Splitit ha chiuso, l’esempio di come in Italia si uccide l’ingegno

Claudia Ruiz

In MONDO / Claudia Ruiz / Comments

In un clima politico sempre più altalenante, poche parole sono state spese per gli imprenditori e i giovani che hanno voglia di mettersi in gioco impegnandosi in nuovi progetti aziendali.

L’Italia ha visto, infatti, negli ultimi dieci anni un progressivo collasso delle piccole e medio imprese, schiacciate da una pressione fiscale al di sopra degli standard europei e con normative che promettono di agevolare ma che non fanno altro che uccidere. Con un tasso di disoccupazione giovanile e over 50 che ritorna a salire, 2 milioni 866 mila inoccupati, l’Italia ha proprio deciso di distruggere ciò che in passato l’ha resa grande nel mondo: l’ingegno dei propri cittadini.

Esiste un trend opposto per quanto riguarda le startup innovative, dati che mostrano delle realtà imprenditoriali piccole ma molto coraggiose che cercano di farsi avanti tra il marasma politico ed economico del nostro Paese. Nel solo primo trimestre del 2018 sono state 276 le imprese innovative costituite online: tra queste, ben 108 sono state registrate nel solo mese di marzo. 

Con lo sviluppo tecnologico e l’avanzare delle esigenze degli utenti sempre più smart, un esempio di startup è Splitit, un’idea portata avanti con coraggio, creando un servizio innovativo inesistente fino a qualche anno fa.

Splitit era la prima Startup Italiana di collette online che contava 30.000 utenti, utilizziamo il tempo passato perché questa realtà imprenditoriale non esiste più, nel giro di pochi anni ha chiuso i battenti, non per mancati profitti, (addirittura la crescita nel 2018 era del 400% mese dopo mese), ma perché l’Italia si è mostrata ancora una volta indifferente verso chi lavora duramente per ottenere degli obiettivi. 

Non scendiamo nello specifico delle cause, non faremo un processo mediatico a chi sembra avere la responsabilità del fallimento, ci penseranno avvocati e giudici a determinare le colpe. Vogliamo cogliere l’occasione di questa notizia per sollevare un  grandissimo problema del nostro Paese: poche parole e zero intenti sono emersi per diminuire l’iva (22%), una pressione fiscale arrivata al 61%, per non parlare delle tutele necessarie contro la concorrenza sleale. Non sono forse le idee e il lavoro degli italiani il motore della nazione?

Speriamo di non dover più assistere alla chiusura forzata di un’impresa, e che le parole di Carlo Graziano, founder e CEO di Splitit, non debbano più essere pronunciate. Fino a quel momento gioiremo per la quota 100, noi che a quel benedetto numero non arriveremo mai.

Questo il commento del founder di Slititi, per la chiusura della startup tramite comunicato stampa: 

“È proprio così, la fine è arrivata. Inattesa, in un momento in cui tutto sembrava andare per il verso giusto, grazie alla fiducia e la soddisfazione degli utenti che ci hanno regalato in questi anni una crescita costante. Nel mese di giugno abbiamo raggiunto il nostro record in tutte le metriche (quote, collette, utenti, raccolto etc)…. e poi…la banca che ci forniva il servizio di pagamento per carte di credito e con cui collaboravamo da 3 anni, senza una motivazione fondata, e senza nessun preavviso ci sospende il servizio, causando un grave disservizio agli utenti che ci hanno scelto e di fatto schiacciando il nostro orizzonte di crescita”.