“Io posso: due donne sole contro la mafia”, il nuovo libro di Pif e Marco Lillo

Pif e Marco Lillo raccontano una storia fortissima, simbolo della grande ferita irrisolta dell’Italia: da una parte abbiamo due casette distrutte, dall’altra un palazzo di otto piani. Secondo voi dov’è la mafia? E dove lo Stato?

Due sorelle finiscono al centro di una tenaglia terribile: da una parte c’è la mafia, dall’altra lo Stato.
La mafia le perseguita, lo Stato non le considera vittime. La sordità delle istituzioni si trasforma in vessazione.

I diritti d’autore di questo libro sono devoluti interamente a Savina e Maria Rosa Pilliu, protagoniste di questa storia, e ad altre iniziative antimafia.

Nel 1990 le sorelle Rosa e Savina Pilliu, quarant’anni, ereditano due casette dal padre, di due piani ciascuna, davanti all’entrata del Parco della Favorita, a Palermo. Un giorno un costruttore mafioso, Pietro Lo Sicco, va dal notaio e si dichiara proprietario di tutta un’area vicino al parco, compresa la zona dove si trovano le due casette. Chiede ai proprietari di tutte le vecchie case di vendergliele a un prezzo inferiore a quello di mercato. Le uniche a opporsi sono le sorelle Pilliu. Intanto, Lo Sicco corrompe l’assessore dei Lavori pubblici e, a pochi metri dalle casette delle Pilliu, riesce a costruire un palazzo di otto piani che le rende inagibili. Passano gli anni e questo edificio diventa un nascondiglio di latitanti. Sembra che la 126 di via D’Amelio sia partita da quel palazzo.Dopo trent’anni di processo – durante i quali vengono indagate, processate e poi assolte, subiscono minacce, e ricevono corone di fiori, vengono ricollocate in un palazzo abitato da mafiosi –, finalmente, le due sorelle vincono la causa. Ma non è finita. Le Pilliu non riceveranno mai alcun risarcimento, perché l’edificio ormai è stato ceduto a dei fondi di investimento. Tramite dei prestanome, poi, la più grossa famiglia di spacciatori di droga di Palermo sta comprando l’attico e il super attico a prezzi stracciati. L’Agenzia delle entrate spedisce una lettera alle sorelle e chiede una percentuale dell’importo, in teoria, risarcito. Lo dovrebbe pagare Lo Sicco, che però è fallito, quindi lo Stato si rifà su di loro. E poi, il Fondo per le vittime di mafia non accetta la domanda delle Pilliu, perché le due sorelle non sono state vittime della mafia.

Pif, all’anagrafe Pierfrancesco Diliberto, è stato a lungo autore e inviato delle Iene. Su Mtv ha condotto Il testimone. Ha diretto La mafia uccide solo d’estate (2013) e In guerra per amore (2016). Feltrinelli ha pubblicato …che Dio perdona a tutti (2018), il suo primo romanzo.

Marco Lillo è un giornalista d’inchiesta e scrive per “il Fatto Quotidiano”. Dirige la collana di libri PaperFirst. I suoi ultimi libri sono I re di Roma (2015; con Lirio Abbate), Di padre in figlio (2018) e Padrini fondatori (2018; con Marco Travaglio).



Claudia Ruiz