Intervista ad Agronomist: “Hype Blog” parla dell’ansia da opinionista

Dopo la pubblicazione nel 2020 di “WOW”, il suo primo singolo ufficiale da solista prodotto dai Gumma Vybz, Agronomist si mette di nuovo in gioco su una produzione musicale che definisce “cupa, martellante ed energetica” firmata HLMNSRA, producer siciliano di stanza a Londra che, ultimamente, ha legato il suo nome al talento di Flohio.

Abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con Agronomist per farci raccontare qualcosa in più su di lui e sul suo brano Hype Blog.

Curiosi? Venite con noi.

Raccontaci qualcosa di te e del tuo percorso musicale: come è iniziata la tua passione per la musica? Quando hai capito di volerti buttare in questo mondo?

Ho iniziato suonando il piano in quarta elementare per poi avere un’illuminazione non appena ho scoperto quelle che la gente chiama “pianole”, con i suoni e i ritmi. Ne scoprì a casa di amici e parenti e poi chiesi subito ai miei di comprarmene una, che ancora conservo nella mia mansarda/studio in Basilicata. Da lì, credo, ho auto-piantato un seme di quello che volevo fare, ossia produrre e cantare. Infatti accantonai parecchio lo studio del piano, per iniziare a sperimentare con suoni, ritmi, accordi. Poi ho continuato anche con lo studio degli strumenti, fortunatamente. Piano, clarino, chitarra ecc. Anche nel mondo del canto e del rap mi ci sono tuffato molto presto: se non erro, in prima media avevamo già scritto il primo pezzo inedito, insieme a Gennaro degli Smania Uagliuns, con cui abbiamo vinto anche il festival locale (lol).

Come definiresti il tuo sound? Ti ispiri a qualche artista in particolare?

Faccio fatica io stesso a definirlo: dipende molto dal singolo brano. Finora, da solista, ho pubblicato dei pezzi che in comune hanno sicuramente il sound di matrice britannica/west coast con sfumature drill e trap, ma il tutto sempre mixato con il funk italiano. Poi ho pubblicato dei freestyle su strumentali synth pop. Sicuramente nelle mie produzioni future farò convergere queste mie anime diverse, dando spazio sempre al rap sperimentale, insieme al funk, rock, elettronica. Io lo chiamo Psychedelic Rap, gusto per giocare con i nomi. Mi ispiro a tantissimi artisti di diversa estrazione ed epoche. In questo periodo sto ascoltando moltissimo rock, quindi rispondo Iggy Pop, sulla scia di questo momento.

Parliamo di “Hype Blog”, il tuo ultimo singolo. Come è nato e perché?

È nato in maniera ultra spontanea. Cerco sempre di far sì che la mia musica sia vera e spontanea. Questo brano, nello specifico, è nato in freestyle, scambiandoci delle idee e dei beat via dm di Instagram con HLMNSRA, durante il primo lockdown, lui a Londra, io a Roma. In 24 ore era scritto, poi ho solo aggiunto le armonizzazioni e altri dettagli, e in seguito sono andato in Sicilia per il mix e il master.
Sicuramente nasce dall’esigenza di dire delle cose che avevo nell’esofago circa l’opinionismo da social, il cavalcare i trending topic e i personaggi del momento, solo quelli sotto i riflettori, tralasciando o dimenticando chi ha creato dietro le quinte o in silenzio, da anni, magari con una qualità maggiore e con delle cose da dire. The music revolution will be not televised!

Cosa vuoi comunicare con questo testo?
Sicuramente il concetto, che va anche oltre la musica, che non bisogna accettare passivamente quello che i blog, i media, gli influencer o l’establishment ti propone, ma bisogna scavare, ricercare, essere curiosi, critici, ribelli, differenti, non per forza tramite la propria bacheca Facebook, ma con dei gesti, delle azioni e piccole rivoluzioni. Esempi concreti? Non esistiamo solo se postiamo, esistiamo se viviamo davvero. E noi artisti non esistiamo solo se siamo sulla bocca di tutti o a Sanremo, esistiamo nel momento stesso in cui creiamo un’opera d’arte degna di nota, anche se viene fruita da 10 persone. E fortunatamente non è questo il nostro caso, perché Hype Blog ha superato già i 40.000 stream su Spotify. Ma più che gli stream mi interessa chi mi scrive dicendo che il brano gli piace e che gli comunica qualcosa.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Nuovi singoli da solista in uscita?
Ho davvero molta musica ed essendo, per il momento, indipendente, devo fare ordine tra i pensieri, i brani, le mie possibilità e la vita. Capire la strada giusta. Oltre a dei bellissimi progetti con la mia band, Smania Uagliuns, in uscita nei prossimi mesi, sto lavorando a vari featuring, remix, b-side project… e soprattutto al mio primo progetto solista, tutto scritto, cantato, prodotto e arrangiato da me.

I sogni nel cassetto di Agronomist: quali sono?
Continuare ad avere ispirazione e smania di scrivere, creare e fare musica, comunque vadano le cose. Se ciò si evolverà, in qualunque forma, portandomi a sempre più gente, già avrò vinto tutto. E in più fare un feat. con Andre 3000 non sarebbe affatto male.



Valentina Brini