Ultimo concerto: la manifestazione social di live club e sale da concerto

Giovedì 28 gennaio alle ore 11:00 è andata in scena sui canali social una manifestazione dei live club e delle sale da concerto italiane ormai chiuse da troppo tempo. Un flashmob digitale che prende il nome di Ultimo concerto. Ogni locale ha pubblicato sul proprio profilo social (Instagram e Facebook) un’immagine dal messaggio molto chiaro. Le foto rappresentano i palchi, gli ingressi, le facciate di circa 90 live club e sale da concerto che hanno voluto unirsi a questo silenzioso grido di protesta. Ogni post riporta la data di apertura del locale, seguita da un 2021 con un grande punto di domanda. L’hashtag #ultimoconcerto rimanda all’idea secondo cui per molti di questi posti il 2021 porterà alla chiusura se non si prendono provvedimenti.

Tutti uniti per chiedere attenzione

La manifestazione digitale ha coinvolto gestori di locali da nord a sud che hanno aderito con la speranza di attirare l’attenzione su queste realtà che sono da sempre delle fucine di cultura. Si tratta infatti di luoghi che permettono agli artisti di esprimersi, di creare e diffondere arte, di incontrare il proprio pubblico. Ben lontano dall’essere meri punti di ritrovo, queste realtà si distinguono dai tanto discussi protagonisti della movida per la loro capacità di veicolare aggregazione e socialità creativa e sicura nei territori.

Una categoria che è sempre stata in silenzio

Certamente questo è un periodo complicato per tutti quanti, ma questo settore, componente centrale della musica dal vivo, è fortemente in ginocchio. Fino ad oggi nessuna protesta, solo tanta comprensione davanti alle norme che obbligavano la chiusura. A marzo dell’anno scorso la musica si è abbassata e le luci si sono spente in rispetto delle regole per la tutela della salute pubblica. Con l’estate queste realtà sono diventate il vero e proprio capro espiatorio della movida. Prima hanno avuto il permesso di riaprire e successivamente hanno ottenuto critiche proprio da parte di chi aveva autorizzato le riaperture. Ma anche in quel caso il mondo della notte si era adeguato, tornando a stare in silenzio per il bene comune. Nei decreti successivi, benché si sia ampiamente parlato di teatri e cinema, i live club e le sale da concerto non sono stati presi in considerazione.

Oggi però è troppo tempo che vengono ignorati e non ci stanno più. Con la manifestazione #ultimoconcerto si vuole lanciare un messaggio forte e chiaro per un settore che sta letteralmente morendo senza che nessuno faccia qualcosa. Il punto su cui è necessario riflettere è che dietro a tutte queste realtà ci sono persone che fino a un anno fa vivevano di questo e che oggi purtroppo non sono più in grado di poterlo fare. Ciò che chiedono è solo di essere presi in considerazione e di avere delle risposte concrete da parte di chi di dovere.

Certamente impensabile attualmente tornare ai tempi dei concerti sottopalco ammassati gli uni addosso agli altri, ma altrettanto impensabile lasciare senza risposte e senza una prospettiva futura tutti coloro che vivevano di questo. Il momento di fare qualcosa affinché il 2021 non diventi l’anno dell’ultimo concerto dei live club e delle sale da concerto è ora: non c’è assolutamente più tempo da perdere.



Eleonora Corso