Il robot che risolve il cubo di Rubik in 1 secondo

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E’ possibile risolvere il cubo di Rubik in poco più di un battito di ciglia?

Jay Flatland e Paul Rose sono due programmatori informatici che hanno realizzato un particolare robot capace di trovare in pochi istanti la soluzione del più celebre dei rompicapi, candidandosi di diritto ad entrare nel Guinness dei primati insieme alla loro geniale invenzione per stabilire un nuovo record mondiale.

Come viene accuratamente mostrato nel video, questa speciale macchina si compone di sei motori passo-passo (chiamati anche stepper, ovvero dei propulsori elettrici che lavorano in corrente continua) controllati da una scheda elettronica Arduino e collegati a dei telai di supporto stampati in 3D. Tali motori sono provvisti di piccoli sostegni, anch’essi stampati in 3D, che vanno ad alloggiarsi con estrema delicatezza all’interno di fori praticati su ciascuna faccia di un cubo di Rubik.

Quattro webcam USB sono poi collegate a un PC per determinare la configurazione momentanea del cubo, scansionandone dettagliatamente i colori in modo piuttosto rapido. Le informazioni raccolte dalle videocamere vengono inviate ad un’applicazione che funziona tramite Linux e che soprattutto stabilisce, tramite il sofisticato algoritmo Kociemba, il numero di mosse necessarie per giungere alla soluzione nel minor tempo possibile.

Dopo alcuni tentativi per effettuare dei test dimostrativi della macchina, Flatland copre una delle webcam per impedirle di vedere come è stato rimescolato il cubo in maniera del tutto casuale. Una volta fatto partire, il robot conclude le operazioni in soli 1.047 secondi.

Oltre a rappresentare un’innovazione tanto interessante quanto innovativa sotto diversi punti di vista, questo incredibile gioiello della robotica realizzato da questa coppia di programmatori ha davvero polverizzato i record che erano stati stabiliti in passato: quello per una macchina era di 3.253 secondi mentre quello per un essere umano di 4.904 secondi.

Per i più curiosi ecco qui il video che testimonia il funzionamento di questa fantastica creazione.

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Giuseppe Forte