Boccaccio e il “Decameron” proibito delle passioni

Andrea Colore

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Il Decameron, come tutti sanno, è l’opera più importante di Giovanni Boccaccio, autore fiorentino (o forse certaldese) che ha segnato con Dante e Petrarca la storia della letteratura italiana non solo del 1300 ma anche delle epoche avvenire. E’ insomma diventato un modello per la prosa, nonostante la difficoltà di un “periodare latineggiante”. Così vi avranno detto tutti i vostri professori. Ma siete sicuri che vi abbiano detto tutto, proprio tutto sul “Decameron”?

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Statua di G. Boccaccio agli Uffizi, Firenze

Vi siete mai chiesti perché, a scuola, il “Decameron” viene letto alle medie e non oltre il terzo anno di superiori? Non è solo un fatto di diacronia: è ovvio che Boccaccio viene prima di Calvino! In realtà questa scelta è stata fatta perché il “Decameron” è vietato ai minori, ecco il vero motivo! La lettura integrale dell’opera di Boccaccio va ben oltre le novelle che vi propinano sulle antologie scolastiche. Calandrino e l’elitropia, Nastagio degli Onesti, Lisabetta da Messina e l’immancabile Ser Ciappelletto: li avrete letti fino alla noia! Scordateveli, almeno per ora! Ecco a voi sei novelle “a luci rosse” del “Decameron”!

Giornata I, novella 4: la novella del monaco sporcaccione

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Siamo in Lunigiana (fra la Liguria e la Toscana) e un giovane monaco bello e prestante incontra una fanciulla di cui si invaghisce e con lei si concede una notte di sesso. Ma l’abate del monastero si sveglia durante la notte (forse per fare pipì, Boccaccio questo non ce lo dice) e, udito lo schiamazzo proveniente dalla camera del monaco, si accorse del peccatore! L’indomani, rimasta sola la giovane in camera e immaginando il monaco a tagliare la legna, l’abate entra di soppiatto nella camera per accertarsi delle sue congetture e avere prove sufficienti per incastrare il peccatore carnale. Tuttavia, vedendo la bella nel fiore degli anni, preoccupata di essere stata scoperta, inizia a consolarla e a cedere anche lui al suo istinto. Boccaccio, quasi degno di una pagina del “Kamasutra“, descrive anche la posizione che i due amanti assumono nell’amplesso, quasi obbligata visto il peso del vecchio abate…

Giornata II, novella 3: la novella della principessa travestita

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La novella parla di tre giovani che dissipano il loro patrimonio e diventano sempre più poveri. Ad un certo punto incontrano un monaco benedettino che viene dall’Inghilterra che si unisce alla combriccola. Giunti in un modesto albergo dalle piccole dimensioni dimensioni, vista la penuria di camere disponibili, l’oste suggerisce ad Alessandro, uno dei giovani, di dormire col monaco che non si trattiene dal fare il biricchino! Una volta coricato, il monaco inizia a toccare Alessandro, al che il giovane, meravigliato, crede di aver sbagliato camera. Invece è proprio nella camera dell’abate che, con una certa nonchalance, lo invita a ricambiare. E che cosa scopre Alessandro? Per sua fortuna niente in mezzo alle gambe, ma “due poppelline tonde e sode e delicate“, le poppe della principessa di Inghilterra!

Giornata III, novella 1: la novella del furbo fra le monache

thumb_bundle-32-preti-suore-e-dintorni.650x250_q95_box-0,0,647,249Masetto si finge muto per ricevere un posto di lavoro in un monastero, un po’ un “finto invalido” ante litteram! Masetto è giovane e bello e non passa di certo inosservato fra le monache che iniziano a corteggiarlo e ad amoreggiare con lui. Perché Masetto avrebbe dovuto rinunciare? Ha un harem tutto suo e inoltre non può dire di no nemmeno a volerlo perché la sua copertura di invalido sarebbe saltata. E bravo Masetto! Ma, si sa, in fondo ci si stanca dopo averlo fatto ripetute volte, soprattutto con più persone da soddisfare. Quando anche la badessa decide di portarsi a letto Masetto, il giovane, stanco,  si oppone rivelando di non essere muto e minacciando le suore di fare uno scandalo, al che il giovane, dopo molti anni, torna a casa ricchissimo!

Giornata III, novella 4: la novella di Frate Puccio e Don Felice

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Novella di rara comicità. Puccio è molto devoto e decide di farsi terziario francescano poiché non poteva avere figli. Il frate incontra Don Felice che diventa suo amico e inizia a frequentare casa sua. Con il passare del tempo, il monaco si invaghisce della moglie di Puccio ed escogita uno stratagemma per amarla. Don Felice, conoscendo la devozione di Frate Puccio, gli consiglia di fare penitenza e di pregare come fanno papa e alti prelati, così da raggiungere senza ombra di dubbio il Paradiso. Don Felice suggerisce a Frate Puccio di pregare disteso per terra come crocifisso e guardare il cielo per tutta la notte. Lo sprovveduto credulone accetta le condizioni e ogni notte, mentre Puccio prega per raggiungere la beatitudine, qualcuno, in un’altra stanza, la beatitudine la sta raggiungendo…

Giornata V, novella 4: la novella dell’uccello

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Evidentemente questo “uccello” non ha niente a che vedere con Chichibìo e la sua gru che tutti conoscete… Caterina ama Ricciardo Manardi, assiduo frequentatore della casa del padre. In realtà, Lizio, il padre, è geloso della figlia. Ella però lo persuade a dormire sulla veranda sostenendo che l’aria fresca e il canto di un fantomatico “usignolo” la faranno dormire bene. Il padre acconsente alle richieste della figlia e i due amanti decidono di incontrarsi sul balcone alla chetichella e in seguito giacciono insieme, ma la mattina seguente vengono scoperti dai genitori (l’incubo di tutti!) tutti nudi che dormono beati! In fondo Caterina aveva ragione: l’usignolo che tiene in mano l’ha fatta dormire molto bene!

Giornata IX, novella 2: la novella di amanti proibiti

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La novella ricalca il tema già proposto di ecclesiastici sporcaccioni! Isabetta è una giovane e bella suora che un giorno si innamora e il suo amante usa un passaggio nascosto per raggiungerla in convento. Un giorno però viene colta con le mani nella marmellata dalle altre suore che avvisano la badessa che, però, all’insaputa delle suore, stava amoreggiando con un prete e, nella fretta di accorrere da Isabetta, indossa i vestiti del prete anziché i suoi. In un primo momento la badessa passa inosservata, ma è proprio Isabetta a far notare alle sorelle il vestito della badessa che, messa alle strette, decide di assecondare le visitine notturne alla faccia di chi non aveva nessuno da invitare!

Avete mai letto questo Boccaccio? Leggetevi il “Decameron” dopo i diciotto! Perché Boccaccio è quello che dà del “diavolo” al membro. E dove mai deve sprofondare Belzebù? Se pensate all’Inferno di Dante e ad un utero, in fondo non sono poi così diversi…

Inferno di Dante struttura