Aeroporto Fontanarossa, tra orgoglio etneo e svalutazione europea

In #Focus, #Shareit, MONDO by Claudia RuizLeave a Comment

C’è da andarne fieri in un periodo in cui la Sicilia non inorgoglisce spesso i suoi abitanti; il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio ha approvato uno schema di decreto che individua i 38 aeroporti e i sistemi aeroportuali di interesse nazionale. All’interno di questa classificazione la Sicilia si conferma tra le regioni che rivestono un’importanza fondamentale per i traffici aerei nazionali, ritroviamo infatti gli aeroporti di Catania, Comiso, Palermo, Trapani, Pantelleria e Lampedusa. La scelta è stata presa sulla base di criteri riconducibili al ruolo strategico, all’ubicazione territoriale, alle dimensioni e tipologia di traffico e all’inserimento delle previsioni dei progetti europei della rete Treanseuropea dei trasporti, ovvero investimenti su base decennale, ai quali l’Europa darà priorità nello sviluppo delle infrastrutture.

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Ma ciò che riempie maggiormente di orgoglio i siciliani è l’inserimento degli aeroporti di Catania e Palermo all’interno del “gruppo dei 12” che rivestono particolare rilevanza strategica. Sicuramente un risultato che soddisfa i sindacati, le società aeroportuali ed ovviamente le amministrazioni comunali: “Non si tratta di un regalo– afferma il sindaco di Catania Enzo Bianco – visto che lo scalo è il maggiore del Meridione e si è guadagnato il riconoscimento grazie al lavoro svolto e alle cifre di crescita registrate“.

Nonostante l’ottimo traguardo, adesso la sfida per il capoluogo etneo si sposta all’interno dell’Unione europea che nel 2013 ha escluso l’aeroporto dalla programmazione trans-europea dei trasporti, quando il Parlamento europeo, stilando l’elenco Core network Ten-t, ha definito l’aeroporto di Fontanarossa uno scalo non prioritario. Una notizia che ha raffreddato gli animi in virtù di un sistema economico in cui in mancanza dei fondi europei rappresenta una perdita di investimenti per lo sviluppo ed il potenziamento di un settore importante e vitale, come quello dei trasporti, per l’economia siciliana. Una decisione che ha precluso alla città di Catania finanziamenti fondamentali per implementare le infrastrutture necessarie a rendere l’aeroporto davvero competitivo a livello nazionale ed internazionale.

Non ci resta che aspettare e sperare, dunque, una corretta rivalutazione ed il giusto riconoscimento di Catania da parte delle istituzioni comunitarie oltre che nazionali, a motivazione che la Sicilia ad oggi rappresenta, per via della sua posizione strategica, un crocevia vitale per i flussi turistici e commerciali da e verso l’Unione Europea.

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Claudia Ruiz

Claudia Ruiz

Nata a Catania nel 1989. Laureata in Scienze Internazionali presso l'Università di Siena. Nutro una passione per i temi di attualità e di politica estera, in particolare del sud est asiatico.