seggio vacante
da La Viziosa

Il seggio vacante, una commedia tragica che fa ridere e riflettere

Il seggio vacante (The Casual Vacancy) è un romanzo scritto da J.K. Rowling e pubblicato nel 2012. In Italia è edito da Salani e tradotto da Silvia Piraccini.

Dal romanzo è stata tratta anche una miniserie televisiva in co-produzione fra HBO e BBC che è andata in onda nel 2015.

seggio vacante

Benvenuti a Pagford

Benvenuti Pagford, ridente località inglese, così piccola che non può ambire al titolo di Comune, ma così combattiva da mantenere la propria indipendenza dalla città vicina, senza farsi fagocitare. Benvenuti a Pagford, col suo monumento ai caduti in piazza, con la sua Villa Sweetlove a svettare su tutte le case, un gioiello in stile Regina Anna che ogni estate apre ai visitatori. Benvenuti a Pagford, con i Fields, il quartiere malfamato pieno di povertà e disperazione. Benvenuti a Pagford, dove tutti conoscono tutti, dove tutti coltivano con attenzione le loro piccole meschinità, dove tutti hanno uno scheletro nell’armadio.

seggio vacante
da Movieplayer

La trama

Il romanzo si apre con la morte di Barry Fairbrother, che lascia un seggio vacante nel consiglio cittadino. Pagford è in fermento: da anni la fazione più retrograda e tradizionalista cerca di disfarsi dei disastrati Fields e di far chiudere il centro di recupero dalla tossicodipendenza. Con la morte del “capo” dei pro-fieldsiani, quel Barry Fairbrother che nei Fields ci era nato e da cui si era riscattato, l’occasione finalmente si presenta. Occupare questo seggio vacante con l’uomo giusto può far pendere l’ago della bilancia dall’una o dall’altra parte.

E in una realtà piccola come Pagford, questo basta per far precipitare tutti quanti nel caos: i segreti cominciano a riemergere come cadaveri da un pozzo.

seggio vacante

I personaggi

Manco a dirlo, il punto forte de Il seggio vacante sono i personaggi. J.K. Rowling non si è risparmiata, dando all’opera un’impostazione da romanzo corale, dove si salta agilmente dall’uno all’altro punto di vista. Unico difetto: a volte questo cambiamento è troppo brusco, e ci si ritrova senza soluzione di continuità in un personaggio del tutto diverso rispetto a quello che stavamo seguendo prima. Questo può causare dei momenti di confusione.

È un difettuccio di poco conto rispetto a ciò che J.K. Rowling ci offre: una rosa di personaggi tutti diversi da loro, così interessanti che è facile ricordarsi di tutti quanti ogni volta che riappaiono. Eppure, riesce a farlo senza renderli macchiette, senza renderli eccessivamente “strani”: i personaggi de Il seggio vacante sono anzi estremamente, dolorosamente realistici. Ognuno di noi ci rivedrà la propria suocera, il panettiere del quartiere, la vicina di casa, il collega di lavoro.

E soprattutto sono personaggi a tutto tondo: ben pochi sono solo “buoni” e solo “cattivi”, tutti hanno i loro difetti. Molti personaggi sembrano essere i depositari della personalità più ridicola possibile, eppure covano un seme di nobiltà d’animo pronto a germogliare quando le cose si fanno dure.

da Movieplayer

La povertà, la tossicodipendenza, la violenza, la malattia

Il seggio vacante può strappare spesso alcune risate per la lucida e impietosa descrizione che fa della piccola società inglese. Eppure, ha tutte le carte in regola per commuovere. Raramente si è vista un’autrice più abile a descrivere con grazia il “brutto” della vita, senza indulgere in dettagli morbosi o nel melodramma a tutti i costi. La descrizione è cruda ma non ostentata, crudele ma non sadica. L’occhio è quasi clinico nel costruire la vicenda, eppure empatico e umano coi personaggi.

J.K. Rowling riesce a far parlare una prostituta eroinomane vittima di violenze da parte del padre. Fa parlare la figlia, che ha dovuto subire la sua vita di tossicodipendenza. Riesce a far parlare un uomo violento, un narcisista fatto e finito. Si inserisce nella mente di un ragazzo crudele e ossessionato dall’immagine che proietta di sé, nella mente della ragazzina che è vittima del suo bullismo e pratica autolesionismo ogni notte con una lametta nascosta nel pupazzo di peluche. Riesce a far parlare un uomo vittima di un gravissimo caso di disturbo ossessivo compulsivo, che si dimena in mezzo a pensieri intrusivi e paranoici.

da Retenews

Conclusione

Lo stile è inconfondibile: trasparente, ordinato. Lo stesso stile che ci ha fatto amare Harry Potter lo ritroveremo ne Il seggio vacante. Naturalmente, in questo caso sarà molto più maturo, come mature sono le tematiche affrontate.

J.K. Rowling ha offerto uno spaccato di vita della piccola comunità inglese, in modo talmente vivido che sembra di poterci vivere dentro. Si ha l’impressione di girare per le strade di Pagford e di conoscere tutti. È encomiabile la profonda umanità che trasuda dalla prosa. L’attenzione per gli ultimi, per le persone in difficoltà, tipiche di chi ha raschiato a sua volta il fondo del barile ma è riuscita a uscirne.

Un libro consigliato a tutti, specie sotto Natale.



Giulia Taccori