“Mangiare meglio non meno” la filosofia del Mais Corvino

Eat better not less

Questo è il mantra sul quale si basa la filosofia aziendale di Carlo Maria Recchia il ri-scopritore del Mais Corvino.

La storia inizia con uno studente di agraria di sedici anni che in seguito ad una ricerca in rete ha deciso di intraprendere un’avventura: piantare 40 antichissimi chicchi di mais nero peruviano nelle campagne cremonesi. Si è diretto a Spitsbergen, Norvegia, in cui si trova il Global Seet Vault, un deposito sotterraneo di semi globali. Ha investito i risparmi di un lavoretto estivo, ha combattuto con la scuola e il Ministero delle politiche agricole; ha cercato un terreno adatto e dopo due anni ha avviato una vera e propria coltivazione, che oggi gli permette di produrre grissini, biscotti, farine.

A questo punto vi starete domandando che cosa sia questo Mais Corvino. Ebbene è una delle più antiche varietà di mais, la cui nascita viene fatta risalire intorno al 3500 a.C., in Sudamerica. Questa tipologia ha moltissime proprietà nutritive: vanta il doppio delle proteine contenute nel mais giallo, e il 20% in meno di carboidrati; ha un alto valore antiossidante grazie al suo pigmento nero-violaceo; inoltre è gluten free quindi adatto alimentazione di celiaci o intolleranti al glutine.

L’appellativo “Corvino” gli viene attribuito per via del colore: appare infatti una pannocchia nera, lucida e liscia al tatto.

La C.M.R. (da Carlo Maria Recchia) è un’impresa made in Italy che sta funzionando sul serio. Oltre la coltivazione ora il fondatore si dedica alla rielaborazione del prodotto: è, infatti, disponibile la farina di mais corvino, ottenuta mediante la macinazione in pietra naturale che permette di conservarne tutte le caratteristiche organolettiche; la birra (Crow) ad alta fermentazione e bassa gradazione alcolica; il nettare, una bevanda analcolica fresca e dissetante, ottenuta grazie all’infusione del mais in acqua; i biscotti, senza glutine, uovo e lattosio; ed infine i grissini, creati da artigiani storici.

In poco tempo sono arrivati anche i riconoscimenti importanti come l’Oscar green 2014 di Coldiretti per la categoria “Ideando”, e gli investimenti: come quello degli squali di Shark Tenk, la trasmissione di Italia 1 che l’anno scorso gli ha procurato un investimento di 150 mila euro in cambio del 20% della sua azienda.

Sulla rete si possono già trovare anche tantissimi spunti per le ricette da creare con questa pannocchia Maya: la torta di polenta di mais corvino, ad esempio, o gli gnocchi di mais con ragù di coniglio; le polpettine, le tagliatelle, gli sformati, le crocchette.

Un’altra eccellenza dunque, ancora italiana che eleva il made in italy riavvicinandosi alla terra e alle origini. Creando però un nuovo percorso di ibridazione che arricchisce il nostro paese e la nostra cultura. Ma sono l’amore e la passione per questa terra gli elementi fondamentali per la realizzazione di un prodotto simile. Il fondatore, a sostegno di questo, conclude la sezione descrittiva del suo sito così:

 “La terra mi ha insegnato ad apprezzare le piccole cose di ogni giorno 

la natura che dopo la tempesta esce il sole, 

e se sai osservare vedrai i sette colori, 

vedrai l’arcobaleno,

e l’unico colore che manca è proprio il nero



Aurora Erbì