Fonte: www.thethaiger.com

Thailandia, uno youtuber scopre una nuova specie di tarantola

Se pensiamo ai ragni, la prima cosa che ci viene in mente è Spiderman, il supereroe della “Marvel” nato nel 1962 dalla penna dello scrittore Stan Lee e dall matita del disegnatore Steve Dikto. La storia dell’Uomo Ragno la conosciamo tutti. Il protagonista è Peter Paker, uno studente modello appassionato di scienze. Durante una dimostrazione scientifica sulla radioattività, viene morso da un ragno accidentalmente investito dalle radiazioni e acquista dei super poteri. Tuttavia, per molti i ragni sono sinonimo di paura e terrore. L’aracnofobia o paura dei ragni è probabilmente la paura più vecchia e diffusa nella cultura occidentale e non. Non ha di certo paura dei ragni il protagonista della storia di oggi. Il suo nome è JoCho Sippawat, youtuber  che ha scoperto una nuova specie di tarantola in Thailandia. 

Fonte: www.smithsonianmag.com

THAILANDIA: UNA NUOVA TARANTOLA NELLA FAMIGLIA DEI RAGNI

Ci troviamo nella foresta di Mae Tho, distretto di Mueang Tak, provincia di Tak nella parte nord-occidentale della Thailandia. Proprio qui, mentre passaeggiava nei dintorni di casa sua, JoCho Sippawat, instancabile viaggiatore da 2,5 milioni di follower e appassionato cultore della fauna selvatica del Paese, è stato il protagonista di una vicenda straordinaria. Nascosta tra le piante di bambù, una tarantola mai vista prima. Una scoperta che ha lasciato a bocca aperta gli zoologi e dato avvio a una ricerca pubblicata qualche settimana fa sulla rivista “Zookeys”. Sippawat, infatti, ha capito immediatamente di essersi imbattuto in una specie mai vista. Così ha inviato un’immagine del ragno via email all’aracnologo Narin Chomphuphuang, ricercatore presso il dipartimento di entomologia e patologia vegetale della “Khon Kaen University” in Thailandia. Ipotizzando si trattasse di una rarità, ha preferito recarsi direttamente sul posto per analizzarla da vicino prima di validare la tesi, comunicare ufficialmente la notizia e attribuire all’animale una tassonomia specifica. La tarantola è stata battezzata “Taksinus Bambus”, in omaggio al sovrano Taksin il Grande che ha governato la nazione dal 1767 al 1782. 

Fonte: www.nerdist.com

LA “TAKSINUS BAMBUS”, LA TARANTOLA DEI BAMBU’ DELLA THAILANDIA

“Questi animali sono davvero stupefacenti, – ha spiegato l’aracnologo Chomphuphuang – si tratta della prima e unica specie di aracnide a vivere in un ambiente naturale specifico”. La tarantola, infatti, vive esclusivamente negli steli scavati delle piante di bambù, un dettaglio che incuriosito non poco gli esperti. In genere, infatti, le tarantole che popolano l’Asia sudorientale vivono prevalentemente sulla terra. Quelle che vivono sugli alberi, invece, si spostano a seconda del clima, delle condizioni della pianta o della disponibilità di cibo. Al contrario, la “Taksinus Bambus” sceglie solo ed esclusivamente il bambù. La pianta, infatti, trattiene un’alta percentuale di umidità, aiutando il ragno a mantenere costante la propria temperatura, particolarmente importante per le tarantole, che mutano e perdono il loro esoscheletro. In più, la sua superficie scivolosa scoraggia e allontana i predatori. Sfruttando i fori creati da altri insetti per entrare, il ragno adatta la cavità interna della pianta alle proprie esigenze, costruiendo il proprio nido attraverso una serie di strutture fatte di ragnatela. “In nessun altro posto è stata intercettata una creatura simile. Evidenza che ci ha portato a confermarne l’unicità, almeno per quanto riguarda la Thailandia”, ha sottolineato lo scienziato.

THAILANDIA: UNA BIODIVERSITA’ DA PROTEGGERE

La scoperta della “Taksinus Bambus” riaccende i riflettori sulla straordinaria biodiversità che offre la penisola thailandese. E, forse, non ancora tutti se ne sono resi conto. “La nostra missione, – ha spiegato Chompuphuang – è studiare e salvare la biodiversità di queste foreste, tutte le piante e gli animali, indistintamente, con un’attenzione speciale a quelle dei microhabitat che sono maggiormente esposte a rischio estinzione“. Per fare questo è necessario “informare le persone, dando loro tutte le conoscenze possibili sulle diverse specie e la loro localizzazione. Poi, attivare una serie di misure che puntino a proteggere e tutelare le aree di interesse da inquinamento e sfruttamento indiscriminato”, ha aggiunto lo scienziato. Ad aiutare lui e gli altri addetti ai lavori nell’opera di sensibilizzazione JoCho Sippawat che, da due anni intrattiene gli internauti con i suoi reportage. Muovendosi senza paura tra scorpioni vulcanici, strani serpenti e pericolosi insetti, si addentra nelle foreste thailandesi alla ricerca degli animali da immortalare con la sua telecamera. La tutela del nostro pianeta passa anche da qui.



Catiuscia Polzella