Quanto costa rifare l’impianto elettrico

Oggi la corrente elettrica è diventata un bene primario per ognuno di noi, tuttavia può risultare pericolosa se non “circola” nelle abitazioni in maniera corretta. È importante infatti avere a casa un impianto a norma di legge, per salvaguardare la salute e l’incolumità d chi vive all’interno di essa.

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Se hai un impianto obsoleto o comunque che non rispetta i requisiti di sicurezza stabiliti oggi dalla normativa vigente (in particolare della CEI 64-8), è giunto il momento di prendere contatti con un professionista che possa rifarti tutto e far sì che l’impianto elettrico sia sicuro e a regola d’arte.

Ogni volta che si decide di rifare l’impianto elettrico in modo che rispetti le normative del Comitato Elettrotecnico Italiano, è importante innanzitutto informarsi su quelli che sono i costi da affrontare.

Ed è proprio su questo aspetto che andremo a soffermarci nei prossimi paragrafi: stabilire cioè a quanto ammonta la spesa di un nuovo e moderno impianto elettrico.

Certificazione obbligatoria sulla dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico

AL di là dei costi da affrontare per il rifacimento di un impianto, devi sapere che ci sono degli iter burocratici da seguire.

A completamento del lavoro, con il nuovo impianto installato, viene infatti rilasciata la dichiarazione di conformità (o DI.CO.). Si tratta di un documento che dev’esser rilasciato ad ogni nuova installazione, modifica o rifacimento di un impianto di elettrico (spesso si rilascia pure per altri tipi di impianti) e serve a dare prova che l’impianto sia stato realizzato a norma.

Può essere rilasciato solo da imprese edili abilitate, ovvero che hanno i requisiti professionali previsti dall’art 4 del D.M. 37/2008. Il tecnico che redige il certificato di conformità, andrà a presentare anche una relazione contenente l’elenco e la tipologia dei materiali impiegati e lo schema dell’impianto evidenziato nella planimetria dell’immobile del progetto.

Quando invece la DI.CO. è volta a certificare  la conformità di un impianto esistente che è stato installato prima del 2008, è necessario rilasciare la dichiarazione di rispondenza, detta Di.Ri. In questo caso non è obbligatorio controllare lo stato dell’impianto elettrico quando viene stipulato un nuovo contratto di affitto o compravendita ma, spesso, gli affittuari/acquirenti lo chiedono.

Tutti gli interventi atti attirare rifacimento di un impianto elettrico obsoleto

Per capire davvero che spesa devi affrontare per rifare un impianto elettrico vecchio, devi sapere quali sono gli interventi di manutenzione da fare.

Tra i primi lavori abbiamo sicuramente la parte dalle opere murarie, come aprire e chiudere tracce a muro, a pavimento, o a soffitto per innestare i corrugati al cui interno scorrono i fili dell’impianto. Tale intervento rappresenta solo un terzo del costo di tutto il lavoro. 

Ovviamente prima di dare il via alle modifiche, è bene farsi dare un preventivo a cui vanno sommati anche la manodopera per l’assistenza muraria e il compenso per la certificazione della conformità dell’impianto.

Ad ogni modo, il costo di un impianto elettrico cambia in base alla grandezza della casa.

Ad esempio, un appartamento piccolo di 40 metri quadrati, necessita all’incirca l’installazione di 35 punti luce, uno di 70 mq 60 punti luce e un appartamento di 100 mq 80 punti luce.

In genere ogni punto luce costa circa 50 euro, inclusi la manodopera ed i materiali necessari per la realizzazione del punto luce (vedi ad esempio le serie civili BTicino).

Non sono invece inclusi nel prezzo il montaggio di faretti, lampade, lampadari e luci al LED.

Se monti circa 60 punti luce a 50 euro cadauno, il lavoro ti verrà a costare circa 3 mila euro, con manodopera e materiali inclusi per effettuare il tutto.

Da parte verrà calcolato invece l’eventuale montaggio di faretti, lampade, lampadari e luci al LED.

Il costo di un impianto elettrico in una casa da 100 mq è di circa 4 mila euro, mentre in una casa da 120 mq il costo è di poco più di 5 mila euro. In una casa da 150 mq ci vogliono invece 6 mila euro.

Partendo da questi parametri le aziende di elettricisti che si occupano di questa tipologia di lavoro effettuano un listino prezzi orientativo che comprende la manodopera, salvo sconti, spesso contemplati sui lavori di ristrutturazione completa.

Detrazioni fiscali per rifare l’impianto elettrico

Sempre nel contesto del costo, sappi che il rifacimento di un impianto fotovoltaico può essere detratto in dichiarazione per un importo percentuale del 50%.

Le somme spese si recuperano con dieci rate annuali di uguale importo. Il limite di spesa è di 96 mila euro per ogni unità immobiliare.Per l’accesso alle detrazioni si devono farsi tutti i pagamenti tracciabili, meglio se con bonifico. In detrazione va indicato  il riferimento alla legge 16-bis del Dpr 917/1986 come causale.

Prima di chiedere l’intervento del tecnico va presentata la CILA al comune pratica edilizia necessaria per la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata.Il rifacimento dell’impianto elettrico civile va posto in essere in vecchie abitazioni, in quanto nelle nuove o comunque nelle case di recente costruzione solitamente sono predisposti già impianti moderni e a norma.



redazione