Crediti: La Luce di Maria

«Se c’è qualcosa che si deve sciogliere, questo è il cuore dell’uomo: allora affidiamo a San Gennaro questa bella intenzione»

Pure San Gennaro, a quanto pare, si arrende davanti alla pandemia da coronavirus. Il miracolo tanto atteso, auspicio di serenità per tutta la popolazione, quest’anno non è avvenuto.  La credenza popolare parla di segnali infausti. Il sangue del santo non si è sciolto ad esempio nel 1939 e 1940, gli anni che portarono alla seconda guerra mondiale. Altri eventi negativi nella storia, come nel settembre del 1973, periodo della diffusione del colera a Napoli e nel settembre del 1980, anno del terremoto in Irpinia.  «Se c’è qualcosa che si deve sciogliere, questo è il cuore dell’uomo. Allora affidiamo a San Gennaro questa bella intenzione».

Lo ha detto monsignor Vincenzo Papa, parroco della parrocchia Santa Maria Assunta al Duomo di Napoli, nell’omelia pronunciata durante la celebrazione della messa mentre la teca contenente il sangue di San Gennaro, ancora solido, è esposta sull’altare maggiore del Duomo alla venerazione dei fedeli. «Vorrei che pregassimo per coloro che si stanno impegnando negli ospedali e nelle case di cura, medici, infermieri e operatori sociosanitari, e tanti di loro hanno dato la vita», ha aggiunto monsignor Vincenzo Papa. Sul mancato rinnovarsi del miracolo della liquefazione del Santo patrono di Napoli, il parroco del Duomo ha detto: «Molti stanno chiedendo, e ora che succede? Non succede niente. Ci viene in aiuto la parola di Dio. Stasera a parlarci è San Gennaro, dice a me e a voi di ascoltare Gesù, la sua parola. Se c’è un miracolo che dobbiamo fare noi è sciogliere il nostro cuore, che ogni tanto si indurisce e si allontana dalla grazia di Dio. Questo cuore che ogni tanto diventa di pietra, facciamolo tornare cuore di carne, capace di palpitare ancora, di donare vita, un sorriso, una stretta di mano che non possiamo fare per la pandemia.

miracolo di san gennaro
Fonte: ecampania

San Gennaro – ha concluso monsignor Papa – ci dice che, se ascoltiamo Gesù, il miracolo avviene, non perché il sangue si scioglie o meno, ma perché si scioglie il cuore dell’uomo». Al termine di una lunga giornata di preghiera nella Cattedrale di Napoli, dunque, il sangue non si è sciolto e in serata la teca è stata riposta nella cassaforte custodita nella Cappella del Tesoro. Delusione tra i tanti fedeli, che – distanziati e con mascherine – si erano radunati nel Duomo. Quello di oggi tra l’altro è stato l’ultimo miracolo sotto la guida dell’ Arcivescovo, Cardinale Crescenzio Sepe, che a breve lascerà la guida della Diocesi di Napoli. 

Quest’anno, per rispettare le norme anti-Covid, le celebrazioni si sono svolte sull’altare principale del Duomo mentre tradizionalmente le funzioni legate al terzo miracolo dell’anno si svolgono nella Cappella. Ma Il sangue era solido, e a nulla erano valse le due messe celebrate nella mattina e le preghiere delle «parenti»! di San Gennaro, le anziane donne a cui sono affidate le preghiere, e dei fedeli presenti. Così alle 12 la teca era stata nuovamente riposta nella Cappella e la Cattedrale aveva chiuso le porte, per riaprirle alle 16.30. La speranza è stata vana, mentre risuonavano le preghiere e cresceva la preoccupazione dei napoletani. Secondo alcuni, nel sentimento popolare il mancato scioglimento del sangue in occasione del terzo miracolo dell’anno non prelude ad eventi negativi o catastrofici che invece si pensa possano accadere se il miracolo non avviene il 19 settembre, giorno di San Gennaro, ma l’associazione con il triste 2020 e gli avvenimenti recenti nella città è stata immediata. 



Alessandra Filippello