L’Arabia Saudita ci pensa da sola a distruggere la propria cultura

E’ questo il modo in cui finisce il mondo
è questo il modo in cui finisce il mondo
è questo il modo in cui finisce il mondo
non già con uno schianto, ma con un piagnisteo
T.S. Eliot

Mai come ora abbiamo assistito a una distruzione così grave del Medio-Oriente, zona calda degli scontri militari tra le principali potenze mondiali. Le notizie delle migliaia di vite falciate dai bombardamenti e dagli attacchi dei guerriglieri sembrano essere all’ordine del giorno, quasi non ci facciamo più caso. Per non parlare della distruzione dei monumenti e dei patrimoni artistici che sta rendendo la culla della civiltà umana un deserto senza più identità. Ogni giorno un pezzo della storia antica viene distrutto, ogni giorno il mondo perde un pezzo della sua vita. Tuttavia non è sempre la guerra ad avere un ruolo fondamentale nella rovina di un Paese. E non sempre la rovina riguarda solo i paesi in crisi. In Arabia Saudita, per esempio, non vi è in atto alcuna guerra. Essa inoltre rappresenta uno dei Paesi più ricchi al mondo, soprattutto grazie al commercio del petrolio, di cui vanta una fonte eccezionalmente ricca. Nonostante queste condizioni, sembra che il Paese stia facendo di tutto per auto-distruggersi culturalmente.

Il Wahhabismo

L’Arabia Saudita è governata da una monarchia assoluta che ha preso il Wahhabismo come religione di Stato. Si tratta di una riforma religiosa ultra-conservatrice che, pur facendo parte dell’Islam, se ne discosta per la durezza del suo credo e del suo tradizionalismo. Il pensiero wahhabita, con il pretesto del ritorno alle origini del “vero” Islam, mira a un culto religioso estremamente rigido e a un’obbedienza cieca di tutto ciò che è scritto nel Corano. E’ quel tipo di Islam che non permette alle donne di vivere la propria vita senza dipendere da un uomo, quel tipo di Islam che inculca l’odio e che fomenta il terrorismo.  I wahhabiti si ritengono gli unici detentori della dottrina musulmana e respingono tutte le altre forme di Islam, considerate “eretiche”. Nonostante sia di fatto una minoranza rispetto alle altre riforme islamiche, il Wahhabismo ha grande potere mediatico sulla penisola arabica e sul mondo occidentale, al punto da diffondere la convinzione (errata) che l’Islam sia questo: un insieme di fanatismo e odio incontrollato.

La distruzione della cultura

Nel caso dell’Arabia Saudita, il conservatorismo religioso gioca in prima persona sulle leggi e sull’amministrazione del Paese. Oltre a vietare alle donne di guidare e ai cittadini di avere contatti con “gli infedeli”, tuttavia, il Wahhabismo contribuisce a danneggiare la cultura della nazione. La famiglia reale si impegna nel distruggere sistematicamente i monumenti storici del territorio, sia cristiani che musulmani. Si stima che dal 1985 ad oggi, il regno saudita abbia fatto sparire dalla memoria fino al 98% del patrimonio culturale islamico tra siti storici, santuari e mausolei. Presa dalla vertiginosa crescita economica degli ultimi anni, il paese non ha badato a scrupoli: proprio nel 2015 ha raso al suolo una moschea fondata dal primo califfo dell’Islam e al suo posto ha costruito una banca. Perchè la comunità islamica non ferma questo scempio? Semplice, il Regno Saudita possiede e controlla i due luoghi più importanti dell’intero Islam: la Mecca e Medina. Questa supremazia, unita all’enorme influenza che il paese esercita sull’Occidente, gli permette di agire indisturbato.

Tuttavia, la distruzione dei principali siti islamici non sembra dipendere solamente dalla necessità di estendere il proprio dominio economico. Sembra quasi che lo Stato Saudita voglia cancellare la memoria collettiva del suo popolo. Sul monte Uhud, a Medina, vi è una fessura in cui Maometto si riparò durante una storica battaglia, e per anni è stata meta di numerosi pellegrinaggi. Ebbene, quella fessura è stata riempita con il cemento e recintata. Come se non bastasse, alla Mecca è stato presentato il progetto di costruzione di un palazzo proprio sopra il luogo di nascita di Maometto, il quale poco dopo è stato circondato da cartelli che mettevano in dubbio che lì vi fosse veramente nato il profeta.

E’ in questo modo che il Wahhabismo elimina le tracce del passato dell’Islam. Essendo contrario all’adorazione dei falsi idoli, annienta tutto ciò che possa distrarre i fedeli dall’unica adorazione consentita, quella di Allah. E’ in questo modo, quindi, che un Paese può sterminare la propria cultura senza che la guerra giochi alcun ruolo. E’ in questo modo che il mondo perde per sempre, pian piano, la sua umanità.



Monica Valentini