Ungaretti e la donna che lo illuminò d’immenso: 400 lettere inedite

In #CulturalMente by Camilla AntonioniLeave a Comment

Brasile 1966, un ormai 78enne Giuseppe Ungaretti (1888-1970), al termine di un incontro pubblico, viene affiancato inaspettatamente da un’affascinante donna vestita di rosso. La giovane si chiamava Bruna Bianco, e quel giorno colse l’occasione per lasciare al poeta una sua raccolta di poesie.
I due ancora non lo sapevano, ma da quel giorno tra di loro sarebbe nata un’intensa storia d’amore che, a causa della distanza, si sarebbe espressa esclusivamente attraverso una fittissima corrispondenza epistolare.

Le quasi 400 lettere che Ungaretti e Bruna Bianco si scambiarono – e che furono gelosamente custodite dalla donna per cinquant’anni – sono state finalmente pubblicate in volume, rivelando il senile batticuore del poeta.

L’epistolario edito negli Oscar Mondadori con il titolo “Lettere a Bruna di Giuseppe Ungaretti” – a cura di Silvio Ramat – uscirà in libreria proprio questa settimana. Tra le pagine di queste lettere intrise d’amore e passione si esplica la cronaca quotidiana di una relazione impetuosa e travolgente, capace di riaccendere nel poeta una nuova e pulsante vena artistica.

Nella plaquette – opuscolo di poche pagine, raro o stampato in un numero limitato di esemplari – del 1968 dal titolo “Dialogo” alla voce di “Unga” – proprio così si firmava il poeta – seguono le “Repliche di Bruna”. Donna reale, quindi, Bruna Bianco, ma al contempo figura poetica, musa, incarnazione della giovinezza al cospetto del “poeta antico”.

“Felice, e disperato d’esserlo”, consapevole che il suo amare è una “smisurata demenza”, Ungaretti racconta i pensieri, gli incontri, le delusioni, commenta quadri, mostre e letture, allega prove poetiche e di traduzione, guida la giovane sul sentiero della poesia. Uno scambio ricco e fertile che porta i due amanti in una dimensione parallela.
Ma nelle lettere Ungaretti affronta anche temi universali: il rapporto tra amore e morte, giovinezza e vecchiaia, e la forza sempre viva del sentimento e della poesia “eternatrice”.

Scopriamo un Ungaretti diverso, sempre teso al rinnovo e alla passione amorosa; e scopriamo anche un’affascinante Bruna Bianco, colei che lo illuminò d’immenso.