Intervista a Le rose e il deserto: “Io non sono sabbia” è il primo Ep

Le rose e il deserto é il progetto artistico di Luca Cassano: un po’ calabrese, un po’ pisano, attualmente milanese.

Come un Tuareg, Luca osserva le dune metropolitane alla ricerca delle poesie che spontaneamente affiorano dalle sabbie della sua immaginazione. Il testo è al centro della sua ricerca: il suo interesse è nei suoni e nelle immagini che le parole da sole, anche senza musica, sono in grado di evocare.

Le rose e il deserto hanno pubblicato l’EP “Io non sono sabbia” nel Giugno 2020 e la raccolta di poesie “Poesie a gettoni vol.1” nel Marzo 2021.

Luca, quando hai scoperto la passione per la musica e la voglia di farlo diventare un lavoro?

Ciao! Sono stato avvicinato alla musica da ragazzino, più o meno alle scuole medie. Mio padre ascoltava tanta musica classica e aveva piacere che i suoi figli studiassero musica, perciò per un po’ di anni ho studiato pianoforte e chitarra classica. Ma a me di imparare solfeggio e armonia proprio non interessava (quanto me ne pento ora!). Quindi abbandonai abbastanza presto. Mi sono riavvicinato spontaneamente alla musica nel 2014, in un periodo di grandi cambiamenti nella mia vita. Ho trovato nella musica un potentissimo strumento di sfogo e di socialità. Ad oggi la musica non è però per me un lavoro, nel senso che ho la fortuna di vivere facendo un altro lavoro che mi appassiona tanto quanto la musica e di dedicarmi quindi alla musica come ad una passione che posso seguire in totale libertà.

Come nasce una tua canzone? Da cosa ti fai ispirare?

Questa è una domanda cui (almeno per me) è impossibile rispondere. Non c’è un “procedimento”, una “ricetta” per scrivere una canzone. Le mie canzoni nascono (quasi) per caso, sullo slancio di un’ispirazione momentanea, che può essere una parola il cui suono mi piace particolarmente, oppure una storia che mi ha colpito molto, o molto spesso un ricordo che mi emoziona. Il testo in genere nasce in poche ore, a volte pochi minuti, tutto di filato. Se questo non succede (e capita spesso) la canzone rischia di non nascere. Sono un impulsivo-pigro per cui faccio tutto o di slancio, oppure non lo faccio, e questo vale anche per le mie canzoni.

Perché hai deciso di chiamare il tuo progetto musicale “Le rose e il deserto” creando anche un contrasto di significati?

Avevo voglia che il nome del progetto rispecchiasse un po’ la doppia anima della mia scrittura: da un lato le mie canzoni sono molto intime e sentimentali, spesso malinconiche, e questo rispecchia il mondo delle rose; dall’altro lato, a volte viene fuori qualche canzone più arrabbiata, che rispecchia il mondo del deserto.

Il primo EP del tuo progetto musicale è “Io non sono sabbia”. Quali aggettivi useresti per descriverlo?

Direi sicuramente intimo, molto nostalgico, malinconico, come molto spesso sono io, e poi cantautorale che è un aggettivo che fortunatamente oggi sta tornando di moda!

Qual è il messaggio dell’Ep?

Io non ce l’ho proprio un messaggio da mandare 😀 Parlo di me, delle cose che mi emozionano, mi fanno piangere e sorridere. La speranza è che le mie parole siano oneste abbastanza da poter muovere lo stesso tipo di sensazione a chi le ascolta. Se a ciascun ascoltatore riesco a strappare un sorriso, una lacrima o un pensiero, allora il mio lavoro l’ho fatto!

Pandemia e musica: qual è la tua visione?

Nessuna visione purtroppo. C’è da aspettare che le cose migliorino, magari anche in fretta, per tutti, e quindi anche per il mondo della musica. Aspettare, stare calmi e rispettare le regole.

Su cosa stai lavorando in questo periodo?

Ho iniziato a pensare al prossimo disco. Ho da poco registrato il primo demo chitarra e voce e sono alla ricerca di un’etichetta che dia una mano nella fase di produzione/promozione. Nel frattempo ho anche pubblicato il mio primo libro di poesie “Poesie a gettoni vol.1” che può essere richiesti direttamente a me, scrivendomi in privato su Instagram.



Sandy Sciuto