Vi spieghiamo perché “Il ballo della vita” dei Maneskin è certificato disco d’oro in sette giorni

Sandy Sciuto

In MUSICA / Sandy Sciuto / Comments

Ad XFactor11 sono arrivati secondi, ma solo per sbaglio dato che, da quando sono stati scoperti, i Maneskin hanno racimolato consensi.

In barba a Lorenzo Licitra, vincitore dell’edizione di XFactor11 ed oggi meteora nel panorama musicale italiano, i Maneskin hanno prima convinto con una serie di date in giro per l’Italia a suon di cover e, a distanza di un anno, hanno pubblicato il loro primo progetto discografico il 26 ottobre 2018.

“Il ballo della vita” – è così che si intitola il disco – riassume senza sbavature l’energia, l’entusiasmo e le potenzialità dei Maneskin i cui componenti – vale la pena ricordarlo – sono appena maggiorenni.

Chi è rimasto ipnotizzato dalla lapdance di Damiano, il frontman della band, come coreografia di “Chosen”, dovrà considerare anche la possibilità che i ragazzi sono bravi e potranno andare lontano.

L’album sorprende da subito perché dà speranza musicalmente: non c’è trap o rap, ma finalmente un mix di influenze e di generi musicali. Alla luce delle classifiche musicali piene di trap e hip hop, i Maneskin vanno controtendenza e contro ogni moda e stile: insistono sulla musica che ascoltano e che gli piace, cercando di riprodurla. “Ognuno di noi ha riferimenti musicali diversi, che vanno dai Led Zeppelin al rap a Paolo Nutini – spiegano – E tutto questo è andato a confluire nella scrittura, senza barriere di sorta. Questo album per noi è un messaggio di libertà totale: estetica, musicale e attitudinale. In questo senso il titolo rappresenta appieno il concetto dell’album. Il ballo è l’azione che fa perdere le sovrastrutture e fa uscire la parte più spontanea di noi”.

“Il ballo della vita”, inoltre, è stato definito dai ragazzi come “un messaggio di libertà ed è la dimostrazione che con il lavoro e l’impegno si possono concretizzare i propri sogni”. Il disco consta di dodici tracce tra le quali manca “Chosen”, ma c’è “Morirò da re”.

I Maneskin hanno scelto di cantare sia in italiano sia in inglese mostrando così la loro versatilità e l’apertura anche al mercato internazionale. Tra le cinque canzoni in inglese – tutte incisive e fortemente rese carismatiche dalla voce inconfondibile del frontman Damiano – è interessante “Are you ready” e “Sh*t Blvd”.

Una costante del disco è la presenza di Marlena, musa ispiratrice e filo conduttore. “Abbiamo scelto una donna per l’ideale di bellezza che doveva veicolare – spiega Damiano -. Abbiamo cercato di dare un volto al nostro messaggio. Nel disco abbiamo cercato di toccare la gamma più vasta possibile di emozioni”. A proposito di bellezza e di emozioni, ogni singola canzone racchiude in sé un ritmo, un senso e delle parole che raccontano e non lasciano indifferenti. Parliamo di “Le parole lontane”, “Niente da dire”, “L’altra dimensione” e “Torna a casa”, singolo estratto già consacrato disco di platino.

Alla creazione del disco, è stato affiancato anche un docu-film “This is Maneskin”, proiettato nei cinema italiani solo il 24 ottobre 2018 del quale hanno specificato: “Il film non è la celebrazione della nostra carriera, sarebbe stato ridicolo. Abbiamo voluto mostrare la realizzazione di un sogno, un gruppo di ragazzi che arriva a pubblicare il suo primo disco: il primo disco non si scorda mai”.

“Il ballo della vita” è anche un instore tour ed un tour vero e proprio. Alla tournèe autunnale (già sold out) sono state aggiunte altre dieci date in primavera e da febbraio 2019 i Maneskin gireranno l’Europa con una serie di date in Spagna, Svizzera, Germania, Svizzera, Inghilterra e Belgio.

Tutto ciò per dire che i Maneskin sono la dimostrazione che arrivare secondi in un talent non conta nulla quando c’è talento e voglia di realizzare i propri sogni.

È stato un anno favoloso per i Maneskin che si arricchisce con il disco di platino per il singolo “Torna a casa” ed il disco d’oro per “Il ballo della vita”.

Se vi diciamo, quindi, che il successo dei Maneskin non è un caso, credeteci!

Buon ascolto!