Classe, gol e paragoni: Luis Muriel è esploso troppo tardi?

“È un calciatore straordinario, è una goduria vedere come tocca la palla e i movimenti che fa. È fantastico, veramente un grande giocatore”. Parole di Percassi, presidente dell’Atalanta, l’unico club che ad oggi ha creduto fortemente in Luis Muriel. A Bergamo, Muriel ha finalmente trovato la continuità nel suo essere devastante, ma è esploso troppo tardi?

Durante la sua carriera, il colombiano questa costanza di rendimento l’ha sempre cercata, ma ogni anno qualcosa è andato storto. Ad oggi, il percorso di Muriel è composto da tre tappe più importanti di altre: Udine, Lecce e Bergamo. Probabilmente troppo poco per un calciatore straordinario come il colombiano.

Solita intuizione di mercato dell’Udinese (che lo porta in Italia), Muriel comincia a impressionare a Lecce, nel 2011. In squadra con l’amico e connazionale Juan Cuadrado, il colombiano già in Puglia è devastante. Potenza nelle gambe, colpi da fenomeno e primi paragoni importanti.

Luis Muriel -Maurizio Lagana/Getty Images

Quello del Lecce, sembrava essere un calciatore pronto ad esplodere nell’immediato, da altissimi livelli nel nostro calcio. Rientrato alla base di Udine, il colombiano vive dei continui alti e bassi in Serie A. La sensazione comune a molti, era che Muriel fosse il più classico dei talenti mai realmente esplosi del nostro calcio. Ben presto però, trova una maggiore continuità alla Sampdoria, ed ecco dunque arrivare (finalmente) la chiamata da una grande squadra: il Siviglia. Una grandissima occasione per Muriel, che però non convince totalmente. Di nuovo una cessione, ancora la Serie A. Questa volta, la chance concessa è dalla Fiorentina, che lo acquista in prestito con diritto di riscatto. In soli sei mesi in viola, Luis Muriel mostra tutto il proprio repertorio al Franchi. Momenti di assoluto talento, alternati a blackout improvvisi.

A fine stagione, un po’ per scelta tecnica, un po’ per dare respiro alle casse, la Fiorentina non lo riscatta. I viola dunque, si aggiungono alla lista dei club che non hanno creduto fino in fondo in Luis Muriel.

Questa lista però, sarà definitivamente accantonata per merito dell’Atalanta. Nell’estate del 2019, Muriel è in orbita Milan, ma da Bergamo arriva l’offerta giusta, da parte di chi crede davvero nel colombiano. Quindici milioni più bonus sono sufficienti, Luis Muriel diventa un calciatore dell’Atalanta.

Ad oggi, dopo un anno e mezzo all’interno di una società che crede fortemente in lui, Muriel è finalmente diventato ciò che tutti pensavano fosse dopo averlo visto a Lecce. Entra e segna, gioca da titolare e la mette sotto l’incrocio. Corre, lotta, si sacrifica. Luis Muriel è un calciatore devastante, finalmente anche costante.

                     

Come al tempo, i paragoni con Ronaldo il Fenomeno sono diventati insistenti, ovviamente provocatori, ma con un filo di verità. Quei colpi di pura potenza e tecnica, quel passo fulmineo e quel tiro non proprio debole, sono tutti elementi che lo collegano al brasiliano. Seppur rimanendo su due pianeti distanti, possiamo dire che, se esiste un calciatore che ricorda fortemente l’ex Inter, quello è proprio Muriel.

Così, analizzando ciò che è diventato adesso l’ex Lecce, la domanda sorge spontanea: ma cosa ci fa Muriel a Bergamo?

Sì, ovviamente nessuno vuole minimizzare l’Atalanta, specialmente in questi anni di grande calcio e risultati. Però, appare evidente come il Muriel di queste ultime stagioni sia un assoluto top player, un calciatore che fa la differenza, un ragazzo da elité del calcio europeo. La famiglia Percassi se lo tiene stretto, ma attenzione.  Dopo dieci anni di apprendistato, vuoi vedere che il quasi trentenne Luis Muriel ha finalmente convinto tutti



Marco Cavallaro