di fare sempre così gentile nei confronti dei suoi “ospiti” (come ad esempio il Professor Locatelli) e dei giornalisti. L’appuntamento delle 18.00 era rimasto inoltre un’importante spazio di democrazia in un’Italia che in questo momento è sicuramente messa a dura prova dalla nostra politica (fin troppo polemica). In più il distanziamento sociale ha fatto sì che le persone diventassero più irascibili, rabbiose. Se già prima la lamentela era insita nell’animo umano, questo Coronavirus ha dato il colpo di grazia.

Sicuramente gli appuntamenti si sono diradati da 7 a 2 (il lunedì ed il giovedì) anche perché la situazione sta migliorando. Nonostante ci sia ancora chi non vuole crederci è così. Una luce in fondo al tunnel c’è. Fatevene una ragione. Non potremmo continuare a rimanere a casa a lungo, dovremmo necessariamente tornare a lavorare per far sì che l’economia del nostro Paese non subisca un arresto che le potrebbe essere fatale. Dovremmo convivere con questo virus arrivato dalla Cina, ma dovremmo tornare necessariamente a vivere ed a sorridere dietro alle nostre mascherine.



Sharon Santarelli