A Bologna una mostra per celebrare la pittrice Frida Kahlo

Si prospetta un autunno molto ricco per l’arte a Bologna che, dopo aver ospitato la mostra “David Bowie is” dedicata alla straordinaria carriera di uno dei performer più influenti e visionari dei tempi moderni, si prepara a rivivere Frida Kahlo in un’esposizione a lei dedicata a Palazzo Albergati dal 15 novembre al 15  marzo 2017. La mostra, a cura di Arthemisia, abbraccerà ritratti e autoritratti alla riscoperta della vita e della concezione profonda e provocatoria di un’arte indissolubilmente legata con la storia della donna, fino ad incarnarne emozioni ed ideologie, con una cornice che fa da sfondo ai suoi amori e ai suoi uomini, primo tra tutti il pittore e muralista Diego Rivera. Segnata da un’esistenza travagliata, a partire dalla malattia che l’ha colpita fin dalla nascita, all’incidente in cui è stata coinvolta che l’ha così costretta a mesi di immobilità e danni permanenti, grazie alla forza e alla determinatezza tipiche del suo essere, Frida lega a sé tutti i cocci della sua vita fino a formarne un mosaico che traspare perfettamente nelle sue opere. Da lì bastarono il suo spirito indipendente e passionale unito ad un singolare talento artistico, a dare il via alla lunga serie di autoritratti. “Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio”, affermò in un’intervista.

Fu proprio la sua essenza anticonformista mista ad un’innegabile talento artistico, a far breccia nel cuore di Rivera che ne rimase molto colpito a tal punto da prenderla sotto la sua ala e inserirla nello scenario culturale e politico messicano. I due si innamorarono e vissero un amore tormentato, fatto di tradimenti, sofferenze e infedeltà da entrambe le parti, uno tra questi è il presunto rapporto extraconiugale che legò l’artista al surrealista Andrè Breton. Così, per un breve periodo, le opere di Frida furono pervase, oltre che da elementi riconducibili alla tradizione messicana, anche da caratteri legati al surrealismo seppure in realtà la sua visione dell’arte era tutt’altro che surrealista: l’immaginazione per lei non era un modo per uscire dalla logica ed immergersi nel subconscio, ma piuttosto il prodotto della propria vita che cercava di rendere accessibile attraverso una sorta di simbolismo; lei stessa dichiarò “Pensavano che anche io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni”. Non solo, l’anima forte e passionale, dolce e indomabile dell’artista stuzzicarono la curiosità e l’obbiettivo di molti fotografi e artisti, primo tra tutti l’occhio sincero e diretto di Leo Matiz suo amico e confidente. Una cosa però è certa, attraverso le sue opere, i suoi dipinti e gli autoritratti Frida è riuscita a penetrare le apparenze, fornendo uno spaccato tanto vivido quanto reale del suo vissuto.



Erminia Lorito