GP del Messico: Hamilton azzecca la strategia e vince ma rimanda ad Austin la festa mondiale

Lewis Hamilton si è aggiudicato per la seconda volta in carriera il GP del Messico, tenutosi come di consueto all'Autodromo Hermanos Rodríguez. L’alfiere della Mercedes, giunto al suo decimo trionfo su diciotto GP disputati fino ad ora nella stagione 2019, si è imposto con un’altra prestazione di forza e capacità di gestire la gara nei momenti decisivi. La Ferrari si è invece dovuta accontentare della piazza d’onore, conquistata da Sebastian Vettel, il quale ha continuato a confermarsi ai suoi livelli migliori, ritrovati interamente dopo l’exploit di Singapore a fine settembre. Sul gradino più basso del podio è arrivato Valtteri Bottas con l’altra Mercedes; scattato dalla sesta posizione sulla griglia di partenza, il finlandese è stato autore di una prova solida se si considera il botto contro le barriere con cui ha chiuso le qualifiche di sabato e che gli ha fatto correre il rischio di partire dalla pit-lane. Con questi risultati sotto la bandiera a scacchi, Hamilton si è visto rimandare la festa per il sesto titolo iridato a Austin, tra una settimana; l’inglese avrebbe dovuto raccogliere 14 punti in più del proprio team mate per laurearsi campione del mondo già in Messico. Detto dei primi tre, al quarto posto ha fatto capolino la Ferrari di Charles Leclerc, passato dalla pole position ad una gara sottotono, complice una poco brillante gestione degli pneumatici. Il monegasco ha preceduto Alex Albon che ha proseguito la sua striscia di piazzamenti consecutivi a punti con una prova più che convincente.

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Il GP del Messico è stato deciso dalle strategie, con la gestione gomme a fare da padrone. I momenti più vivaci sono avvenuti al semaforo verde, con le Ferrari partite dalla prima fila a tenere la testa e Hamilton a fare a sportellate con Verstappen alla staccata di curva 1. Pochi giri più tardi, il driver della Red Bull ha infiammato il pubblico messicano con un sorpasso aggressivo su Bottas, ma subito dopo ha sofferto una foratura procurata proprio a causa di un lieve contatto con l’ala anteriore della Mercedes numero 77. Piombato in fondo al gruppo, Verstappen è stato tagliato fuori dalla lotta per la vittoria, concludendo in sesta posizione dietro al compagno di squadra dopo un'arrembante rimonta. Nelle prime posizioni, la partita a scacchi per decidere la gara è stata pienamente vinta da Hamilton. Il campione del mondo in carica ha optato per una strategia di un pit-stop, cogliendo il momento migliore per effettuarlo perché dentro la finestra per l’undercut nei confronti di Vettel. Il tedesco e Bottas hanno ritardato la loro sosta per poi giungere con pneumatici più freschi a braccare Hamilton sul finale, ma senza mai avere il passo per provare ad impensierirlo.

Il migliore degli altri è stato l’idolo locale Checo Perez con la sua Racing Point, giunto in settima posizione al traguardo e capace di vincere sul finale di gara il duello contro la Renault di Daniel Ricciardo, terminato alle sue spalle. Pierre Gasly e Nico Hulkenberg hanno chiuso la top ten, approfittando dei dieci secondi di penalità inferti a Daniil Kvyat per via di un contatto contro la Renault del tedesco. Weekend da dimenticare per la McLaren che ha chiuso a secco di punti: dopo l’ottima qualifica, il team di Woking ha perso nelle fasi iniziali Norris per un problema di fissaggio della ruota al pit-stop, mentre Sainz non è andato oltre la tredicesima posizione.

In classifica generale, Hamilton ha ora 74 punti di vantaggio su Bottas, con 78 ancora disponibili nelle tre gare rimanenti di questo mondiale di Formula 1 edizione 2019. Dietro al duo Mercedes sono appostate le due Ferrari, con Leclerc a 236 e Vettel a 230. Verstappen è quarto a quota 220. Il Grande Circus è pronto a rimettersi in viaggio per approdare negli States, più precisamente al Circuit of the Americas di Austin per il GP degli Stati Uniti, in programma domenica prossima