Che gusto avrà un gelato nero?

In CUCINA by Aurora ErbìLeave a Comment

Sono inutili tutte le altre varianti: Black is the only black. Il nero è da sempre il colore più cool ed elegante, quindi perché non vestire con la stessa nuance anche il cibo?

Abbiamo scoperto varietà di grano, di riso, di pane ma questa del gelato sta spopolando sui social con l’hashtag #Blackicecream.

Il gelato nero nasce negli USA, a NewYork, in cui la gelateria Morgenstern’s Finest Ice Cream è riuscita a creare un gusto gelato totalmente nero. Come? Con la cenere di cocco.

Il gusto in questione, chiamato Coconut ash, ovvero cenere di cocco, deriva da una forma di carbone attivo nato dalla combustione dei gusci di cocco, il quale viene processato e poi aggiunto a fiocchi, crema e latte del frutto tropicale.

A distanza di un anno, dato il grandissimo successo a Los Angeles la gelateria Little Damage decide di puntare sul total black, bissando il competitori e creando un gusto nero alla mandorla, chiamato Almond Charcoal, servito su una cialda nera. Questa non è l’unica differenza che troverete: il gusto della West Coast risulta molto più morbido e soffice, simile ad una panna montata, ma contiene meno proprietà benefiche rispetto a quello della East Coast.

Naturalmente oltre al colore si è puntato molto sulle proprietà organolettiche del gelato che si dice abbia effetti detox, non ancora confermati dal punto di vista scientifico. La sua composizione è però totalmente vegan e senza lattosio e questo gli permette di trovare un posto nel cuore dei più “difficili” in cucina.

Il nuovo gelato nero corre al fianco di quello arcobaleno ispirato agli unicorni, riflettendo la dicotomica moda attuale che alterna il dark mood al pastello teen tutto lentiggini e minimal tattoo.

Tutto sommato dopo aver conosciuto i gusti più strani al mondo, dalla lavanda e rosa a quello pere e gorgonzola, dal whisky e cereali a quello spaghetti con formaggio, un gelato nero che venga dalla combustione di gusci di frutta non sembra sia destinato a lasciare tanto il segno (lingua nera a parte, ben inteso!).

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Aurora Erbì

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Nostalgica per antonomasia. Amo scrivere. Amo leggere. Che poi sono le cose che si imparano a 5 anni, L'età nella quale la domanda che poni più spesso è "Come mai?", Ed io continuo a guardare il mondo ponendomi lo stesso quesito

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