Quando evocare i bambini morti diventano un gioco

Il fenomeno soprannominato “Charlie Charlie Challenge” ha spopolato sul web negli ultimi mesi, milioni di ragazzi postano sui social media video in cui simulano una seduta spiritica “fai da te” in cui si evoca lo spirito (demoniaco) di un bambino morto suicida di nome Charlie. Come si gioca? charlie-charlie Il gioco di per sé è semplice: basta posizionare due matite a croce su un foglio con scritto le parole Sì e No nei quattro angoli, poi occorre ripetere due volte “Charlie Charlie, ci sei?” e aspettare che l’anima si manifesti tramite lievi movimenti della matita verso il Sì.

Il meccanismo ricorda un po’ della tavola Ouija, attraverso la quale si pongono domande allo spirito evocato. Tra i molteplici video che girano su Internet molti hanno un carattere goliardico e gli autori prendono alla leggera i gesti che compiono, senza rendersi conto che, tra uno scherzo e una risatina, stanno attuando un rito vecchio secoli, espressamente proibito da molti testi sacri, tra cui la Bibbia. Fuori controllo Ciò che sembra iniziato come un gioco (noi non ne siamo sicuri) sta però degenerando, sia per il numero spropositato di evocatori che danno seguito al rito, sia perché lo stesso sta raggiungendo fasce sociali indifese. In molte scuole medie ed elementari i dirigenti scolastici hanno trasmesso circolari a insegnanti e genitori volte ad arginare il fenomeno in quanto durante le pause tra le lezioni sempre più ragazzi cercano di spaventarsi a vicenda con la macabra invocazione.

I ragazzi si dicono consapevoli del fatto che la matita si muova per il fiato che si emette dicendo la frase e che non si tratti di una vera invocazione del demonio. Tuttavia una volta innescata la spirale della suggestione supera i limiti del buonsenso: sono già state pubblicate da diversi giornali le testimonianze di ragazzi che hanno raccontato di strani accadimenti, in alcuni paesi intere classi sono terrorizzate e i bambini non dormono più, hanno paura, sono assaliti da incubi e tanti hanno come effetto uno stato emotivo alterato.

Molti ragazzini si sono fatti trascinare da questo fenomeno che più che un gioco appare sempre più come un modo dei giovani di provare inconsciamente il contatto con il mondo esoterico attraverso un vero e proprio atto invocatorio/divinatorio spiritico anche se é posto come giochino innocente… di fatto si evoca una presenza, un’entità occulta. Con l’occulto non si gioca Già in passato abbiamo avuto testimonianza di quanto lo spiritismo possa facilmente ritorcesi contro chi lo pratica. Famosa è la testimonianza di Padre Francois Dermine, (Presidente del GRIS) che per tanti anni ha avuto il mandato di esorcista: “conosco una signora che dopo aver fatto spiritismo ha iniziato a sentire voci che le dicevano di uccidere, di uccidersi e tante altre cose negative che le facevano scoppiare la testa. Ha iniziato una serie di esorcismi ma non è stato facile liberarla, ci sono voluti anni di sofferenza e insonnia.”

La prima cosa che generalmente viene consigliata a chi resta vittima dei demoni evocati tramite le proprie suggestioni è di rivolgersi a uno psicologo. Tuttavia se la situazione non dovesse migliorare spesso il consiglio diventa quello di andare da un parroco e chiedere una benedizione, ripetendo le promesse battesimali e le rinunzie, specificando di rinunciare al demonio Charlie e allo spiritismo in generale. Il tutto senza esasperazioni che potrebbero solo fomentare l’autosuggestione! I bambini sono molto emotivi e l’emotività in questo caso può giocare brutti scherzi. Solo se il danno é grave il parroco ricorrerà all’esorcista. Scherzare col fuoco Non spero di convincervi attraverso questo breve articolo che la matita sia mossa da un soffio di vento piuttosto che dal vero Charlie! Preferisco porvi una domanda: perché tenete chiuso il cancello di casa? La risposta è semplice: perché altrimenti chiunque potrebbe entrare…



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