Intervista a Martino Iacchetti: “Nuoteremo in mare è il nuovo singolo de Il Moro!”

È disponibile da martedì 22 dicembre “Nuoteremo in mare”, il nuovo singolo de IL MORO, la giovane band capitanata da Martino Iacchetti. Online dallo stesso giorno anche il suggestivo videoclip diretto da Swedish Flamingo Filmmakers.

Il brano, prodotto da Marco Ulcigrai (Il Triangolo, I Ministri), descrive con straordinaria sensibilità la cruda realtà in cui tutti noi siamo stati catapultati a inizio anno, con cui abbiamo dovuto imparare a convivere e di cui, chi più e chi meno, porta cicatrici indelebili sul cuore: quella della pandemia. Ascoltando le parole è inevitabile che emergano in superficie i ricordi di ciascuno sui duri mesi passati, sui giorni scanditi dalla paura, dall’incertezza e dalla stanchezza. Il messaggio finale è però di speranza: torneremo a scuotere i capelli al vento, a urlare al vuoto, a nuotare in mare in libertà, ad amare chi ci pare.

Del brano e di molto altro ne abbiamo parlato con il leader della band Martino Iacchetti.

Cosa sognavi di diventare da bambino? 

Uno dei miei più grandi sogni è sempre stato quello di fare musica, di fare parte di una band, di fare concerti, di scrivere canzoni e di sentirle cantate da altre persone. Da piccolo (prima di iniziare per davvero a suonare chitarra e pianoforte), con quello che avevo in camera, costruivo delle specie di strumenti musicali, alzavo la musica al massimo e mi immaginavo sui palchi, insieme a tanti altri musicisti, a fare musica e divertirci. Negli anni mi sono sempre portato dietro queste immagini, sempre nella mia camera, sempre con la musica alta.

Quando hai deciso di far diventare la passione per la musica un lavoro?

Quando ho capito che quello che scrivevo piaceva e poteva essere tramutato in canzone. Ho sempre scritto tanto: canzoni, pensieri, frasi, racconti…e soprattutto quando ho avuto il coraggio di portare nella musica e nella scrittura le parti più “oscure” di me, diciamo così, o più segnate da alcune esperienze della vita che sentivo di voler condividere con gli altri.

Sei leader della band IL MORO. Ci racconti com’è nato questo progetto?

Il Moro è nato nel 2014, grazie all’incontro con Mattia Foglia, Daniele Ferrazzi e poi Stefano Caniati (gli allora bassista e chitarrista della band e l’attuale batterista), in un momento in cui non mi interessava più lavorare come solista e volevo una band più di ogni altra cosa. L’incontro con loro ha portato al primo EP “Autoritratto”, ai primi due singoli, ai concerti e ad una ricerca artistica molto proficua che ha fatto crescere il gruppo sia musicalmente che umanamente. Ora le strade con Mattia e Daniele si sono divise, alla chitarra è arrivato Tommaso Angelini, un chitarrista eccezionale. Certo, quegli anni fanno ovviamente parte della nostra storia, senza cui Il Moro non esisterebbe, li ringrazierò sempre tanto. In questo ultimo anno abbiamo aperto un nuovo capitolo, che ha portato alla produzione di “Nuoteremo in mare”.

Perché vi chiamate IL MORO? 

Non c’è una ragione particolare, a dire il vero. Ci siamo scervellati per mesi nella ricerca di un nome che avesse senso e che parlasse di noi in modo pieno ma allo stesso tempo sintetico. Non lo trovavamo, non ce ne piaceva nessuno di quelli che ci venivano in mente. Un giorno Mattia disse: “Perché non ci chiamiamo Il Moro?”. Un nome semplice, corto, con un bel suono. Ci è piaciuto subito. E poi ci siamo accorti che eravamo tutti mori di capelli…

Il vostro nuovo singolo è “Nuoteremo in mare”. Da cosa è stata ispirata? Qual è il suo messaggio?

“Nuoteremo in mare” è nata durante il primo lockdown di marzo-aprile, parla di quel senso di chiusura, di impotenza e di paura per il futuro con cui tutti purtroppo abbiamo avuto e stiamo avendo a che fare in questo momento storico. É una canzone che è anche testimonianza del nostro tour sui balconi che ci ha visti protagonisti in 12 date a Milano e dintorni quest’estate, un’esperienza umana e musicale pazzesca, davvero indimenticabile. É una canzone che apre alla speranza di poter tornare ad essere ciò che siamo in tutto e per tutto, senza limitazioni, senza restrizioni, senza spavento. Un futuro che speriamo di poter ritrovare presto, abbiamo troppo bisogno di stare vicini e far uscire questa canzone sotto questo particolare Natale voleva anche essere un modo per abbracciare le persone, per dare loro solidarietà ed emozioni.

Martino, sei figlio del noto conduttore Enzo. Come vivi l’essere indicato come “figlio di”? Ha mai minato al tuo percorso musicale?

Il “figlio di” è una condizione a cui ormai mi sono abituato da tempo. Sono orgoglioso di mio padre da sempre, orgoglioso del mio cognome e della sua storia, ma non ne sono per nulla fanatico né approfittatore, come molti, purtroppo, ancora pensano. Mi dispiace che qualsiasi cosa faccia, in teatro o in musica, venga vista da alcuni come qualcosa da criticare a prescindere, senza un’argomentazione derivante da una critica soggettiva. Questo non cambierà. Ci sono tantissime persone che invece credono in ciò che faccio (senza doverne sempre parlare bene per forza). Cerco di nutrirmi di questo invece che arrabbiarmi. Una volta mi arrabbiavo ma serviva solo a farmi stare peggio.

Puoi svelarci su cosa stai lavorando in questo periodo?

Oltre alla mia attività di attore e di insegnante di teatro presso la Scuola e Compagnia Teatrale Oltreunpo’ Teatro a Milano, dopo l’uscita di “Nuoteremo in mare” ci aspettano almeno uno se non altri due singoli entro la primavera. Poi speriamo di poter suonare durante la bella stagione, il più possibile.

 



Sandy Sciuto