Probabile addio alla mascherina all’aperto dal 1 ° o dal 5 luglio, Draghi: “Ci vuole prudenza”

La campagna vaccinale in Italia prosegue, la strada che si è deciso di percorrere sembra essere quella giusta. Complice anche il clima estivo il quale, come specificato dagli esperti, contribuisce a rendere meno efficace il covid-19 e la sua diffusione. Nonostante ciò, l’universo vaccini non smette ancora di suscitare dubbi ed incertezze anche all’interno delle diverse opinioni mediche. Si pensi a tutte le polemiche che ruotano intorno al vaccino AstraZeneca. Dai casi di decesso a quelli che prevedono una seconda dose diversa, se alla prima fosse stato somministrato il vaccino incriminato, ovvero AstraZeneca. Tuttavia, grazie anche alla forte volontà dei giovani italiani – i quali responsabilmente e consapevolmente hanno scelto di vaccinarsi – il rischio di contagio in futuro potrebbe poco a poco svanire e con esso anche l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto.

La mascherina, nostra alleata dal primo giorno alla lotta al covid-19, potrebbe non essere più necessaria all’aperto.

Questa è la notizia che negli ultimi giorni sta circolando e sta anche facendo molto discutere. Se il 21 giugno è stato indicato come probabile giorno in cui tutta l’Italia diventerebbe zona bianca, sono il 1° o il 5 luglio le date in cui possibilmente decadrà l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. Mentre in un primo momento i rumors avevano previsto come data il 15 luglio, sembra che l’abbandono delle mascherine nei luoghi all’aperto venga anticipato.

Per quanto le notizie di questo tipo tendano a circolare rapidamente lasciando spazio a diversi fraintendimenti, in questa sede si vuole ricordare che è ancora un’ipotesi. Ciò non esclude che quello dell’abolizione della mascherina è comunque un passo decisivo di cui il governo Draghi si sta occupando, anche se con molta cautela.

Prima del 21 giugno, sono tante le regioni italiane che sono diventate bianche. E ciò vuol dire in primo luogo, niente coprifuoco. Una parola, quella del coprifuoco, che fino a qualche anno fa non significava nulla a livello nazionale, e che invece, ha rappresentato il nucleo delle nostre speranze degli ultimi mesi.

Stando all’andamento ottimale delle vaccinazioni è giusto riservare quel briciolo di speranza anche in quello che potrebbe essere un domani in cui almeno la mascherina potremmo tenerla in tasca.

Infatti, sarà necessario comunque portare sempre con sé la mascherina ed indossarla in caso di assembramenti.

Draghi, tuttavia, non smette di fare appello alla prudenza dichiarando che “è vero che stiamo uscendo dalla pandemia, ma non ne siamo ancora fuori”. Parole di un premier che teme di commettere errori e punta allora, ancora una volta, alla gradualità.

I contagi stanno calando, le persone si stanno vaccinando e il covid-19 è adesso un nemico da poter sconfiggere con le giuste risorse. A preoccupare, però, e soprattutto a spingere verso un lento e graduale ripristino della normalità, oggi sono le varianti.

Il Regno Unito, uno dei primi paesi ad aver detto addio alla mascherina all’aperto, oggi rischia a causa della variante Delta.

Il piano di quattro fasi previsto dal primo ministro britannico, Boris Johnson, ha subito un arresto a causa di una variante del covid-19 che ha fatto rialzare drasticamente i contagi. Il “freedom day” britannico previsto per il 21 giugno è stato rimandato di un mese proprio a causa della variante sopra citata.

Il premier britannico si è dimostrato molto preoccupato per una variante che si sta diffondendo molto velocemente, e che necessita di tempo per essere superata. Preoccupazioni corrette, che se da un lato rendono difficile accettare un’altra condizione di chiusura, dall’altro dimostrano un governo unito pronto a superare quest’altra emergenza.

L’Italia non può rimanere indifferente dinanzi a tali situazioni ed è dunque necessario determinare possibili ipotesi, come quella dell’addio alla mascherina. Soluzioni probabili che dovranno sempre essere accertate dai dati e dai grafici giorno dopo giorno.

L’esempio del Regno Unito è importante perché insegna che fare previsioni definite è sicuramente un modo ottimale per progettare al meglio la ripresa del proprio Paese. Tuttavia, in questo caso le dinamiche di diffusione del virus sono imprevedibili ed è, allora, giusto intervenire per invertire il cammino precedentemente designato.

Anche Francia, Germania, Spagna e altri Paesi in cui la campagna vaccinale sta avendo gli esiti desiderati, si preparano ad un’estate senza mascherina. Per il momento, però, l’obiettivo è tenere sotto controllo le varianti.

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, ha inoltre affermato a La Repubblica:

Tutti gli studi ci dicono che in una situazione epidemiologica sotto controllo come in Italia la possibilità di contagio all’aperto con la metà della popolazione vaccinata almeno con la prima dose è quasi nulla. Ma non dobbiamo dimenticare che la mascherina resterà un accessorio da portare sempre con noi perché in determinate situazioni, in fila dal gelataio o allo stadio, per non correre rischi dovremo essere pronti ad indossarla

Dunque, per quanto l’Italia sembri essere pronta a salutare definitivamente la mascherina, deve comunque fare i conti con tutte le variabilità del caso. La priorità è ancora per i vaccini. Solo così si potrà raggiungere quel traguardo “realistico” – così come definito dal ministro della Salute Roberto Speranza – che è l’abolizione dell’uso della mascherina.



Giulia Grasso