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da New entry magazine e Dove e quando viaggiare

Tokyo, cronache di fioritura: conferenze sul Sol Levante a Bergamo!

Tokyo [r]evolution: ripensare una città che cambia è il nome dell’appuntamento del 3 marzo del ciclo di conferenze Ripensare il Giappone, IV edizione. L’evento si è tenuto a Bergamo alla sede di Lingue, Letterature e Culture Straniere in Piazza Rosate.

Alla conferenza, organizzata da Cristian Pallone, hanno partecipato in qualità di relatori Gaia Maria Follaco, Rosa Caroli, Paola Scrolavezza, Giacomo Calorio e Anna Specchio.

Tokyo: gli hanjouki

Il primo intervento, a cura della professoressa Gaia Maria Follaco, è un focus letterario sul genere degli hanjouki: le cronache di fioritura. Non si parla, però, della famosa fioritura dei ciliegi, bensì della fioritura di Tokyo in qualità di città. Il genere letterario, di grande impatto per gli scrittori moderni, risale all’epoca Tokugawa e ha una valenza ironica: la Tokyo del tempo (chiamata Edo), devastata da carestie e da incendi, non era infatti per nulla fiorente. Gli hanjouki in seguito perderanno l’ironia ma manterranno un carattere giocoso, molto concentrato sullo spazio urbano e su chi lo popola.

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da https://archive.library.metro.tokyo.lg.jp

Da Edo a Tokyo

Un excursus di tipo storico ci offre la professoressa Rosa Caroli: lo sviluppo dell’antica città di Edo alla moderna Tokyo capitale del Giappone. L’affascinante intervento è impreziosito dalla mostra di alcune stampe che rappresentano lo sviluppo urbano della città. È stato fatto un interessante paragone fra lo sviluppo delle nazioni europee e il passaggio alla “modernità” (quantomeno, nella concezione occidentale del termine) e il relativo immobilismo storico del Giappone del tempo. Non tutti sanno, infatti, che Tokyo (Edo) è nata per volontà del capostipite della dinastia Tokugawa, al fine di creare una città castello in cui far alloggiare i capi militari.

La città che scompare

Il terzo intervento, tenuto dalla professoressa Paola Scrolavezza, parte dalla letteratura ma strizza l’occhio alla cultura pop e alle serie di Netflix. Il focus è sulla ridefinizione della mappa metropolitana di Tokyo in chiave distopica e utopica. La professoressa parte dalla letteratura post Fukushima: lo tsunami e il conseguente disastro atomico hanno lasciato, prevedibilmente, una traccia molto pesante sulla coscienza collettiva. Queste narrazioni parlano spesso di città disabitate. E una Tokyo disabitata è quella che si presenta anche agli occhi dei protagonisti di Alice in Borderland, serie Netflix di successo.

New wave Tokyo

Il professor Giacomo Calorio introduce invece la tematica del cinema: precisamente la quarta ondata del cinema giapponese. Da sempre la produzione filmica del Sol Levante si è concentrata su Tokyo, centro di produzione, ma anche argomento principale. Il film “per eccellenza” giapponese è infatti Tokyo monogatari. La dissertazione tratta dei film di Miike, come Shinjuku triad society e Ringu di Nakata Hideo. L’incrocio vuoto della stazione di Shibuya, tanto impressionante in Alice in Borderland citato dalla professoressa Scrolavezza, ricompare in un fotogramma di Shibuya bounce girls.

Distopie riproduttive

L’ultimo intervento è della professoressa Anna Specchio, che si occupa di letteratura femminile. L’argomento riportato è la città riorganizzata e le distopie riproduttive. Specchio prende in esame due diversi romanzi di due autrici per raccontare delle versioni alternative della città di Tokyo. Partendo dal presupposto che gli spazi urbani sono costruiti pensando agli uomini, le scrittrici si sono domandate: come sarebbe una città costruita su misura femminile? Pensate per la riproduzione? Ma i risultati non sono molto utopistici, quanto distopici, poiché la mano maschile è sempre presente nella costruzione di tali spazi urbani.



Giulia Taccori