US Open: le origini di uno dei tornei di tennis più importanti al mondo

Ogni anno gli amanti del tennis aspettano con ansia il quarto e ultimo dei tornei del Grande Slam. Si tratta dell’US Open, che dal 1978 si svolge sui campi in DecoTurf di Flushing Meadows a New York. Un campionato che mette in palio 16 milioni di dollari in premi per oltre 600 tennisti professionisti, attualmente composto da cinque categorie: singolare maschile e femminile, doppio maschile, femminile e misto, senza contare i tornei per juniores e seniores. Quali sono, però, le origini vere e proprie di questa affascinante competizione?

All’inizio il torneo prendeva il nome di U.S. National Championships, che nacque pochi anni dopo la redazione delle regole stesse del gioco del tennis, datata febbraio 1874. Nel 1881 fu creata la United States National Lawn Tennis Association, divenuta poi la USTA, la federazione del tennis USA che curò il primo campionato nazionale degli Stati Uniti a Newport nel Rhode Island, il 31 agosto 1881. Nemmeno la prima guerra mondiale interruppe gli U.S. National Championships, nonostante la partecipazione degli Stati Uniti. Nel 1915, a causa della crescente importanza del torneo, fu abbandonata la sede di Newport e ci si spostò nel West Side Tennis Club di Forest Hills a New York. I giochi proseguirono anche durante la seconda guerra mondiale, ma vi parteciparono molti meno atleti anche perché in tanti erano impegnati nelle attività militari.

Solo a partire da metà degli anni ’50 si verificò l’apertura di tutti i tornei ai professionisti e la manifestazione cambiò nome dando vita all’US Open. Il primo torneo di questo tipo fu vinto da Arthur Ashe, che diventò il primo afro-americano a vincere contro Tom Okker, oltre che il primo americano a trionfare dal 1955. L’anno seguente è stato caratterizzato dall’egemonia dell’australiano Rod Laver che si presentò a Forest Hills dopo aver vinto gli Australian Open, Wimbledon e gli Open di Francia, realizzando il suo secondo Grande Slam. Nel 1970 la vittoria spettò a Ken Rosewall, mentre l’anno successivo segnò la fine dell’era del dominio australiano, introducendo tra l’altro la regola del tie-break sul punteggio di 6-6 e nei set decisivi.

Tra le donne il primo titolo nell’era Open fu conquistato dall’inglese Virginia Wade, che sconfisse in finale Billie Jean King. L’anno successivo Margaret Smith Court vinse il titolo senza perdere nessun set. Solo nel 197, Billie Jean King riuscì a trionfare a New York battendo Rosie Casals, mentre Margaret Smith Court fu costretta ad abbandonare il torneo per via della sua gravidanza. La King conservò il suo titolo l’anno seguente contro Kerry Reid. Il tennis femminile fu valorizzato ancor di più con la vittoria della King contro Bobby Riggs nella “Battaglia dei Sessi” nel 1973, probabilmente una delle prime finali maggiormente impresse nella memoria, vista in televisione da oltre 90 milioni di persone. Come è evidente, le finali più belle della storia degli US Open riguardano anche il tennis femminile e a tal proposito non si può non ricordare il 1995 con lo scontro tra Steffi Graf e Monica Seles, al suo secondo torneo dopo due anni e mezzo da quella celebre coltellata che le fece perdere il posto di numero 1 in classifica. La Graf aveva anche trascorso la notte prima della finale in ospedale a New York per un problema al piede. Il primo set fu una battaglia e il secondo fu stravinto dalla Seles, ma il 6-3 con cui Steffi Graf si aggiudicò il match e il torneo la portò ad affermare che quella era stata la più grande vittoria della sua carriera.

Oggi sono ben altri i nomi che hanno reso celebre l’US Open. Basti pensare a Roger Federer, dominatore dal 2004 al 2008. Nel 2009, reduce dal ritorno sul trono di Wimbledon, si presentò a New York e incontrò in finale Juan Martin del Potro. Fatali furono per Roger le tante palle-break non convertite nel quarto set e che consegnarono all’argentino quello che è oggi il suo unico major in carriera.  Anche l’Italia, comunque, si è tolta qualche soddisfazione nel tempo: infatti, nel 2015 le due italiane Flavia Pennetta e Roberta Vinci giunsero entrambe in finale e contro ogni pronostico. A vincere fu Flavia Pennetta, dopo aver sconfitto in semifinale la numero 2 al mondo Simona Halep, mentre Roberta Vinci aveva battuto in rimonta la numero 1 Serena Williams. Guardando al passato più recente, la mente va al 2019. Dopo uno svantaggio di due set a zero, Medvedev trovò la forza per sfiorare l’impossibile, ma alla fine è stato Rafa Nadal a festeggiare dopo una gara durata 4 ore e 51 minuti. Chi sarà il prossimo campione?



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