ItaliaCheVale: Blondesister è la startup beauty che parla alla Generazione Z (e non solo!)

Genovese e classe 1993: Carolina Amirfeiz è una giovane imprenditrice con background manageriale che sta rivoluzionando il settore della cosmesi italiana attraverso Blondesister, la sua startup innovativa che punta ad unire in modo smart Generazione Z e mondo della cosmesi Made in Italy.

Con la sua invenzione, il mascara multiuso 4 in uno, Carolina punta ad entrare nel beauty case di tutti i teenager (e non solo) per offrire prodotti di make-up di qualità, vegani, 100% italiani e capaci di raccontare l’essenza della nuova generazione.

Ho avuto il piacere di fare due chiacchiere con Carolina per farmi raccontare la storia del suo brand e della sua passione per la cosmetica. Da questa chiacchierata capirete principalmente una cosa: Blondesister è molto più che un brand Made in Italy.

Siete curiosi? Venite con me.

Ciao Carolina, raccontaci qualcosa di te e del tuo background. Quando hai capito che ti saresti buttata nel mondo della cosmesi?

Io vengo da una formazione economica manageriale perché ho lavorato e lavoro tutt’ora in una multinazionale a Milano in ambito Finance, quindi un mondo completamente diverso da quello della cosmetica. Quando ero piccolina, uno dei miei più grandi sogni era proprio quella di realizzare una linea di make-up perché ho sempre trovato affascinante il mondo dei trucchi. Dopo il liceo volevo fare la truccatrice ma sono finita a studiare economia (ride). Con il lockdown sono tornata da Milano a Genova, a casa, e ho iniziato a passare tantissimo tempo con la mia famiglia. A me piace chiamarla 2.0, perché i miei genitori si sono separati ed entrambi risposati e mi hanno regalato 6 fratelli teenager. Passando tanto tempo con loro nel lockdown, abbiamo iniziato a condividere la beauty routine e mi sono accorta che nel mondo della cosmetica mancavano brand Made in italy dedicati ai giovani. Tenendo conto della mia esperienza manageriale, ho deciso di fondare un mio brand italiano per colmare questo gap. E’ da qui che nasce il progetto Blondesister, perché oltre ad essere la sorella bionda di sei fratelli, mi reputo la “sorella della porta accanto”.

Parliamo subito della tua idea (super smart!) di creare un mascara 4 in 1: come ti è venuta?

Il mascara è uno dei miei prodotti preferiti e mi sono accorta che molte ragazze avevano nel beauty più mascara per ottenere effetti diversi. Quindi, questa riflessione, mi ha permesso di raggiungere uno degli obiettivi che mi ero prefissata prima di costruire la linea: creare prodotto multiuso e versatile. Da questo, nasce il mascara 4 in 1 perché ho cercato di reinventare il concetto del mascara con un semplice click. Infatti, lo scovolino del mascara cambia forma ad ogni click e il cliente può utilizzare un mascara alla volta o tutti e quattro gli scovolini per ottenere un effetto totalizzante, in base al mood e alle ciglia che si vogliono ottenere. Compri un mascara ma in realtà ne hai quattro e questo riduce lo spreco di prodotti e packaging.

Avere un brand Made in Italy nel 2021 cosa comporta? Come vengono realizzati i tuoi mascara?

Mi affido ad un fornitore di Crema dopo aver fatto uno scouting incredibile nel 2020 e dopo aver scoperto che l’Italia è il polo della produzione cosmetica. Una volta al mese vado sempre dal mio fornitore, io creo il concept del prodotto e loro mi aiutano a realizzarlo nel concreto.

Nella tua storia, il binomio imprenditoria femminile e Made in Italy è molto forte: cosa vuol dire ad oggi avere una startup nel settore beauty?

E’ una sfida enorme e ci sono vantaggi e svantaggi nel creare una startup in Italia. Come dicevo, l’Italia è un’eccellenza mondiale nella produzione di make-up perché oltre il 75% dei prodotti consumati in tutto il mondo provengono dall’Italia quindi siamo i più forti. I talenti che ci sono in Italia, secondo me, non ci sono in nessun’altra parte del mondo, il nostro Paese è il più bello al mondo e sappiamo cosa sia il concetto di Made in Italy. Purtroppo, però, l’Italia non è pronta per le startup: sono aziende con capitali di rischio, ci sono banche di investimento, ci sono venture capital e Business Angels ma purtroppo ci sono tante chiacchiere e poca sostanza. Proprio per questo, è molto complicato.

Raccontaci in anteprima i prossimi passi del brand: quali sono gli obiettivi da qui al 2022\2023?

Ampliare la gamma prima di tutto e lanciare entro la fine del 2021 una piccola linea composta da più prodotti. L’obiettivo è quello di consolidare e penetrare bene nel mercato italiano per il 2022\2023 per poi in una fase successiva internazionalizzare il brand!



Valentina Brini