Credits: FutxFan

Esports: la situazione in Italia attraverso le parole di Matteo Ribera

Articolo a cura di Giuseppe Forte e Paride Rossi

Lo scorso giovedì 29 aprile è andata in scena la prima intervista live a tema esports sul canale Twitch di Social Up. Abbiamo avuto il piacere di intervistare il pro player Matteo Ribera, membro del team Exeed, ma anche del Cagliari esports team. Matteo si è distinto per le sue doti xBox alla mano, scalando le classifiche mondiali di FIFA, fino a diventare parte integrante del team Exeed, attraverso il quale ha anche potuto assumere un ruolo manageriale nella sua esperienza al Cagliari.

 

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Durante l’intervista sono emersi diversi temi interessanti, primo fra tutti l’importanza del live streaming di egames anche ai tempi della pandemia. Non è passata inosservata, infatti, l’iniziativa organizzata da Matteo a marzo 2020, che ha dato il via a più di dodici ore di diretta consecutiva con l’unico obiettivo di raccogliere fondi per il reparto terapie intensive dell’ospedale Cotugno di Napoli. Una dimostrazione dell’importanza degli esports, uno schiaffo in faccia a detrattori e cosiddetti “riduttori” di un movimento che sta rivoluzionando le strategie di sport e business.

Esports: un mondo da scoprire tra gioco e burocrazia

Si è passati poi ad affrontare gli aspetti tecnici, quelli che un pro player capace di esprimersi ad altissimi livelli conosce alla perfezione. Uno di quelli maggiormente sottolineati durante l’intervista è stato quello riguardante il coaching. Se oggi sono in tanti a cimentarsi nell’ambito compito di fornire supporto e pareri su come affrontare al meglio la propria performance in game, nel pro gaming la figura del trainer assume un significato diverso e che non si limita più soltanto a dare consigli tecnici sulle meccaniche di gioco. Si tratta di un vero e proprio mental coach, un ruolo di fondamentale importanza con il compito di dire la parola giusta al momento giusto. Questo avviene principalmente perché, quando la posta in palio ed il livello di competitività si alzano, sono spesso i piccoli dettagli, come appunto la tenuta mentale, a poter fare la differenza.

Molto interessanti sono inoltre state le considerazioni fatte in merito ai glitch tipici su FIFA. Secondo il nostro ospite, questi accorgimenti sono sostanzialmente atti a favorire lo user engagement e quindi a massimizzare la possibilità far rimanere gli utenti incollati al gioco. In definitiva, si tratta di elementi che con buona probabilità saranno sempre parte integrante di questo universo per tenere sempre viva e attiva l’intera community.

Esports: il ruolo fondamentale dell’Osservatorio Italiano Esports (OIES)

Da non sottovalutare, inoltre, il contorno burocratico e normativo. Al momento, infatti, il settore è sì in forte crescita, ma allo stesso tempo brancola nella confusione normativa. Come ricordato da Ribella, non vi sono direttive e modus operandi chiari relativamente agli aspetti fiscali di un pro player: che tipologia di partita IVA aprire ad esempio? Come classificare costi e ricavi generati? Domande non banali, a cui tenta di dare una risposta l’Osservatorio Italiano Esports (OIES).

L’OIES, infatti, racchiude decide di team, istituzioni ed imprese di primo piano (es. TIM), unite nell’obiettivo di fare networking, lanciando anche dei segnali al legislatore per regolamentare il settore.

Dopo l’intervista a Matteo, questa sera alle ore 21:30 sul nostro canale Twitch sarà il turno di Federico Brambilla, founder del team Exeed, uno dei principali team esport italiani!



Paride Rossi