di mondi diversi e anime affini
da Vanity Fair

Di mondi diversi e anime affini: come l’amore vince sulla paura

Di mondi diversi e anime affini è il primo libro di Raissa e Momo, due fidanzati (Danilo de Basio li definisce “la coppia più bella del mondo”) che su Tiktok combattono gli stereotipi e raccontano il loro amore, in barba alle differenze. E all’odio rispondono a colpi di ironia ed emoticon sorridenti!

di mondi diversi e anime affini
da Il Riformista

Noi

Raissa Russi e Mohamed Ismail Bayed hanno scritto un libro che parla di loro: il pronome personale “noi” impera all’inizio di ogni atto.

Ogni tanto scoppiamo a ridere. Di sera, seduti sul divano, davanti alla tv, ci guardiamo negli occhi e ridiamo.

Un “noi” che si divide in due per raccontare come le strade di Raissa e Momo, partite in modo così diverso, si sono incrociate. Questa è una cosa da tenere a mente, l’unione di due anime: Raissa e Momo, e ciò che hanno costruito insieme.

di mondi diversi e anime affini

Momo

Leggendo Di mondi diversi e anime affini, non riuscirete a staccare gli occhi dalla storia di Momo. Mohamed Ismail Bayed è nato a Casablanca, in Marocco. Coi genitori ha lasciato una condizione di vita agiata per inseguire un sogno. Quale? Una scuola, un ambiente migliore per Soukina, la sorella di Momo, poco più grande di lui e con la sindrome di Down.

In Italia, Momo e la sua famiglia fronteggeranno le difficoltà tipiche degli immigrati: la dequalificazione, i titoli di studio che non valgono più, i monolocali, ma soprattutto i pregiudizi e le minacce, le ingiustizie.

La caduta delle Torri Gemelle, l’11 settembre 2001, non fa che incrementare il rifiuto nei confronti di chi è diverso, di chi ha la pelle scura e soprattutto… è musulmano. I genitori di Momo non si danno per vinti, e fronteggiano con incrollabile gentilezza e ironia tutte le situazioni avverse, usando l’arma della generosità e della voglia di aiutare il prossimo.

«Sai, Ismail, a volte dare aiuto a qualcuno che non ha gli strumenti per capirlo non è facile.»

«Ma perché lo fai?»

«Perché bisogna sempre alzarsi per i più deboli e difendere chi non può o chi non ha il coraggio di farlo.»

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Da Radio Inblu

Raissa

Raissa Russi, a dispetto del nome dal sapore slavo (è la versione russa di Rachele), è italianissima. La sua prosa vivace ci racconta di un’infanzia felice in una famiglia benestante, dove non si ha paura di essere in tanti e di fare rumore.

In Di mondi diversi e anime affini, Raissa parla dei problemi di qualunque giovane donna di oggi: gli stereotipi di genere, l’ossessione per l’aspetto fisico e le diete, ma soprattutto la confusione: cosa fare della propria vita in questo mondo in crisi? Esiste una strada “giusta”, e questa strada permette di essere felici?

Raissa tutte queste domande se le fa. Spalleggiata da una famiglia che la ama e che non la giudica, cerca di capire qual è il suo destino e cosa ama fare. E nel suo destino c’è Momo: non un uomo a cui dedicare la propria esistenza, ma l’altra metà della mela, qualcuno con cui creare qualcosa di nuovo e di bello, che l’appassioni davvero.

Quello che ci fa capire che è la nostra strada, l’unica al momento percorribile, è a consapevolezza che ci sono persone all’ascolto che possono fare la differenza. Che, come una goccia nel mare, a poco a poco diventa oceano e può sfondare il muro di diffidenza e razzismo attorno a noi.

Da Deaplanetalibri

Costruire ponti

Le strade di questi due giovani ragazzi s’incontrano nel più strano dei modi (una spallata rabbiosa prima, un incontro in palestra alcuni anni dopo) e s’intrecciano; soprattutto creano un ponte fra due culture, due mondi diversi che si arricchiscono a vicenda. Raissa e Momo riescono a trionfare sullo scetticismo delle loro famiglie, lo scarso supporto dei conoscenti, l’odio degli haters su TikTok, e nel loro piccolo aiutano a rende il mondo un posto migliore.

Di mondi diversi e anime affini ci insegna come l’amore vince su tutto. Vince sulla diversità, sull’intolleranza, vince sull’ignoranza e sull’odio. Soprattutto vince sulla paura.

«Mama, tu hai paura?»

«No, Ismail, quasi mai. Sono più forte di loro.»



Giulia Taccori