Intervista a Marinelli: James Dean è il pezzo estivo dell’inverno

Da venerdì 23 ottobre è disponibile su ogni piattaforma di streaming il suo ultimo singolo intitolato “James Dean”. E noi di Socialup, sempre attenti alla musica nuova, abbiamo avuto l’occasione di intervistare Marinelli, l’autore di questo pezzo dal sapore estivo. In questa chiacchierata abbiamo avuto modo di conoscerlo meglio e di parlare anche di attualità e progetti futuri. Scopriamolo insieme!

Chi è Marinelli?

Sono Giovanni Marinelli e canto da quando ho memoria. Scrivo canzoni da quando ho capito che mi aiutava a superare le insicurezze e a stare meglio con me stesso.

Il 23 ottobre è uscito il tuo nuovo singolo intitolato James Dean. Tu stesso l’hai definito “il pezzo estivo dell’inverno”, perché?

Principalmente perché parlo del mare, però lo cito in un contesto invernale. E poi perché ha un ritmo incalzante che farà sicuramente muovere qualche fianco ascoltandola (hehe)

Nel brano canti “non è vero che il mare d’inverno è triste, non sono d’accordo”, che rapporto hai con il mare? Pensi possa essere un rifugio, un posto sicuro in cui ritrovare equilibrio?

Al mare ci sono nato. Infatti, sono di origine di Taranto, la città dei due mari. Al mare mi sento sempre a casa, mi mette in pace con me stesso e con il mondo esterno.

E di James Dean cosa pensi? Perché il brano si intitola così?

Sono sempre stato affascinato dal personaggio di James Dean. A casa con i miei ho visto più volte i suoi film e mia madre lo descriveva come un’icona per la sua generazione, il ribelle, il bello e dannato. Col tempo poi ho letto qualcosa sull’uomo, su chi fosse, e il ritratto che ne è venuto fuori ai miei occhi è quello di un ragazzo fragile che ha utilizzato il suo aspetto e i ruoli dei suoi film per superare tanti suoi limiti. E mentre scrivevo il brano (che in parte parla delle insicurezze) ho pensato che in un pomeriggio d’inverno il film giusto da abbinare al mood emotivo che ha il protagonista della canzone fosse proprio uno di James Dean.

Parliamo un po’ di attualità. Cosa pensi della manifestazione Bauli in Piazza tenutasi il 10 ottobre a Milano?

Io la musica la vivo da entrambe le parti: sono un musicista e ho un locale dove si suona dal vivo a Bologna. E devo dire che in questo momento storico c’è stata poca attenzione per chi di mestiere lavora con e per la musica. È vero che gli artisti “ci fanno tanto divertire e appassionare” (cit.) ma nessuno ha pensato che dietro ai cantanti ci sono addetti allo spettacolo che in questo momento non hanno lavoro e tutele. La manifestazione del 10 ottobre voleva portare all’attenzione dei più proprio questa categoria. Sperando che oltre all’attenzione mediatica del momento, chi ha potere di farlo, trovi soluzioni per non far cadere in rovina un intero settore e di conseguenza migliaia di addetti.

Credi si possa trovare un modo per tornare a fare concerti rispettando le norme anti-contagio?

Durante l’estate ci sono stati molti concerti, manifestazioni e festival, nel pieno rispetto delle regole. Io ho partecipato al Color Fest, e ho visto un pubblico ordinato, ligio alle regole e senza conseguenze per nessuno. Quindi adesso si possono fare se tutti siamo responsabili di noi stessi e degli altri. Il mio augurio è che si possa tornare quanto prima a fare dei concerti con la vera anima di un concerto: abbracciandosi, cantando insieme a gente sconosciuta e riempendosi di emozioni positive.

Cosa ti aspetti dal futuro? Musicalmente parlando stai lavorando a qualche progetto?

Mi aspetto in primis un miglioramento generale e una soluzione a questa emergenza sanitaria. Io sto lavorando ad un disco che non so se vedrà la luce prima del 2021, o almeno finché non ci sarà la possibilità di tornare a suonare in giro per poterlo promuovere. Ma nel dubbio, io continuo a scrivere canzoni.

 



Eleonora Corso