Instagram: @coconutbowls

Coconut Bowls, un nuovo modo di apparecchiare la tavola

La plastica è uno dei più grandi nemici per il nostro pianeta, eppure tutta la nostra vita ruota intorno a questo materiale. Altamente inquinante, presenta al contempo delle caratteristiche vantaggiose in determinati contesti in cui un’alternativa non è ancora stata trovata. Oggi sono sempre di più le aziende che tentano di rinunciarvi e si orientano verso la realizzazione di prodotti sostenibili. Un esempio è il progetto di Coconut Bowls, un’innovativa realtà che si occupa della lavorazione dei cocci del cocco.

Il viaggio è una scoperta

Tutto nasce nel 2015 quando Jake McKeon, un giovane australiano durante una vacanza di sei mesi in giro per il mondo per fare surf, nota su una spiaggia di Bali un uomo impegnato nella lavorazione di una noce di cocco. Da lì la geniale intuizione di pensare un modo per dare una seconda vita a questo scarto del frutto. Il coccio del cocco ha la forma del perfetto contenitore e Jake intuisce che può essere un valido sostituto dei recipienti in plastica. Durante il suo viaggio ha infatti in più di un’occasione constatato tristemente come quello della plastica sia un grande problema: in molte spiagge ha raccontato di aver visto rifiuti di questo materiale galleggiare indisturbati tra le acque di alcuni tra i più bei paradisi terrestri.

Deciso a portare avanti il suo progetto, Jake torna più volte a Bali cercando artigiani locali con cui potersi confrontare e apprendere le tecniche per riutilizzare le noci di cocco. Torna in Australia portando con sé il ricordo di quanto appreso e con circa cento Coconut Bowls da utilizzare e dare ai suoi famigliari. Un giorno condivide su Instagram una foto della sua colazione e le persone impazziscono: tutti vogliono una Coconut Bowls.

L’intuizione vincente

Da cosa nasce cosa e Jake comprende subito di avere l’occasione di creare un’economia circolare. Organizzandosi con le industrie alimentari che utilizzano il cocco, può recuperare i loro scarti donando una seconda vita. Un sistema studiato al dettaglio che permette il riciclo dei cocci di cocco in maniera davvero originale. Sul sito ufficiale del brand c’è davvero l’imbarazzo della scelta, Coconut Bowls offre una vasta gamma di prodotti. Si possono trovare recipienti di ogni misura, cannucce fatte di bamboo (altro rivoluzionario materiale utilizzato da questa realtà), posate realizzate con il cocco, portacandele etc. I prezzi variano a seconda del prodotto, per esempio, le posate costano 7,25 euro, mentre una bowl ne costa dagli 11 ai 17 (a seconda ovviamente della misura).

Parola chiave sostenibilità

Il progetto di Coconut Bowls non ha solo il merito di riutilizzare le noci di cocco contribuendo alla diminuzione dell’uso della plastica. Il brand ha all’attivo numerose iniziative. Anzitutto di fondamentale importanza la creazione di una community (ad oggi composta circa da dieci milioni di persone) che condivide gli stessi ideali e che rimane costantemente aggiornata sulle questioni legate a clima, sostenibilità e riciclo. Poi ci sono le iniziative a tutela dei lavoratori: si stima infatti che Coconut Bowls abbia contribuito a creare più di cento posti di lavoro per agricoltori e artigiani in Vietnam. Inoltre, ad oggi sono circa 10 000 i locali che hanno scelto i prodotti di questa realtà per sostituire le vecchie stoviglie in plastica. Mentre sono circa tre milioni le persone che hanno scelto di credere in questi prodotti acquistandone uno.

Coconut Bowls nasce per caso durante un viaggio ma è sicuramente un ottimo modo per provare a risolvere l’annosa questione della plastica. Un progetto sostenibile che è destinato al successo proprio per il fatto che Coconut Bowls ha tutte le carte in regola per essere l’alternativa ecologica alla plastica che stavamo cercando.



Eleonora Corso