FoodInk: la tecnologia in un morso

Arriva da Londra l’ultima novità nel settore culinario, si chiama FoodInk ed è il primo ristorante dove bicchieri, piatti, posate, tavoli ed anche e soprattutto il cibo sono realizzati con stampanti 3D. Avete capito bene, anche il cibo!

In un intervista al Munchies, il co-fondatore di FoodInkaFood Anthony Dobrzensky,  ha rassicurato i dubbiosi in merito al “cibo stampato” dicendo  «Sapevo intuitivamente che sarebbe stato facile per un sacco di gente – gente a cui piace il cibo – essere scettici in merito a quest’idea. Volevo solo fare questo progetto, io non voglio sostituire gli chef. Volevo lavorare con loro per vedere come potevamo lavorare con la tecnologia per tirare fuori il meglio». Passando alla spiegazione sul funzionamento e sui valori nutrizionali, Dobrzensky ha affermato «Questo cibo è fatto da tutti ingredienti naturali ed è più sano e nutriente del cibo di altri ristoranti. Abbiamo creato una pasta di piante medicinali, fiori, erbe aromatiche provenienti dalle colline alle porte di Barcellona che si combina con gli altri ingredienti della cartuccia”

Il menù è stato creato dagli chef  Joel Castanye e Mateu Blanche, provenienti dai ristoranti stellati La Boscana in Barcellona e elBulli  a Londra, ed i piatti non sono altro che il risultato di ingredienti classici e prodotti della cucina molecolare.
La stampante utilizzata è realizzata dalla compagnia byFlow (giovane start-up che ha iniziato ad operare nel 2014 creando Focus, la prima stampante 3D multi-material) e viene caricata non con la resina ma con ingredienti “freschi” che poi uniti danno luogo a forme difficilmente riproducibili da un essere umano.

L’inedito menù tecno-gourmet è stato proposto per tre giorni all’evento che si è tenuto a Londra il 25, 26 e 27 luglio presso Dray Walk in Storeditch nel cuore del distretto creative e hi-tech di Londra.  Il menu composto da 9 portate e per una clientela esclusiva che per provare quest’innovativa esperienza ha sborsato una bella sommetta, infatti secondo il Daily Mail il prezzo si aggirava sulle 250 sterline, quasi 300 euro.

La tecnologia delle stampanti 3D si espande quindi sempre di più e vederla applicata alla gastronomia suscita di certo stupore e curiosità. Lo chef Fabio Tacchella, consigliere della Federazione italiana cuochi  ed esperto di nuove tecnologie di cottura e lavorazione degli alimenti, ha commentato positivamente questa nuova tendenza. «La trovo un’iniziativa molto interessante. Avevo già sentito parlare di stampanti 3D per il settore food ed è incredibile che siano riusciti ad aprire un intero ristorante incentrato su questo nuovo format[…] bisognerà però aspettare per capire quale sarà la risposta del pubblico, anche a lungo termine[…] Ma come la nouvelle cuisine e dopo di questa la cucina molecolare, anche questa tecnica può dare spunti positivi e interessanti al settore della ristorazione».

La cena di Londra è stata solo per pochi, ma l’obiettivo dell’azienda è di proporre questa rivoluzionaria ed appassionante esperienza in altre parti del globo creando una vera e propria catena di franchising a Berlino, Dubai, Seoul e New York. Quanto alla terra dei sapori legati alla tradizione, l’Italia, ristoranti del genere sorgeranno a Roma e Torino.



Umberto Palazzo