Nickolas Muray, Frida with OlmecaFigurine, Coyoacán, 1939.© Nickolas Muray Photo Archive

“La Passione di Frida”: la mostra su Frida Kalho infiamma Agrigento

La mostra fotografica “La Passione di Frida” di Leo Matiz, approda ad Agrigento dal 20 febbraio al 20 marzo 2016. L’esposizione è realizzata grazie al prestito delle fotografie di proprietà del Museum di Bagheria, Osservatorio dell’arte contemporanea in Sicilia, diretto da Ezio Pagano e a sua volta donate al Museum dalla “Leo Matiz Foundacion” per volere della figlia del fotografo, Alejandra Matiz. Un catalogo raccoglie gli scatti in mostra ad Agrigento insieme al contributo critico di Franco Carlisi.

La mostra dedicata alla più grande pittrice messicana Frida Kalho sarà allestita alla Fam Gallery, un nuovo spazio espositivo ospitato in un’antica ex farmacia, a pochi passi dalle Fabbriche Chiaramontane, nel centro di Agrigento, in via Atenea. L’ambiente si presenta intimista e ricercato, dove lo spazio minimal consente di cogliere particolari peculiari, difficili da individuare nelle grandi esposizioni.

Ad essere esposti sono una ventina di ritratti che il fotografo colombiano, fra i dieci più grandi del Novecento tanto da essere inserito nella collezione del MoMA di New York, ha dedicato a Frida Kahlo da lui incontrata a Città del Messico negli anni quaranta del 900, proprio durante un’intenso periodo di rivoluzione e guerra. 

Frida Kahlo è una delle pittrici più celebri e apprezzate di tutti i tempi, famosa anche per la sua vita sfortunata e l’amore travagliato con il pittore messicano Diego Rivera, suo maestro artistico e marito. La sua attività artistica troverà grande rivalutazione dopo la sua morte, in particolare in Europa con l’allestimento di numerose mostre.

Famosi in particolare i suoi autoritratti, dove raffigura molto spesso gli aspetti drammatici della sua vita, il maggiore dei quali è il grave incidente di cui rimane vittima nel 1925 mentre viaggia su un autobus e a causa del quale riporta la frattura del bacino. Da quel momento Frida si dedica con passione alla pittura, utilizzando simboli ricorrenti come il cuore umano e i colori vivaci tipici della sua terra.

Successivamente porterà i suoi dipinti a Diego Rivera, illustre pittore murale dell’epoca, per avere una sua critica. Questo rimane molto colpito dallo stile moderno della giovane artista e dal suo spirito indipendente e anticonformista tanto che la inserisce nel suo contesto culturale e politico messicano; in quel periodo infatti Frida aderirà al Partito Comunista del Messico. Nel 1929 i due si sposano dando vita ad un matrimonio ricco di passioni ma anche tradimenti di entrambi, anche con esperienze bisessuali da parte della pittrice.

Tre importanti esposizioni le sono dedicate nel 1938 a New York, nel 1939 a Parigi e nel 1953 a Città del Messico. L’anno successivo a quest’ultima mostra, il 13 luglio 1954, Frida Kahlo muore nella sua città natale. La sua abitazione di Coyoacán, la “Casa Azzurra”, meta di migliaia e migliaia di visitatori, è rimasta intatta, così come volle Diego Rivera che la lasciò al Messico.

“La Passione di Frida” attraverso le numerose fotografie riesce ad esprimere da una parte il forte carattere passionale della donna, dall’altra traspare anche la sofferenza espressiva del suo volto, generata dal dolore fisico e dai turbamenti dell’animo. L’intento del fotografo infatti è quello di descrivere appieno le sensazioni e l’essenza dell’artista.

Il critico Franco Carlisi scrive nel catalogo: “Non possiamo guardare a questi ritratti di Kahlo senza considerare che si tratta di fotografie di Matiz. La personalità del fotografo non soccombe a quella della pittrice e Matiz non rinuncia, con la scelta dell’inquadratura e della luce, a parlarci di sé: della sua formazione, delle sue predilezioni e delle sue idiosincrasie. D’altro canto, che cosa è il gesto del fotografo risolto in un istante, se non la sintesi della sua cultura?”.

La mostra si presenta prima con un primo piano della pittrice, poi con un mezzo busto, e quindi uno intero, per passare poi allo studio dell’artista. Esso si presenta con un insieme di elementi peculiari che caratterizzano l’ambientazione: le tele, le tavolozze, uno specchio e la sedia a rotelle, tutti strumenti indispensabili per il suo lavoro. Il reportage continua con “Frida e Diego Rivera”, “Frida nella casa blu”, “Frida ed i suoi allievi”.



Alice Spoto